Verbano un lago sempre più “magro”

Buona parte della regione Insubrica ha il privilegio di essere bagnata dal Lago Maggiore. Il secondo lago più grande in Italia (dopo il lago del Garda) e anche un particolare lago. Attualmente – estate 2020 – per il piacere dei turisti il livello del lago è sceso considerevolmente. Se scenderà ancor più vi saranno anche qualche problema.

Il bacino del Lago Maggiore ha le sue origini nella particolare orografia della valli alpine del periodo Miocene. In particolare due valli, allargate da due ghiacciai dell’era glaciale, provenienti da nord-est dalla valle del fiume Ticino e da nord-ovest dalla valle del fiume Toce. Il bacino del Lago Maggiore ha quindi una morfologia molto particolare con la sua conca allungata con un ampio pianoro di base e pareti scoscese, una sorte di fiordo norvegese. Il Lago Maggiore è il secondo lago più grande d’Italia con una superficie di 212 km2. Circa 1/5 della superficie lacustre si trova in territorio svizzero e 4/5 in territorio italiano.

I principali affluenti sono i fiumi Ticino e Toce, che sfociano nel lago rispettivamente a Tenero e Gravellona-Fondotoce (I), portando ciascuno circa 1/4 del volume di acqua complessivo. I fiumi della Verzasca e la Maggia portano circa il 35% dell’acqua e la Tresa, che proviene dal Lago di Lugano, porta circa 1/10 dell’acqua. Lo sbocco del Lago Maggiore è il fiume Ticino. Questo è stato regolamentato con una serie di accordi dopo la fine della Seconda guerra mondiale. L’aspetto positivo primordiale di questa regolamentazione, è stato quello di contenere le grandi fluttuazioni del passato, dato che il livello naturale poteva cambiare di dieci metri, a secondo della stagione.

I venti presenti nella regione Insubrica, prevalenti da nord-ovest e sud-ovest, vengono parzialmente attenuati dalle alte montagne sul lato nord e ovest del Lago Maggiore. Grazie alla sua posizione riparata, alla sua grande profondità e alle condizioni climatiche miti, la piena circolazione nel Lago Maggiore avviene raramente durante gli inverni freddi e ventilati. Il Lago Maggiore circola regolarmente ogni anno solo fino a una profondità di 100 – 150 m. Il riscaldamento globale ha portato ad una maggiore stratificazione della densità del Lago Maggiore, la quale impedisce purtroppo la piena circolazione delle sue acque.

Il bacino idrografico del Lago Maggiore si estende su una superficie di 6.389 km2 ed è diviso in parti uguali tra la Svizzera e l’Italia. Circa la metà del bacino idrografico si trova ad un’altitudine di oltre 1283 m. La maggior parte del bacino idrografico è costituita da aree boschive o seminaturali e la zona è relativamente poco popolata con circa 670.000 abitanti. Una zona geografica molto estesa che tocca da parte elvetica i cantoni Grigioni e Ticino.

Nel corso dell’estate 2020 il Lago Maggiore si è trovato in costante “magra”, ovvero coste e spiagge erano particolarmente esposte e disponibili ai villeggianti. La situazione è tale che è mancato anche poco a che i limiti storici di “magra” vengano raggiunti. Ma nel passato non è sempre stato cosi, vi sono state anche estati come quella del 2014 dove il lago rimase in massima “piena” per tutto il corso dell’estate.

Situazione livello lago Maggiore per la fine di agosto 2020. Fonte dati: Osservatorio Ambientale Svizzera Italiana, OASI, Canton Ticino

Il lago viene regolato essenzialmente presso la diga della Miorina – costruita nel 1943-1944 durante il regno fascista – posta a Golasecca presso Sesto Calende, all’inizio del fiume Ticino. Tale diga – alta 3.3metri e lunga 200 metri – ha permesso di trasformare il Lago Maggiore in una sorte di enorme bacino naturale, appunto il secondo lago per grandezza in Italia. Con la diga della Miorina si può usare l’acqua per l’irrigazione agricola oppure per la produzione di energia idroelettrica.

Il deflusso del lago è di 144 mc/sec, cioè ogni secondo escono dal Lago Maggiore 144.000 litri di acqua. Nell’estate 2020 abbiamo avuto appunto un bilancio negativo, pur essendo il bacino idrografico particolarmente vasto, l’afflusso nell’agosto 2020 era sceso fino a soli 86.700 litri di acqua.

Senza piogge la magra aumenta e il Verbano si asciuga sempre di più, per la soddisfazione dei bagnanti che guadagnano spazi in spiaggia per fare il bagno e prendere il sole, ma con i problemi operativi, per esempio, ai mezzi della Navigazione Lago Maggiore. La mancanza d’acqua riporta anche i problemi al ruolo della diga della Miorina, nell’equilibrare i bisogni e interessi della popolazione lacule con quelli della regione Padana, per l’agricoltura e la produzione di energia elettrica.

Consultando le misurazioni del passato, conservate dal 1942 a oggi, ci si accorge che il minimo storico nel 2020 era lontano solo una trentina centimetri. Purtroppo la situazione climatica attuale non promette niente di buono per il futuro. Presto avremo purtroppo anche un nuovo record negativo per il Verbano.

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