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Neil Boyd McEacharn e Villa Taranto: storia del botanico scozzese di Pallanza

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Il capitano scozzese Neil Boyd McEacharn (1884–1964) acquistò nel 1931 una villa a Pallanza sul Lago Maggiore e la ribattezzò Villa Taranto in onore del maresciallo napoleonico Macdonald, suo antenato. La trasformò in uno dei più celebri giardini botanici al mondo e al suo decesso la donò allo Stato italiano.

Chi era Neil Boyd McEacharn

Il capitano Neil Boyd McEacharn nacque il 28 ottobre 1884 a Garlieston, in Scozia, figlio di una ricca famiglia di origine giacobiste (il movimento politico che sosteneva alla restaurazione degli Stuart al trono d’Inghilterra e Scozia). La famiglia aveva una parentela con la casa reale britannica e possedeva una grande compagnia di navigazione da parte materna, e ricche miniere di ferro e carbone e vaste tenute da parte della madre in Australia.

Cartolina d’epoca raffigurante i giardini botanici di Villa Taranto, Pallanza

Viene in Italia per la prima volta all’età di 8 anni, che sarà il primo ma formativo incontro con un Paese che segna il corso della sua vita. Non segue le orme paterne nell’insegnamento, suo padre Frost McEacharn fu invece il professore di lingue, che insegnò l’inglese a Benito Mussolini. Durante gli studi, il suo principale interesse nel campo della botanica diventò sempre più evidente.

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Dal punto di vista militare dopo gli studi universitari era diventato capitano degli Arcieri del Re d’Inghilterra. Un titolo che portò con onore fino alla sua morte. Non vi sono molte informazioni sul suo specifico ruolo militare.

Perchè si chiama Villa Taranto

La villa prende il nome dal duca di Taranto, Étienne Jacques Joseph Alexandre Macdonald (Sedan 1765 – Courcelles 1840), maresciallo dell’Impero napoleonico e antenato della famiglia McEacharn. Non ha alcun legame con la città di Taranto in Puglia.

La connessione familiare non è un’invenzione genealogica di comodo. Il padre del maresciallo Macdonald si chiamava Neil MacEachen di Howbeg, era originario dell’isola di South Uist nelle Ebridi scozzesi e apparteneva al ramo cattolico del clan MacDonald. Fu lui a proteggere la fuga in Francia del principe Carlo Edoardo Stuart dopo la disfatta giacobita di Culloden nel 1746. Stabilitosi a Sancerre in Francia, MacEachen modificò il cognome in Macdonald. Suo figlio Étienne Jacques entrò nell’esercito francese nel 1784 e percorse una carriera militare che lo portò a combattere nelle guerre rivoluzionarie e napoleoniche sui campi di battaglia dei Paesi Bassi, del Reno, dell’Italia e della Spagna. Nella battaglia di Wagram del 6 luglio 1809 condusse un’azione di sfondamento decisiva per la vittoria francese, e Napoleone lo nominò maresciallo dell’Impero sul campo di battaglia. Nel dicembre dello stesso anno gli conferì il titolo di duca di Taranto.

Neil Boyd McEacharn, discendente dello stesso ceppo degli Ebridi, scelse il nome “Villa Taranto” nel 1931 come omaggio a questo antenato. Il gesto non era solo sentimentale: McEacharn proveniva da una famiglia giacobita e il maresciallo Macdonald era il figlio dell’uomo che aveva salvato la causa Stuart. Il nome della villa collocava McEacharn in una genealogia precisa, quella dei MacEachen delle Ebridi, lealisti scozzesi dispersi tra la Francia e il Commonwealth britannico. Il fatto che il titolo ducale di Taranto si fosse estinto nel 1912, diciannove anni prima dell’acquisto della villa, rendeva l’omaggio ancora più deliberato: non era un nome ereditato ma scelto, per conservare la memoria di una linea familiare che il tempo stava cancellando.

L’acquisto di Villa Taranto (1931)

Nel 1928 iniziò a cercare un appezzamento di terreno adatto in Italia per realizzare il suo sogno di un ampio giardino all’inglese. Nel 1930, sfogliando il Times, si imbatte in un interessante annuncio pubblicitario in cui viene messa in vendita una villa con parco sul Lago Maggiore. Poco dopo è l’orgoglioso proprietario del terreno “La Crocetta” sulle colline di Pallanza, acquistato dalla marchesa di Sant’Elia. La villa venne ribattezzata in Villa Taranto per commemorare il duca di Taranto – Étienne Jacques Joseph Alexandre Macdonald -, maresciallo napoleonico e antenato della famiglia Mc Eacharn.

Pubblicazione del 1954, scritta da Mc Eacharn stesso. Fonte: Insubrica Historica

Grazie a cospicui investimenti, presto iniziarono la trasformazione del parco e i lavori di costruzione. McEacharn, disponendo di ingenti mezzi finanziari, fece arrivare a Verbania, piante, pianticelle e semi da ogni parte del mondo, tentando anche le più difficile acclimatazioni, realizzando anche complicati innesti. Un compito molto delicato e probabilmente il più difficile di tutti.

Nel 1938 venne ricevuto da Benito Mussolini a Palazzo Venezia, nella quale occasione informò il Duce della sua intenzione di lasciare la villa, non avendo eredi, al momento della sua morte allo Stato italiano. Per conto dell’Inghilterra, data la certa vicinanza della famiglia con Benito Mussolini ricoprì ancora nella prime fasi del conflitto delle missioni diplomatiche a Roma, senza però raggiungere nessun risultato.

