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Brissago 1944: quando la solidarietà popolare vinse sui confini

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Il Gruppo per la Memoria 1943-1945 inaugura una targa commemorativa dedicata ai Brissaghesi solidali che accolsero profughi e partigiani durante il conflitto. La cerimonia, presso Palazzo Branca-Baccalà, ricorda in particolare la protesta delle operaie della Fabbrica Tabacchi che nel settembre 1944 si opposero al respingimento di donne e bambini fuggiti da Cannobio dopo la rioccupazione nazi-fascista. Interventi di Orlando Nosetti e Raphael Rues, seguiti dalla scopertura della targa e pranzo conviviale. 

Il 31 gennaio 2026 verrà inaugurata una targa commemorativa dedicata ai Brissaghesi che durante il conflitto 1943-1945 accolsero profughi, partigiani e civili in fuga dalla sponda italiana del Lago Maggiore.
Settembre 1944. Cannobio era stata liberata dai partigiani appena dieci giorni prima, il 2 settembre. Ma la gioia durò poco: il 9 settembre le forze nazi-fasciste – lo Stato Maggiore del Reggimento Folgore con ufficiali tedeschi al comando di soldati italiani e la GNR Scuola Ufficiali di Varese – rioccuparono il villaggio. Per la popolazione civile iniziò la fuga.

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Donne, bambini, anziani attraversarono il lago verso la Svizzera, cercando rifugio dalla rappresaglia che si annunciava feroce. Il 12 settembre 1944, un gruppo consistente di civili – prevalentemente donne e bambini, famiglie di partigiani – si presentò al varco di Madonna del Ponte a Brissago. Le guardie di frontiera svizzere, applicando rigidamente le istruzioni vigenti, si opposero al loro ingresso.

Immagine del valico di Madonna di Ponte/Brissago. Da notare come il disboscamento del bosco, questo permetteva d’intercettare meglio i contrabbandieri.

Fu allora che accadde qualcosa di straordinario. Le operaie della Fabbrica Tabacchi di Brissago, venute a conoscenza della situazione, abbandonarono il lavoro e scesero in strada. Presero le parti di quelle donne e di quei bambini respinti, opponendosi con determinazione alle disposizioni delle autorità. La loro protesta, spontanea e coraggiosa, riuscì là dove la burocrazia aveva fallito: i profughi furono ammessi in territorio elvetico.

Come riporta Antonio Bolzani nel suo Oltre la rete (pp. 91-92), dopo il colpo di mano del Battaglione neofascista San Marco a Cannobio, l’11 settembre 1944 furono ammessi dal varco di Madonna del Ponte «16 donne, 12 bambine, 3 vecchi uomini» – probabilmente appartenenti a famiglie di partigiani – che vennero ricoverati nel Campo d’Internamento del Grande Albergo di Brissago. Ma l’afflusso di civili fu certamente più massiccio di quanto i documenti ufficiali testimonino.

Alpe Rescerasca sopra Brissago-Cortaccio, passaggio obbligato per molti rifugiati che cercavano la salvezza in Svizzera. Foto: Insubrica Historica.

Questo episodio rappresenta un momento significativo nella storia dell’accoglienza ticinese durante il conflitto. Per la prima volta, le istruzioni della Divisione di polizia concernenti la frontiera sud tennero conto del pericolo che minacciava determinate categorie di rifugiati. Il governo ticinese esigeva una pratica liberale e, a più riprese, la popolazione locale manifestò spontaneamente la propria solidarietà per impedire il refoulement dei profughi.

Il Grand Hotel di Brissago, già allora semi-abbandonato, divenne il principale luogo di accoglienza per i rifugiati, in particolare per le donne ebree. Altre furono ospitate presso l’Albergo sindacale Brenscino. Figure come Silvio Baccalà, Vincenzo Martinetti, Florindo Meraldi e Lello Bianda di Ascona si distinsero nell’organizzazione dell’aiuto ai profughi. Non mancarono tuttavia le tragedie: suicidi di rifugiate ebree, soldati alleati ed ex prigionieri che morirono assiderati nei pressi dell’Alpe Arolgia nel gennaio 1945, uno dei mesi più rigidi di quegli anni.

Documento originale sull’incidente di confine che porta al decesso di tre soldati americani, che con un folto gruppo di ex-prigionieri avevano poc’anzi con successo attraversato il confine. Fonte: Archivio Federale Svizzero / Insubrica Historica.

La cerimonia del 31 gennaio 2026 – Palazzo Branca-Baccalà / Casa della cultura – Brissago 

10:15 – Saluto e introduzione alla commemorazione
Saluto delle Autorità Municipali e breve introduzione a cura di Carolina Marcacci Rossi e Pietro Majno (Gruppo per la Memoria 1943-1945).

10:30 – La protesta delle donne della Fabbrica Tabacchi
Un significativo esempio di solidarietà popolare: come la volontà delle operaie riuscì a prolungare l’accoglienza della popolazione civile di Cannobio e dintorni, scappata massicciamente a Brissago il 10 settembre 1944. Relatore: Orlando Nosetti.

11:15 – Brissago Umanitaria nel periodo 1943-1945
Come venne gestito l’afflusso di rifugiati? Quanti erano e cosa sappiamo di loro? L’organizzazione dell’accoglienza, in particolare delle donne ebree. Testimonianze e tracce. Relatore: Raphael Rues.

12:15 – Scopertura della targa commemorativa
Cerimonia solenne di scopertura della targa dedicata ai Brissaghesi solidali durante il periodo del conflitto 1943-1945.

12:30 – Pranzo conviviale
Polenta e spezzatino su offerta.

Ottant’anni dopo, Brissago ricorda. E con questa targa restituisce dignità e memoria a chi, in un momento drammatico della storia, scelse di tendere la mano anziché voltare lo sguardo.

Per partecipare alla cerimonia si prega cortesemente d’iscriversi.

Comunicato stampa per il 31.1.2026
Programma della giornata
Galleria fotografie:
Licenza Creative Commons / Copyright: ETH Library Zurich, Image Archive

Fabbrica Tabacchi Brissago: ETH Library Zurich, Image Archive / SIK_03-080227
Lungolago Brissago: ETH Library Zurich, Image Archive / Ans_15302-055-AL
Grand Hotel Brissago: ETH Library Zurich, Image Archive / PK_004230
Dogana Madonna di Ponte: ETH Library Zurich, Image Archive / PK_016463

Confine di Sangue - I fatti dei Bagni di Craveggia 18-19 ottobre 1944

Edizione in italiano. Di Raphael Rues (Curatore e Autore). Vasco Gamboni, Alexander Grass, Nicola Guerini e Fiorenzo Rossinelli (Autori). CHF /EUR 15.00 Insubrica Historica, 2025.
ISBN: 978-88-3196-902-4 – Editore: Insubrica Historica Minusio

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