Claudio Caroni ovvero quando – in un certo modo – il Ticino concepì jet militari e civili

Una delle figure più interessanti dell’aviazione elvetica, è quella di Claudio Caroni (Locarno 1907-Zugo 1984). Questo breve contributo ripercorre l’interessante percorso di questo personaggio. Un vivo grazie a Andrea Biasca Caroni per avermene parlato durante un nostro incontro nel dicembre 2019.

Claudio Caroni nasce a Locarno il 20.1.1907. È figlio di Battista Caroni, direttore di banca, suo fratello è l’economista Arrigo Caroni.

Claudio Caroni (sx) con il figlio Luciano Caroni (dx) nell’agosto del 1980.

Claudio ottiene il Dottorato in diritto nel 1929, diventando presto consulente giuridico e avvocato. Nel 1948 trasforma le Officine Dornier di Altenrhein, fondate nel 1926 come filiali tedesche della Dornier Metallbauten Friedrichshafen, in un’impresa svizzera, assumendone la direzione. Particolare interessante è come l’avventura di Caroni segue geograficamente da vicino quella di un altro ingegnere ticinese, Gianni Varrone.

Rinominata Flug- und Fahrzeugwerke Altenrhein (FFA), sotto la sua direzione l’azienda conobbe una nuova fioritura grazie alla produzione di aerei, veicoli ferrotramviari per le Ferrovie federali svizzere (FFS) e ferrovie private, autobus, cabine di funivia e mezzi di difesa militare.

La FFA sviluppò tra l’altro l’aereo da combattimento terrestre P-16, le cui commesse furono tuttavia revocate dalla Confederazione nel 1958. Ciò non impedi a Caroni di lasciare il segno nell’aviazione civile. A partire dal 1960 venne fondata a Altenrhein la Swiss-American Aviation Company (SAAC). Una joint-venture fra Caroni e l’americano Bill Lear, per la costruzione di un jet d’affari sulla base del P-16. Vi un diverbio che portò gli americani a trasferire il progetto interamente negli USA. Da questa collaborazione nacque il jet d’affari Learjet 23, all’origine dell’enorme successo commerciale dei jet costruiti dalla Lear.

Cerimonia di consegna dell’unico esemplare esistente X-HB-VAD del P-16 al Museo dei Trasporti di Lucerna, il 8.8.1980. Fonte: Rivista Militare Svizzera Italiana, N.70/1980 per più dettagli della cerimonia vedasi anche questo articolo.
P-16 al fianco di un LearJet 23. Fonte: Wikipedia
Particolare delle ali del LearJet 23 riprese dal P-16

L’avventura della FFA nel mondo aeronautico non si fermò con il P-16. Un discreto successo ebbe il velivolo AS 202 Bravo, prodotto in circa 170 esemplari. Un monomotore da turismo ad ala bassa progettato e prodotto in joint venture con l’azienda italiana SIAI-Marchetti. Il velivolo venne venduto anche come aereo di addestramento basico, esportato in Indonesia, Uganda (1977) e Irak.

La vendita di sei aeroplani scuola all’esercito dell’Uganda nel 1977, definita da Caroni “d’une bagatelle d’un montant total de 1.5 mio de francs”. L’Uganda era a quel tempo governata dal dittatore Idi Amin Dada. Il citato Franzoni, è Enrico Franzoni, ex candidato al Consiglio Federale e allora presidente della Caritas elvetica. Fonte: Le Nouvelliste, 2 marzo 1977

Claudio Caroni fu socio di altre aziende della Svizzera orientale, acquistando per esempio nel 1952 la ditta di ascensori Aufzüge AG Schaffhausen. Fece parte di diversi consigli di amministrazione, fra cui quello degli stabilimenti termali di Bad Ragaz.

Caroni muore all’ospedale cantonale di Zugo il 2 maggio 1984, all’età di 77 anni. Il figlio Luciano vendette tre anni più tardi la Flug- und Fahrzeugwerke Altenrhein (FFA) alla Schindler, una parte della società confluì poi nella Schindler Waggon Altenrhein.

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