Storia del Generale Pietro Maria Ferino da Craveggia (Val Vigezzo) alla corte di Napoleone Bonaparte

Napoleone Bonaparte pur probabilmente non essendo mai stato in Ticino, e in particolare nella regione insubrica, ha lasciato comunque delle impronte indelebili. Dopo aver scritto della prima traversta a nuoto della Manica del Salati di Malesco, delle avventure – spietate – del Generale Mainoni di Lugano, o ancora del Generale Carlo Francesco Remonda di Comologno, scriviamo questa volta del Generale Pietro Maria (Pierre Marie Barthélemy) Ferino, nato a Craveggia in Val Vigezzo.

Craveggia Val Vigezzo in una cartolina postale dell’inizio 1900.

Il Ferino è una figura particolare, ma che pochi conoscono. Ve ne parliamo a seguito di un articolo apparso all’inizio del 2021 nel giornale Voce Onsernonese.

Ferino nasce il 23 agosto 1747 a Craveggia in Valle Vigezzo. Figlio di Caterina Andrejetta e Bernardino Ferino, ufficiale del reggimento austriaco di Bender, apparentemente però anche ricco banchiere a Parigi, proprietario di diversi negozi. La famiglia del Ferino era numerosa, otto fratelli e una sorella. Giovanissimo presta servizio in questo corpo, combattendo nella Guerra dei Sette Anni. Entrato in servizio nel 1768, nel 1779 ottenneva già il certificato di capitano.

Pietro Maria Ferino in giovane età. Fonte: Wikipedia

Dieci anni dopo, per un’ingiustizia commessa contro di lui dal governo austro-ungarico e in concomitanza con lo scoppio della rivoluzione francese, Ferino decise – alla non più giovane età di 42 anni – di passare al servizio della Francia. Altre fonti riportano che il motivo del ritorno in Francia è piuttosto il decesso del padre nel 1785, cosicché ricevuta l’eredità il Pietro-Maria Ferino ebbe abbastanza per ritornare in Francia.

Dopo un periodo di sei anni, sul quale non si hanno particolari notizie, il 1 agosto 1792 viene nominato tenente colonnello dell’ex legione Biron, la quale prese il nome di chasseurs du Rhin, reggimento che a partire dal 13 dicembre 1792 era incoporato nell’esercito del generale Custine. È molto probabile che l’avvento della rivoluzione francese spinge la nobile famiglia dei Ferino alla bancarotta, un miracolo che non ebbero maggiori conseguenze. Il suo ritorno alla vita militare appare piuttosto come una semplice esigenza di sostentamento.

Raffigurazione della battaglia di Jemmapes nella quale Ferino ricopre un ruolo importante nell’acquisire la vittoria per le truppe francesi.

Quando, dopo la vittoria di Jemmapes, i francesi entrarono in Belgio, Ferino fu incaricato di presiedere l’assemblea nella cattedrale di Mons che votò la riunione del Belgio alla Francia.

Generale di brigata alla fine di dicembre 1792, Ferino fu nominato maggiore generale il 23 agosto 1793. Savary duca di Rovigo, che era il suo aiutante di campo, riporta come nelle sue Memorie che Ferino fu poi momentaneamente dismesso perché “faceva osservare troppo rigorosamente la disciplina alle truppe sotto il suo comando”: una strana causa di licenziamento per un generale! Venne però be presto reintegrato nelle sue funzioni.

Nel 1793 a Strasburgo sposa Maria Clara de Staal, figlia del Marchese di Cairo, già vedova del Conte di Lantihak. Dal matrimonio non vi furono figli.

Alla fine del 1795 Ferino venne impiegato nell’esercito di Rhine-et-Moselle comandato da Moreau. Combattà prevalentemente nel Sud della Baviera (Lindau e Memmingen, Freiburg in Bresgovia, Neustadt) e Voralberg (Bregenz). Fu soprattutto in Voralberg che Ferino dimostrò le sue qualità di abile ufficiale. La scelta di questo teatro bellico non fu un caso, dato che Ferino era anche uno dei pochi ufficiali francesi che parlava il tedesco.

Ferino ricopre poi un ruolo molto importante all’interno dell’armata di Massena durante la seconda battaglia di Zurigo. È grazie al contributo di Ferino che buona parte della Turgovia e Appenzello vengono occupate dai francesi. Questi successi in terra elvetica non fanno che accrescere la reputazione di Ferino.

Pietro Maria Ferino. Fonte: Wikipedia

Persona di fiducia di Napoleone Bonaparte subito dopo il colpo di stato del 9 novembre 1799 ricevetto il comando dell’ottava divisione militare. Liberò il dipartimento dell’Ardèche dai briganti di cui era infestato, un servizio che gli valse gli elogi più lusinghieri di Berthier, ministro della guerra.

Nominato membro e Grande Ufficiale della Legione d’Onore nel 1804, divenne membro del Senato conservatore l’anno seguente. Napoleone gli affidò il Senato di Firenze e Napoli, nominandolo in seguito governatore della città di Anversa e facendolo conte dell’Impero nel 1808. Fu in questa occasione che ritornò per la prima volta, dopo quasi 50 anni a Craveggia, nella Val Vigezzo. Ritrovò in quella occasione la madre e tre fratelli rimasti in Valle. Il ritorno a Parigi venne fatto passando dalla strada del Sempione, la quale era stata poco prima terminata, proprio su volontà di Bonaparte. Nel 1813, ricevette l’incarica di riorganizzare le guardie nazionali d’Olanda.

Pietro Maria Ferino muore il 28 giugno 1816 a Parigi, Rue Saintes Peres N. 24.
Cartolina postale dell’inizio 1900.

Durante la Restaurazione sceglie di schierarsi contro Bonaparte. Muore a Saint-Germain presso Parigi il 28 giugno 1816, venne sepolto presso il il Cimetière du Père Lachaise. L’abilità di Ferino come comandante militare è tutt’oggi preservata intatta, tanto che il suo nome – come quello di Mainoni – compare nel Arc de Triomphe.

L’iscrizione di Ferino nel Arc de Triomphe a Parigi. Parte Est, colonne 13 e 14.
Fonte: Wikipedia

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