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Stefan George: la figura del simbolismo tedesco muore a Minusio il 4.12.1933

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Stefan Anton George (1868-1933) rimane una figura di spicco nel panorama letterario tedesco, in particolare nel campo del Simbolismo e dell’Estetismo. La sua personalità enigmatica – aveva imparato da solo dieci lingue moderne – e la sua profonda espressione poetica hanno caratterizzato il panorama letterario dell’inizio del XX secolo. È morto 90 anni fa a Locarno, ed è tutt’oggi sepolto a Minusio.

Stefan George nasce il 12 luglio 1868 a Büdesheim, una piccola città vicino a Bingen sul Reno, non lontano dalla Roccia di Loreley (in tedesco Loreley-Felsen). Il nome Loreley Felsen ha origine dai miti e dalle leggende di Clemens Brentano, il quale scrisse nel 1800 una ballata romantica con il nome Loreley. In questa leggenda del 19secolo, si narra che la bionda bellezza Loreley adagiata sulla roccia incantò con il suo canto i “marinai” del Reno, tanto che essi non prestarono più attenzione alla rotta nonostante la pericolosa corrente. Il fascino di Loreley portò le sfortunate navi a cozzare contro scogli della roccia Loreley.

Lo stretto passaggio di Loreley con il castello Burg Katz in primo piano sulla sinistra. Fonte: Wikipedia

Forse non è un caso che la Loreley abbia appunto influenzato Stefan George a immergersi nel mondo della letteratura e dell’arte fin dalla più tenera età. Suo padre, un ricco locandiere, fornì un ambiente intellettuale stimolante e introdusse George alle opere degli autori classici greci e latini e dei romantici tedeschi. Questa precoce esposizione all’eccellenza letteraria favorì la sensibilità poetica di George.

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Alla giovane età di 14 anni, George scrisse la sua prima poesia, segnando l’inizio del suo percorso letterario. Le sue prime opere, caratterizzate dall’intensità emotiva e dall’esplorazione di temi universali, attirarono l’attenzione di importanti figure letterarie, tra cui il poeta francese Charles Baudelaire e il romanziere tedesco Theodor Storm.

Dal punto di vista politico, ci troviamo anche nei primi anni del governo Bismarck. Il cancelliere fu caratterizzato da una forte enfasi sull’unificazione dei molteplici stati tedeschi e quindi sulla centralizzazione politica. Aspetti che ebbero un impatto diretto sulla coesione di una cultura nazionale comune e forte, essenziale per la coesione dei vari stati tedeschi.

Otto Eduard Leopold von Bismarck-Schönhausen (Schönhausen, 1 aprile 1815 – Friedrichsruh, 30 luglio 1898). Politico tedesco, soprannominato il Cancelliere di Ferro (in ted. der Eiserne Kanzler). Fonte: Wikipedia

Nel 1892, all’età di 24 anni, George fondò “Blätter für die Kunst”, una rivista letteraria che divenne la pietra miliare del Circolo George, un gruppo di artisti e scrittori che la pensavano allo stesso modo e che si riunirono attorno a George e alla sua visione artistica. Caratterizzato dall’enfasi sull’arte come forza trasformativa e dalla ricerca della perfezione estetica, il Circolo George ebbe un ruolo cruciale nello sviluppo del Simbolismo tedesco.

Un paltò fuori stagione. Settembre 1944 – Maggio 1945

Edizione in italiano. Di Carlo Bava (Autore), Raphael Rues (Curatore).
CHF /EUR 15.00 Insubrica Historica, 2024.

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L’opera poetica dello stesso George fiorì in questo periodo. Raccolte come Hymnen (1890), Der Teppich des Lebens (1892) e Die Bücher der Hirten und Preisgedichte (1895) cementarono la sua reputazione di figura di spicco del movimento simbolista.

Simbolismo: un mondo di mistero e bellezza. Il simbolismo era un movimento letterario e artistico emerso alla fine del XIX secolo che cercava di superare i limiti del realismo e del naturalismo utilizzando i simboli per trasmettere verità profonde ed evocare risonanze emotive. Le poesie di George incarnano l’essenza del simbolismo con la loro ricchezza di immagini e l’esplorazione di temi come l’amore, la bellezza e la condizione umana.

Ritratto di Stefan George. Fonte: Wikipedia

Nel 1891, George si imbatté nelle opere del drammaturgo belga Maurice Maeterlinck, la cui esplorazione della coscienza cosmica e dell’anima umana toccò profondamente la sensibilità artistica di George. L’influenza di Maeterlinck è chiaramente percepibile nelle opere successive di George, come Il settimo anello (1907), che tratta dei misteri dell’esistenza e del desiderio di esperienze trascendentali.

Il circolo letterario di George non era avulso dall’ambiente culturale e politico dell’epoca. Con l’ascesa del nazionalismo, del fascismo e della Prima Guerra Mondiale, l’inizio del XX secolo fu un periodo di enormi sconvolgimenti sociali e politici. George, un convinto sostenitore del rinnovamento culturale, vedeva nell’arte un mezzo per superare le limitazioni del mondo materiale e promuovere un senso di unità comunitaria.

Nel 1908, la vita di George ebbe una svolta inaspettata quando incontrò Claus Bekker, un giovane che divenne il suo più intimo confidente e musa artistica. Il loro rapporto, caratterizzato da un’intensa ammirazione e da uno scambio intellettuale, si sviluppò in una dinamica maestro-allievo che plasmò la vita personale e artistica di George.

