Konrad Adenauer in Ticino: prima a Porza e poi Ascona

Nell’estate del 1956 il cancelliere Konrad Adenauer si prese finalmente delle vacanze. Decise di venire a Porza, sopra il Lago di Lugano, a quel tempo un piccolo villaggio con un centinaio di abitanti. Ma il soggiorno fu molto breve, tanto che dovette terminare le sue vacanze al Monte Verità di Ascona. In questo contributo vi racconteremo perché.

Originariamente il Cancelliere intendeva riposarsi nelle Isole Canarie, cioè sul territorio spagnolo, ma questo piano era stato annullato per una serie di motivi politici. Per la diplomazia tedesca era un problema la presenza di Adenauer, pur sempre solo in vacanza, in uno stato fascista diretto da Francisco Franco.

Il Cancelliere scelse quindi una meta di vacanza più sicura, ovvero “Villa Rezzonico” a Porza. La casa di vacanza, prendeva il nome dal proprietario Nino Rezzonico. La scelta di “Villa Rezzonico” come casa di villeggiatura prometteva al Cancelliere una bella vacanza. L’unico dettaglio storico è che la Villa era stata poco più di 20 anni addietro anche la roccaforte del fascismo ticinese.

Puo apparire un dettaglio ma Nino Rezzonico, ingegnere, diplomato al Politecnico di Zurigo ed ex-sportivo, calciatore nel FC Lugano era stato proprio negli anni trenta capo del movimento fascista ticinese, chiamato dal quotidiano socialista Libera Stampa ironicamente Il Ducetto di Porza. Arrivò addirittura a scrivere un “Mein Kampf” tutto in salsa ticinese, intitolandolo senza troppa vena creativa “Battaglie!”. Vale la pena quindi di soffermarsi brevemente sulla figura del Rezzonico.

Fonte: Der Spiegel, Kanzler-Urlaub, 14.3.1956, p.12-13

Nato a Torino il 5.3.1900 con il nome di Conte Giovan-Battista Rezzonico di Castelmonte, patrizio di Porza, ebbe il privilegio di essere di famiglia facoltosa. Dopo gli studi terminati nel febbraio del 1924, diventò ben presto esponente di rilievo della Guardia Luigi Rossi (dal 1930), all’interno della quale fu vicino ad Alfonso Riva, fu eletto al Gran Consiglio ticinese (1931-33). In seguito all’isolamento della corrente autoritaria e filofascista guidata da Riva, nel 1933 si dimise e fondò la Federazione fascista ticinese, di cui fu il principale leader con Alberto Rossi. Rezzonico incontrò Benito Mussolini a Roma nel 1933, tanto da rimanerne impressionato:

“…I pochi minuti che ho passato alla presenza di Mussolini sono stati sufficienti a diventare il motivo centrale della mia esistenza…Chiunque abbia avuto l’onore di vedere gli occhi del Duce riposare su se stesso sentirà per sempre l’obbligo di essere grato al destino per questo favore…”

Nino Rezzonico, Battaglie!, Bellinzona, 1937, p.55

Nonostante l’incontro, la Federazione fascista ticinese ebbe diversi problemi organizzativi, tanto che a Locarno era diventato difficile trovare un ristoratore che fosse disponibile ad accogliere i loro comizi. Rezzonico organizzò anche la «marcia su Bellinzona». Il 25 gennaio 1935 un gruppo di fascisti ticinesi – non più di 50, provenienti da Lugano e Locarno e armati di pistole, pugnali, e tirapugni cercarono di oc­cupare il palazzo governativo di Bellinzona, dando origine a una se­rie di tafferugli. La «marcia» fasci­sta sulla capitale aveva due scopi: impedire che il Gran Consiglio vo­tasse, quel giorno, la legge sull’or­dine pubblico e vendicare i fascisti che erano stati picchiati, la sera del 24 gennaio, a Locarno, dove era sta­to costituito il fascio locale.

A causa dei dissidi interni specialmente con Luigi Rossi, nel 1934 Rezzonico fu allontanato dalla testa di quest’ultima e si ritirò temporaneamente a Torino. Scomparve per tutta la durata del conflitto a Torino, ricomparendo solamente dopo il conflitto. Tenne un basso profilo, facendo una modesta carriera politica a livello cantonale – in Gran Consiglio – in un non meglio definito “Partito Unione Indipendenti Ticino” ma anche come benefattore, sostenendo finanziariamente la “Casa dei Bambini” di Porza. Continuò per diverso tempo anche la sua attività giornalista nel giornale del proprio partito “La Voce del Ticino”, continuando a pubblicare del contenuto filo-fascista.

Ritornando ad Adenauer, una volta arrivato a Porza nella magnifica Villa del Rezzonico, non vi rimase per molti giorni. Ufficialmente a causa di problemi di riscaldamento – in estate! – Adenauer decise in fretta e furia di lasciare Porza per continuare le proprie vacanze al Monte Verità di Ascona. Ma anche ad Ascona Adenauer non vi rimase che una sola estate.

Ricomparve come abbiamo scritto precedentemente su Insubrica Historica, nella zona del Lago di Como, trascorrendo poi fino al suo decesso ben 13 volte le proprie vacanze a Cadenabbia. Ironia della sorta, Cadenabbia si trova a 2km in linea d’aria da Giulino di Mezzegra, il luogo dove Benito Mussolini e Claretta Petacci vennero il 28 aprile 1945 fucilati.

Per l’onore della cronaca la Villa di Rezzonico, diventata Villa Floridiana – 7 camere 6 bagni 1 piscina-, è tutt’oggi in vendita. Costa 28 milioni di franchi. È vuota da quando il suo ultimo proprietario, il petroliere nigeriano Kola Aluko, si è dato alla macchia sul suo yacht, inseguito dalle accuse di riciclaggio di miliardi di dollari.

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