Storia dei tedeschi della Zollgrenzschutz al confine di Cannobio-Brissago

Quanto segue in questo contributo ripercorre brevemente il ruolo della Zollgrenzschutz (Guardia di Frontiera) schierata a partire dal settembre 1943 fino all’autunno 1944 al confine con il Locarnese, ed in particolare nel tratto di Cannobio-Brissago.

A partire dal 8-10 settembre 1943, immediatamente dopo l’annuncio dell’armistizio, e conseguente marasma vengono gradualmente schierati in Ossola i primi soldati tedeschi.

Non fanno parte della Waffen-SS Leibstandarte – del quale abbiamo ampiamente scritto nel passato – bensi appartenengono alla Zollgrenzschutz. Generalmente molto anziani – classe 1890-1900 -.

Questi elementi, in sostanza semplici doganieri prima del conflitto, sommariamente armati con moschetti della Prima guerra mondiale, vengono schierati al confine con il Locarnese. Quelli giunti nell’Ossola e nel Verbano Piemontese provengono dalla regione di Chambéry, nell’Alta Savoia francese, mentre quelli dislocati nella parte lombarda – valico di Zenna, Dumenza e Malcantone – provengono da Innsbruck.

L’attività della Zollgrenzschutz è ancora da approfondire. Quest’unità sommariamente armata fornisce un contributo molto modesto alla lotta anti-partigiana, subendo elevate perdite, accusando diverse diserzioni verso la Svizzera e infine scompare interamente dal teatro bellico della regione nel novembre 1944.

La partecipazione della Zollgrenzschutz agli avvenimenti bellici della regione avvenne particolarmente in queste operazioni:

Ufficiali della Zollgrenzschutz davanti al lungolago di Cannobio,
fotografia scattata probabilmente nella primavera 1944.

Il 21 ottobre 1943 per motivi ancora da ricercare vengono messe in allerta tutte le formazioni militari elvetiche nel Locarnese, vi è un aumento dell’attività bellica al confine con Brissago e si teme il peggio. In questo periodo l’unica unità tedesca presente al confine era proprio la Zollgrenzschutz.

Dal 14 al 15 novembre 1943 la Zollgrenzschutz partecipa al rastrellamento di Monte San Martino, perdendo anche qualche milite. Il contributo bellico nell’occasione è effimero, dato che proprio dal settore coperto dalla Zollgrenzschutz il nucleo partigiano comandato dal tenente colonello dei Bersaglieri Carlo Croce nome di battaglia “Giustizia”, riesce a scappare ed entrare incolume in Svizzera in località Ponte Tresa. A proposito di questo rastrellamento avevamo già scritto nel passato, a seguito della nostra conferenza a Duno;

Rastrellamento della Val Grande. Siamo il 23 giugno 1944 nella fasi finali dell’operaziona a Finero, Valle Cannobina. Vengono fucilati 15 partigiani.

Dal 12 al 22 giugno 1944 la Zollgrenzschutz partecipa nel rastrellamento della Val Grande. I 15 partigiani fuciliati a Finero, sono catturati dalla Zollgrenzschutz, comandata per l’occasione dal Zollrat Lindner, il quale aveva nei mesi precedenti seguito dei corsi di combattimento in montagna. Il plotone di esecuzione è composto invece interamente da militi della GNR Milizia Confinaria, quasi tutti “fascisti” della Valle Cannobina;

Nel luglio-agosto 1944 sono almeno 50 i tedeschi della Zollgrenzschutz che nel solo perimetro di Cannobio-Val Vigezzo disertano ed entrano in Svizzera. Il più delle volte vengono portati dagli stessi partigiani, ai quali lasciano uniformi e armi personali.

SS-Hauptsturmführer Johannes Max Hans Clemens (1902-1976) autore della rappresaglia di Cannobio del 26 agosto 1944. Dopo la guerra integra l’organizzazione di spionaggio di Gehlen, e viene però scoperto e processato per il doppio-gioco con i servizi segreti sovietici. Una sorte di Kim Philby tedesco.

La domenica 27 agosto 1944 una pattuglia della Zollgrenzschutz viene attaccatta a Cannobio, nella zona quattro vie, proprio il centro del paese. Due tedeschi vengono uccisi. Vi segue una rappresaglia tedesca condotta dal SS-Hauptsturmführer (capitano) Hans Clemens. Più conosciuto come protagonista del massacro delle Fosse Ardeatine.

Hotel Cannobio sul lungolago di Cannobio sede durante il periodo del 1943-1944 della Zollgrenzschutz tedesca. In prossimità vi era un secondo distaccamento fascista, il quale occupava la casa del famoso architetto razionalista, originario di Cannobio, Luigi Vietti.

Il 2 settembre 1944 il presidio della Zollgrenzschutz a Cannobio, posto presso l’albergo Milano viene attaccato e conquistato da forze partigiane. Cannobio rimarrà libera per il periodo dal 2-9.9.1944. Dopodiché un’azione di riconquista, alla quale partecipano anche i giovani fascisti Dario Fò (allievo paracadutista del Reggimento Folgore) e Enrico Maria Salerno (allievo ufficiale della Guardia Nazionale della Repubblica “Scuola Varese bis”).

Molto più importante ma ancora meno ricercato, è invece il loro ruolo nella cattura di soldati alleati e di ebrei in procinto di avvicinarsi alla frontiera elvetica. Il diario operativo dell’unità conservato presso l’Archivio di Stato di Varese riporta come, nel solo periodo che va dal settembre al dicembre 1943, vengono catturati centinaia di ebrei in prossimità del confine. È molto probabile che l’ebreo Giulio Forti, del quale abbiamo scritto in precedenza su Insubrica Historica, venne proprio catturato da elementi della Zollgrenzschutz.

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