Dopo la Prima Guerra Mondiale, George pubblicò una raccolta di poesie intitolata Das Neue Reich (1928), in cui espresse la sua visione di un nuovo ordine, una società basata su valori spirituali ed eccellenza artistica. Le opinioni politiche di George, spesso interpretate come nazionalistiche e conservatrici, rimangono ancora oggetto di dibattito tra gli studiosi.

Stefan George a Minusio, attorno al 1932.

Il presunto legame con il nazionalsocialismo. È probabile che sia stato il ministro della propaganda Goebbels, all’interno del NSDAP, a elevare Stefan George a padrino del Terzo Reich senza che lui lo avesse mai chiesto o voluto. Goebbels aveva (erroneamente) riconosciuto in Stefan George il segno della Svastika, che George aveva in effetti utilizzato in piena sintonia con il simbolismo orientale per diverse copertine delle sue opere letterarie almeno dal 1890, in particolare per i “Blätter für die Kunst”. L’errore di George, o meglio l’abilità perversa del nazionalsocialismo nei suoi confronti, è stato quello di usare impropriamente parole come “Führer”, “neues Reich” o addirittura “Jünger” per la propaganda nazista, in un contesto che non era mai stato inteso o voluto da Stefan George.

Case Editrice Georg Bondi, il proprietario era ebreo, e già dal 1895 aveva pubblicato i lavori di Stefan George, utilizzando la svatisca come simbolo delle pubblicazioni.

Grazie alla sua intelligenza, tuttavia, riconobbe molto presto il pericolo che il NSDAP poteva rappresentare per la Germania. A partire dal 1928, Stefan George non solo prese completamente le distanze dalla dottrina nazionalsocialista, ma fu uno dei primi tedeschi ad arrivare nella regione di Locarno prima che il NSDAP ottenesse un successo elettorale e Adolf Hitler fosse nominato Cancelliere nel gennaio del 1933.

Stefan George nella sua casa a Minusio.

Stefan George affittò la casa Molino dell’Orso, allora posta in Via del Sole a Minusio. Via del Sole, oggi ribattezzata Via D. Bacilieri. Dedicata alla memoria dell’ufficiale dell’aviazione di Locarno Decio Bacilieri (1905-1938). Il 27 agosto 1938, durante un volo di traghettamento da Dübendorf a Bellinzona, la sua squadriglia di cinque Fokker biposto da ricognizione/bombardieri si imbatté in condizioni meteorologiche avverse nella Valle della Muota, nel cantone di Svitto. Quattro aerei persero l’orientamento nella fitta nebbia e si schiantarono contro le pareti rocciose dei monti Heuberg e Drusenberg. Bacilieri sopravvisse all’incidente, ma morì per le ferite riportate il 7 settembre 1938 a Einsiedeln. Anche un altro abitante del luogo, il tenente Federico Del Grande di Russo (Valle Onsernone), morì nell’incidente. A tutt’oggi, questo è il più grave incidente aereo militare avvenuto in Svizzera.

La tomba del capitano Decio Bacilieri presso il cimitero di Locarno. Foto: Insubrica Historica.

George visse a Minusio in modo permanente dall’autunno del 1931, ma conosceva già la regione per avervi trascorso un breve periodo anni prima. La cerchia ristretta di George comprendeva anche due fratelli di una nobile famiglia aristocratica bavarese. Il maggiore dei due fratelli, Berthold Schenk von Stauffenberg, verrà anche nominato amministratore del patrimonio di Stefan George dopo il suo decesso. Il fratello minore e più noto, Claus von Stauffenberg, anch’egli presente a Minusio diverse volte fino alla morte di George all’età di 65 anni nella clinica Sant’Agnese di Locarno il 4 dicembre 1933, divenne in seguito colonnello della Wehrmacht. Fu Claus che, insieme al fratello, organizzò il famoso complotto e il successivo attentato ad Adolf Hitler, che fu compiuto il 20 luglio 1944 nella Tana del Lupo a Rastenburg-Ketrzyn, in Polonia.

Stefan George con i due fratelli von Stauffenberg. Berthold al centro, Claus a destra. Fotografia presa probabilmente attorno al 1920.

Stefan George morì il 4 dicembre 1933 all’Ospedale Carità a Locarno. Il funerale di George si svolse a Minusio in circostanze particolari: Grazie a uno stratagemma da parte dei fratelli von Stauffenberg, i rappresentanti nazisti di Zurigo arrivano al luogo della sepoltura nel momento sbagliato, quando il funerale era già terminato. Sebbene vi siano alcuni parallelismi con la vita di Elisar von Kupffer a causa di eventi biografici simili e dell’orientamento omosessuale, non è chiaro se i due poeti-profeti – che vivevano praticamente a meno di 500 metri l’uno dall’altro in linea d’aria – si siano mai incrociati a Minusio o se George abbia mai visitato il Sanctuarium Artis Elisarion, che oggi è meglio conosciuto come il Centro Elisarion di Minusio. La tomba di Stefan George si trova nel cimitero di Minusio.

Gli ultimi anni di vita di Stefan George, nel giardino della sua casa a Minusio, fotografia attorno al 1930.

Ha lasciato una ricca eredità letteraria che affascina e ispira lettori e studiosi. Le sue poesie, caratterizzate dalla profondità simbolica, dalla musicalità e dall’esplorazione di temi universali, testimoniano la sua padronanza della lingua tedesca e le sue profonde intuizioni sulla condizione umana.

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