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Nel 1940 lasciò momentaneamente l’Italia. Durante il periodo dell’occupazione tedesca 1943-1945 non vi sono tracce di occupazione tedesca o fascista della Villa. La villa venne comunque gestita durante la sua assenza dall’avvocato Cappelletto, suo amico e amministratore. Mc Eacharn passò il periodo del conflitto in Australia. Alla fine della guerra il capitano tornò a Verbania, pur assentandosi diversi mesi per continuare nei suoi viaggi botanici, riprendendo a portare sulle sponde del Verbano rarissime piante.

Neil McEacharn (Londra 1884 – Pallanza 1964) è stato un ufficiale e botanico britannico. Nel 1930 acquistò la proprietà “La Crocetta” a Pallanza, trasformandola nei celebri Giardini Botanici di Villa Taranto. Donò la tenuta allo Stato italiano, lasciando un patrimonio botanico unico al Lago Maggiore. Fonte: https://www.villataranto.it/

La donazione allo Stato italiano e la morte (1964)

Nel 1963 ricevette la cittadinanza onoraria di Verbania, un gesto soprattutto per onorare il fatto che Mc Eacharn aveva nel frattempo aperto la sua villa ai visitatori. Morì il 18 aprile 1964 sulla veranda della sua villa, che si affacciava sul parco che gli era tanto caro. Secondo i suoi desideri, fu sepolto nella cappella del mausoleo costruita appositamente per lui in mezzo ai suoi amati giardini.

Mausoleo di Neil Boyd Mc Eacharn presso Villa Taranto, Pallanza.

I giardini botanici di Villa Taranto oggi: l’eredità vivente di McEacharn

Quello che McEacharn costruì tra il 1931 e il 1940 è oggi uno dei giardini botanici più importanti d’Europa. Su una superficie di 16 ettari lungo la sponda piemontese del Lago Maggiore, i giardini ospitano circa 20’000 varietà e specie di piante provenienti da ogni continente, di cui quasi 1’000 mai coltivate in Italia prima dell’intervento di McEacharn. A queste si aggiungono 15’000 piantine di bordura e decine di migliaia di bulbose: la sola fioritura primaverile conta circa 80’000 tulipani. Il patrimonio botanico comprende esemplari rari come la Metasequoia, conifera considerata un “fossile vivente”, la Davidia involucrata (conosciuta come “albero dei fazzoletti” per le sue infiorescenze bianche), le felci arboree Dicksonia antartica dall’Australia, e la Victoria cruziana, la ninfea equatoriale le cui foglie raggiungono i due metri di diametro, coltivata in serra a Villa Taranto a partire da semi provenienti dall’Orto Botanico di Stoccolma nel 1956.

Il parco è strutturato attorno al Viale delle Conifere, alla Valletta (una gola artificiale scavata nel 1935 e attraversata da un ponte ad arcata unica di 35 metri), al prato all’inglese che circonda la villa, a quattro bacini per ninfee e piante acquatiche, e a un labirinto di tulipani che in primavera costituisce l’attrazione principale. Le fioriture si succedono dalla primavera all’autunno: camelie, azalee e rododendri tra marzo e maggio; tulipani in aprile e maggio; ortensie e piante acquatiche in estate; 300 varietà di dalie in autunno. Dal 2025 è visitabile anche la collezione di piante grasse nel “Serrone” nella parte alta del parco.

McEacharn donò l’intero complesso allo Stato italiano nel 1962. La villa, progettata dall’architetto ticinese Augusto Guidini nel 1853, non è visitabile: dal 1995 è sede della Prefettura della provincia del Verbano-Cusio-Ossola. I giardini sono invece gestiti dall’Ente Giardini Botanici Villa Taranto e aperti al pubblico ogni anno da marzo a dicembre.

Informazioni pratiche per la visita (stagione 2026)

Indirizzo: Via Vittorio Veneto 111, 28922 Verbania Pallanza (VB), sulla sponda piemontese del Lago Maggiore. Apertura 2026: dal 6 marzo all’8 dicembre. Dal 19 marzo al 19 ottobre i giardini sono aperti tutti i giorni, festività incluse, dalle ore 9.00 alle 16.45 (ultimo ingresso), con uscita entro le 17.30. Nei periodi di inizio e fine stagione (6–18 marzo e 20 ottobre–8 dicembre) l’apertura è limitata ai fine settimana. Biglietti: adulti EUR 15.00, ridotto 12–26 anni EUR 10.00, bambini sotto i 5 anni gratuito. Persone con disabilità e accompagnatore: ingresso gratuito. Residenti della provincia del VCO: ingresso gratuito ogni prima domenica del mese (con carta d’identità, senza prenotazione). Residenti del Comune di Verbania: ingresso gratuito anche l’8 maggio (festa patronale di San Vittore). Durata della visita: da un’ora e mezza a due ore e mezza. Dal 2025 è disponibile l’app ufficiale “Villa Taranto” (App Store e Google Play). Parcheggio gratuito. Sito ufficiale e biglietti online: villataranto.it. Periodo migliore: aprile e maggio per i tulipani e le azalee, giugno e luglio per le ninfee e la Victoria cruziana, settembre e ottobre per le dalie. Chi desidera vedere il parco al massimo della fioritura ma con meno affluenza dovrebbe preferire i giorni feriali nella seconda metà di aprile.

Ultimo aggiornamento: luglio 2026. Orari e prezzi possono variare: verificare sul sito ufficiale prima della visita.

 

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