“8 settembre 1943 – Storia di un armistizio” a Fondotoce il prossimo sabato 11.9.2021.

In occasione del 78° anniversario dell’Armistizio di Cassibile, l’Associazione Casa della Resistenza di Fondotoce, con la quale Insubrica Historica collabora da anni, ospiterà l’iniziativa “8 settembre 1943 – Storia di un Armistizio”.

L’Armistizio di Cassibile fu un armistizio firmato il 3 settembre 1943, e reso pubblico l’8 settembre, tra il Regno d’Italia e gli Alleati. Fu firmato dal maggior generale Walter Bedell Smith per gli Alleati e dal generale di brigata Giuseppe Castellano per l’Italia, durante una conferenza tenutasi in un campo militare alleato a Cassibile, in Sicilia, il quale che era stato recentemente liberato dagli Alleati.

Dopo di che, la Germania si mosse rapidamente, liberando Benito Mussolini sul Gran Sasso il 12 settembre 1943. L’operazione fu gestita dal maggiore Fallschirmjäger tedesco Harald Otto Mors (Alessandria d’Egitto 18.10.1910 – Berg Stanberger See 11.2.2001), che in un certo senso era però un “puro svizzero”. Mors visse fino al 1923 a Losanna, frequentando tutte le scuole in francese. La madre era originaria di Lutry vicino a Losanna. Mors era il nipote di David Paschoud (Lutry 5.3.1845-21.10.1924). Paschoud, fu nel Canton Vaud: consigliere di Stato (1885-1889), deputato al Gran Consiglio (1893-1908) e presidente del Gran Consiglio nel 1907. Grande personalità politica, dotato di un carattere determinato e poliedrico, tanto che pur essendo notaio di formazione operò soprattutto nel campo finanziario. Fu grazie a Paschoud che venne introdotta l’imposta progressiva nel canton Vaud. Paschoud venne nominato nel 1889 responsabile della Cassa ipotecaria vodese di cui rimase direttore fino alla morte, nel 1924 a Lutry. Mors trascorse i primi anni del dopoguerra a Ulm, integrando successivamente la Bundeswehr. Nel 1956 venne assegnato ai servizi segreti della NATO. Nel 1961 fu nominato colonnello e compì la sua ultima missione diplomatica a Madrid; andò in pensione nel 1965.

Harald Otto Mors a sinistra di Otto Skorzeny,
al momento della liberazione di Benito Mussolini.

Dopo l’armistizio, i tedeschi attaccarono e disarmarono le forze italiane in Italia, nella Francia meridionale e nei Balcani, vedasi il nostro precendente contributo sulla Leibstandarte Adolf Hitler nella regione del Lago Maggiore. Le forze italiane furono rapidamente sconfitte, e la maggior parte dell’Italia fu occupata dalle truppe tedesche, che stabilirono un pseudo-governo, chiamato “Repubblica Sociale Italiana”. Il re, il governo italiano e la maggior parte della marina e dell’aviazione fuggirono durante l’8-9 settembre 1943 nei territori occupati dagli alleati.

L’armistizio portò il caos, soprattutto nell’Italia del Nord. Fu direttamente responsabile della successiva guerra civile, che durò fino all’aprile 1945, e che vide unità partigiane combattere contro gli ultimi fascisti irriducibili rimasti.

L’evento si terrà sabato 11 settembre alle ore 10 presso la sede di via Turati 9, Verbania Fondotoce.

Il programma dell’evento prevede:
– Saluti delle autorità
– Lectio Magistralis a cura dello storico Enzo R. Laforgia
– Ricordo di Alberto Li Gobbi e del fratello Aldo, a cura dei figli Aldo e Antonio Li Gobbi

Per l’occasione verrà esposta nella galleria la mostra “Sognavamo la libertà: i venti mesi della lotta di liberazione nel Verbano Cusio Ossola”, a cura del centro di documentazione della Casa della Resistenza.

Per prendere parte all’iniziativa sarà necessario essere in possesso del Green pass in formato digitale o cartaceo.

Da sx a dx: Kenneth Strong, Giuseppe Castellano, Walter Bedell Smith ed il diplomato ed interprete Franco Montanari a Cassibile, al momento della firma dell’armistizio.
Fonte: Wikipedia

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