Breve storia dell’aviazione nel Locarnese

Abbiamo già scritto nel passato sull’aviazione nel Canton Ticino e Locarnese, in particolare abbiamo ripercorso l’epica azione politica di Giovanni Bassanesi, con il volo partito da Bellinzona-Lodrino ed il conseguente volantinaggio aereo su Milano oppure di come il direttore di orchestra Herbert von Karajan imparò a volare ad Ascona.

Il Canton Ticino, ed in particolare il Locarnese, fu tra le prime regioni elvetiche ad interessarsi dell’aviazione. A Locarno, presso l’odierno territorio dei Saleggi, vicino all’attuale stadio di calcio, si tenne dal 6 all’8 aprile 1912 un primo incontro di aviazione internazionale. Chiamato “Grand Meeting d’Aviation” riunì il meglio dell’aviazione di quel periodo.

Particolare dell’aeroplano di Henry Cobioni.

Durante l’evento la vedetta fu un piccolo monomotore Caproni (probabilmente un Caproni Ca-11) pilotato da Enrico “Henry” Cobioni, che dopo aver trasvolato il Lago Maggiore partito da Vizzola Ticino (Insubrica Historica aveva scritto del bellissimo museo di Vizzola), era atterrato ai Saleggi di Locarno. Il Cobioni nato a Tavannes, ma originario di Locarno, fu la “star” dell’evento. A lui spetta anche il privilegio nel 1912 di compiere il primo volo commerciale con un passaggero in Italia. Decedette durante una manifestazione aerea a La-Chaux-de-Fonds nel 1912.

Nell’estate del 1927 arrivarono a Locarno due idrovolanti. Un Savoia-Marchetti S.55 idrobombardiere/aerosilurante e un SIAI S.16 idrovolante biplano da ricognizione e per attacco ai sommergibili. I velivolo attraccarono all’attuale porto di Locarno. La missione era niente di meno che comandata da Italo Balbo. Anche lui aveva percorso il Lago Maggiore. Italo Balbo non rimase per molto tempo, dato che l’indomani partì alla volta di Lugano.

Ingegnere e pilota locarnese, Italo Marazza

A partire dagli anni trenta, sotto la spinta del giovane pilota e pioniere dell’aviazione locale, Italo Marazza, vi è una frenetica attività politica per dare maggior sviluppo all’aviazione in Ticino. Viene riconosciuta la necessità di costruire un aeroporto doganale. Si pensa innanzitutto a Giubiasco, ma si abbandona l’idea dato la presenza della ferrovia e di linee elettriche di alta tensione.

Dopo accese discussioni che coinvolgono piloti, comuni, il Cantone e la Confederazione, viene scelto nel 1939 di erigere l’aeroporto nel comprensorio di Locarno-Magadino. L’aeroporto di Locarno-Magadino deve molto alla figura dell’ingegnere e pilota locarnese Italo Marazza. Il Marazza inizia la sua ardua battaglia per insediare l’aeroporto in territorio di Locarno-Magadino. Una zona privilegiata, priva di nebbia, con una grande distesa libera da montagne e colline. Il vantaggio dell’aeroporto è di essere vicino al lago, in zona centrale e ideale per il turismo.

Il 25 marzo 1937 arriva l’autorizzazione per costruire l’aeroporto doganale Locarno-Magadino, non di prima classe come richiesto, ma di terza classe.

L’inaugurazione è prevista nei giorni 24/25/26 giugno, ma causa maltempo si rimanda al primo e al due di luglio del 1939. Italo Marazza è nominato direttore. Le strutture presenti sono l’aviorimessa e il ristorante inseriti in 340 mila metri quadrati di terreno. Si vola grazie a dei segnali luminosi.

La Seconda guerra mondiale costringe Swissair a dislocare personale e parco aereo a Locarno visto che non le è consentito svolgere il suo servizio internazionale verso nord, verso ovest e nemmeno all’interno della Svizzera.

Il 19.03.1940 si inaugura il primo volo regolare di linea Locarno-Roma, a scadenza giornaliera, 600 Km in 2 ore e 30 minuti. Seguono lo stesso aprile tre voli settimanali sull’aviolinea Locarno-Barcellona. A giugno l’Italia entra in guerra e chiude lo spazio aereo. Swissair si trova costretta a cessare totalmente l’attività.

Un Caproni 148P partito da Gallarate-Varese e atterrato a Locarno il 26.7.1944.
Fonte: Wardbird.ch

L’aeroporto di Locarno ricopre da subito un importanza anche militare, oltre a quella civile. Nel 1940 vi viene schierata una pattuglia di Messerschmitt Me-109 con l’obiettivo di impedire violazioni dello spazio aereo da parte dei velivoli italiani, e più di tardi di quelli alleati. L’aeroporto
diviene durante il conflitto, base aerea militare. Vengono montate baracche di legno come locali comando, accantonamento per la truppa e locali per servizi come pure tende per i velivoli e per la loro manutenzione.

Filmato dell’esercito svizzero sull’aeroporto di Locarno-Magadino

Nel 1941 la base provvisoria viene dichiarata Base aerea svizzera per la formazione dei piloti militari e osservatori; ogni pilota dell’aviazione militare svizzera effettua i suoi primi voli in questa sede. Mentre il conflitto mondiale continua a perseverare, Locarno vede anche l’atterraggio di diversi velivoli militari stranieri: alleati, tedeschi e italiani.

Oltre a Locarno, nel 1947, un alto giovane pioniere dell’aviazione Locarnese, Lello Bianda, decise di costruire ad Ascona, in prossimità del delta della Maggia un’aviosuperficie. Più corta di quella di Locarno, avrà il privilegio grazie all’entusiasmo di Lello Bianda e dell’istruttore Edmond Dougoud, di formare molti giovani. In particolare giovani facoltosi tedeschi che non potevano volare in Germania, visto l’embargo posto dopo la fine della Guerra. È proprio ad Ascona che troviamo come allievo pilota Herbert von Karajan, del quale abbiamo scritto nel passato su Insubrica Historica.

Nel Locarnese vi sono anche state donne pilota che hanno fatto voli straordinari. Una in particolare Evelyne Mahle di Minusio, probabilmente la prima donna svizzera nel 1970 ad attraversare da sola l’Atlantico, partendo dal Canada ed arrivando in Irlanda. Compi l’impresa con un monomotore Beechcraft Bonanza.

In basso a destra dove il velivolo di Italo Marazza si inabisso nel Lago Maggiore, non distante da Locarno. Il volo venne fatto in pessime condizioni meteorologiche. Fonte: Eco di Locarno

Dei due aeroporti rimane oggi solo quello di Locarno. L’ingnere Italo Marazza, grande pioniere dell’aviazione Ticinese ebbe nelle acque del Lago Maggiore un incidente mortale con un Cessana 175 a 4 posti, il 20.07.1970. Nell’incidente perirono anche due passeggeri olandesi, un padre e il figlio di otto anni.

Gruppo di paracadutisti sopra Tenero, Canton Ticino.
La scuola di pacadutismo Paracentro venne creata nel 1969.

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