La “Tessiner Hanfpalme” di Robert Fortune

Uno degli aspetti interessanti della nostra Sonnenstube è la presenza di palme. Ne abbiamo parlato recentemente dato che ne abbiamo anche un paio nel giardino di Insubrica Historica. Ma da dove vengono, chi le ha portate e sono veramente innocue ? Una ricerca in Internet ci porta subito delle risposte a queste domande, come pure altri particolari interessanti particolari.

La palma ticinese anche conosciuta come Hanfpalme.

La palma ticinese viene da molto lontano e precisamente ha origini asiatiche, probabilmente dalla Cina e Giappone, ma alcune di queste palme si trovano anche in Myanmar (Birmania) e India. In totale vi sono circa 2’800 variazioni recensite al giorno d’oggi nel mondo. Nelle terre d’origine la nostra palma è conosciuta come palma della canapa dato che si ottengono dalle foglie fibre tessili molto resistenti per farne corde, sacchi, stuoie, cappelli e scope. 

La “palma ticinese” nella sua originale flora del sud-est Asiatico. Fonte: Wikipedia

Tecnicamente porta il nome di rachycarpus fortunei ma viene anche chiamata palma di Fortune, è una pianta appartenente alla famiglia delle  Arecaceae. È stata portata in Europa dal celebre botanico inglese Robert Fortune (1812-1880) attorno al 1850. Arrivata dapprima in Inghilterra si propagò velocemente nell’Europa continentale.

Il botanista inglese Robert Fortune (1812-1880) scopritore della “Palma Ticinese”.

È una palma resistente alle temperature, tanto che non è raro trovarla addirittura in Germania o Belgio. Purtroppo è anche una palma invasiva, che provoca come tante altre piante esotiche notevoli danni alla flora esistente. Fino al 2021 vi è un progetto della Confederazione gestito dal campus di ricerca sulla foresta, la neve e il paesaggio di Cadenazzo WSL (Ufficio dell’ambiente) che cercherà di capire l’impatto ambientale di questa pianta.

La figura di Robert Fortune è anche altrettanto interessante. Fortune nasce a Kelloe, Berwickshire. Dopo aver completato il suo apprendistato, viene assunto a Moredun House, appena a sud di Edimburgo, prima di trasferirsi al Royal Botanic Garden Edinburgh. Nel 1840 si trasferì con la sua famiglia a Londra per assumere un incarico presso la Horticultural Society of London’s garden di Chiswick. In seguito al trattato di Nanchino del 1842, all’inizio del 1843 fu incaricato di intraprendere una spedizione di tre anni per la raccolta di piante nel sud della Cina.

I suoi viaggi portarono all’introduzione in Europa, Australia e Stati Uniti di molti nuovi, esotici, bellissimi fiori e piante. Il suo risultato più famoso fu l’introduzione di piante di tè cinesi (Camellia sinensis), insieme ad esperti produttori di tè, dalla Cina all’India nel 1848 per conto della British East India Company. Robert Fortune lavorò in Cina per diversi anni nel periodo dal 1843 al 1861.

Similmente ad altri viaggiatori europei dell’epoca, come Walter Medhurst, Fortune si travestiva da mercante cinese durante diversi, ma non tutti, i suoi viaggi al di fuori delle aree portuali del trattato di Nanchino, allora appena istituito. Non solo l’acquisto di piante di tè da parte di Fortune era proibito dal governo cinese dell’epoca, ma i suoi viaggi andavano ben oltre i leciti viaggi. Fortune si recò in alcune zone della Cina che raramente erano state visitate dagli europei, comprese le zone remote delle province di Fujian, Guangdong e Jiangsu.

Fortune ha impiegato diversi stratagemmi per ottenere piante e piantine dai coltivatori di tè locali cinesi, riuscendo in alcuni casi a impiantare le piante cinesi in India. Quindi Robert Fortune oltre che a portare la palma in Europa fece soprattutto una sorte di “spionaggio industriale” a danno dell’Impero Cinese.

Nei viaggi successivi ha visitato Formosa (Taiwan moderna) e il Giappone, e ha descritto la cultura del baco da seta e la produzione del riso. Introdusse molti alberi, arbusti e fiori in Occidente, tra cui il cumquat, una rosa gialla doppia rampicante (“Fortune’s Double Yellow” (sin. Gold of Ophir) che si dimostrò un fallimento nel clima inglese ma che persiste in Ticino) e molte varietà di peonie, azalee e crisantemi. Una rosa bianca rampicante che egli portò dalla Cina nel 1850, ritenuta un incrocio naturale tra Rosa laevigata e R. banksiae, fu soprannominata R. fortuniana (syn. R. fortuneana) in suo onore.

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