Breve analisi meteorologica del rastrellamento nazi-fascista nella Val Grande del giugno 1944

Abbiamo già scritto in precedenza su Insubrica Historica a riguardo del rastrellamento nazi-fascista del giugno 1944 a nord di Intra-Verbania, nell’attuale regione del Parco Nazionale Val Grande. Chiovini e molti altri storici vi hanno scritto, senza soffermarsi però particolarmente sulle condizioni meteorologiche in vigore durante questo rastrellamento. Questo breve contributo, a distanza di 77 anni cerca di portare qualche dettaglio.

Immagine dell´abitato di Cicogna, nella regione della Valgrande

Non è facile trovare dati meteorologici affidabili per il 1944, anzi per la regione dell’Ossola, ottenere informazioni da parte italiana è quasi impossibile. Per cercare di capire come fosse la situazione meteorologica durante il rastrellamento, costato alle forze partigiane, la perdita di almeno 200 elementi, bisogna affidarsi piuttosto alle risorse elvetiche.

Gli Svizzeri nella loro meticolosità avevano stabilito a confine dell’Ossola, sia nel Canton Ticino che quello Vallese, tutta una serie di stazioni meteorologiche. In particolare per l’Ossola abbiamo: Sion, Zermatt, Saas Fee, Briga, Airolo, Bosco Gurin, Locarno e ancora Lugano, e non sono neanche tutte le stazioni elvetiche ai margini dell’Ossola. I dati di questo contributo provengono dal rapporto annuale di MeteoSwiss intitolato: “ANNALEN DER SCHWEIZERISCHEN METEOROLOGISCHEN ZENTRALANSTALT”. In sonstanza un semplice sunto generale, ma che ci permette già di ottenere una certa idea di quanto successe in questo fatidico giugno 1944.

Per questo lavoro di ricostruzione abbiamo pensato di partire dai dati giornalieri della sola stazione di Lugano, mentre invece Locarno ci fornisce una situazione complessiva per mese, durante tutto l’anno 1944. Per questo contributo ci soffermiamo dapprima sui dati di Locarno-Muralto per il mese in questione.

Fonte: Annalen der
Schweizerischen Meteorologischen Zentralanstalt 1944
, MeteoSwiss
Fonte: Annalen der
Schweizerischen Meteorologischen Zentralanstalt 1944
, MeteoSwiss

Complessivamente il giugno 1944 si presenta come un mese di forti piogge. La pressione barometrica è complessivamente molto bassa, il che indica una forte depressione sulla regione. Non sorprende la bassa temperatura mediana per il mese di giugno 1944, di 18.5′ gradi. Se confrontiamo i dati del 2020, sempre presi da Meteo Svizzera, siamo oramai ad un valore mediano – sempre ancora per Lugano – di oramai 19.6′ gradi. Ovvero un incremento della temperatura del 5% sullo spazio di 76 anni.

Indubbiamente oggi nel 2021 stiamo vivendo un vero e proprio cambiamento climatico. I dati di Locarno, pur essendo genaralistici, ci fanno capire che il rastrellamento, fatto all’interno della Val Grande, su montagne di circa 1500-2000 metri, era per una semplice analisi del gradiente termico verticale, comunque un’operazione eseguito in condizioni meteo molto fredde, per essere un giugno d’estate.

Per quanto riguarda Locarno, non vi sono dettagli specifici per il mese di giugno. Ciò nonostante si può ripiegare sui rilevamenti di Lugano, i quali offrono visto la breve distanza (30km in linea d’aria) e la posizione geografica 90′ gradi a Est dall’epicentro del rastrellamento della Val Grande, una certa interpretazione meteorologica di come si sia svolta l’operazione nazi-fascista.

La dinamica del rastrellamento del giugno 1944 in Val Grande, con l’elendo delle forze nazi-fasciste impiegate nell’operazione, complessivamente circa 4200 effettivi. Fonte: InsubricaHistorica.ch

L’operazione nazi-fascista – chiamata in codice “Koeln” – inizia il 12 giugno 1944 e termina verso il 20-22 giugno 1944. La forza principale schierata nel rastrellamento appartiene alla SS-Polizei. La data di conclusione è imprecisa, dato che vi sono tutta una serie di fucilazioni che vengono fatte sia ai margini del rastrellamento (vedi Fondotoce) ma anche proprio all’interno della Val Grande e ai limiti (vedi Finero Val Cannobina).

Inizio della Valgrande, ancora relativamente pianeggiante

Quanto riportato dalla stazione meteorologica di Lugano sembra comunque collimare con quanto avviene durante il rastrellamento. Il racconto più preciso, scritto da Nino Chiovini, parla di giornate estremamente dure dal punto di vista delle condizioni meteo. Impossibilità tedesca di impiegare l’aviazione, ma anche difficoltà degli stessi partigiani a uscirne vivi.

Fonte: Annalen der
Schweizerischen Meteorologischen Zentralanstalt 1944
, MeteoSwiss

Il peggio dal punto di vista delle condizioni meteorologiche sembra avvenire a partire dal 16 giugno e rimanere fino al 20 giugno. Forte nuvolosità e grandi precipitazioni. La media giornaliera della temperatura scende a partire dal 16 giugno 1944, fino a toccare – sempre per Locarno – i 16.5 gradi il 20 giugno.

Cosa ci dicono le testimonianze fotografiche del rastrellamento ? Le poche immagini che abbiamo sembrano confermare la situazione meteorologica rilevata dalla parte elvetica. I fucilati di Fondotoce, ripresi a Verbania nel pomeriggio del 20 giugno 1944, sono effettivamente vestiti abbastanza pesantemente per essere giugno.

L’abbigliamento non appare molto differente invece alcuni giorni dopo, il 23 giugno 1944 in occasione di un altra fucilazione. Questa avviene all’interno della Val Grande, esattamente a Finero, all’estremità della Valle Cannobina. Finero si trova a quasi 900 metri di altezza, mentre Lugano a 260 metri. Abbiamo quindi 600 metri di dislivello, il corrispondono ad un gradiente termico verticale di circa 0.6 gradi per 100 metri, ovvero la temperatura a Finero doveva essere di 3.6′ gradi inferiore a quella di Lugano, misurata per il 23 giugno 1944, a 18.7 gradi. Anche qui si puo notare come i soldati, per essere il mese di giugno, siano comunque vestiti abbastanza pesantemente, quasi a confermare come la temperatura fosse effettivamente attorno ai 15′ gradi.

Ulteriori informazioni riguardante la situazione meteorologica elvetica per il 1943, 1944 e 1945 sono ottonibili presso Swiss Meteo. Mentre i dati per Giugno 2020 possono essere consultati su questo link (versione italiana).

Immagine di Finero attorno agli anni cinquanta

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