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La storia di Vittorino Castoldi, mercenario ticinese morto in Birmania con i ribelli Karen.

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Fu nell’aprile del 1988 che un “incidente militare” nel sud-est asiatico pose fine alla vita di Vittorino Castoldi, cittadino di Mendrisio con un passato nella Legione Straniera francese. La notizia della sua scomparsa, a soli 42 anni, venne confermata ufficialmente dal Dipartimento federale degli affari esteri di Berna, diffondendosi rapidamente in tutta la regione ticinese dove provocò profonda commozione. Castoldi non fu il primo ticinese formato nella Legione Straniera in Francia, a morire in combattimento.

La storia di Castoldi fu quella di un uomo che aveva fatto della professione militare la sua ragione di vita, seguendo un percorso non convenzionale che lo portò dalle strade di Mendrisio fino ai territori più pericolosi del sud-est asiatico. La sua carriera iniziò nelle forze dell’ordine, quando prestò servizio nella polizia cantonale ticinese, dove si distinse per professionalità e dedizione. Tuttavia, quella posizione non bastò a soddisfare la sua innata vocazione per la vita militare. All’età di 21 anni, nel 1967, ebbe problemi con la giustizia militare, dato che venne giudicato per guida in stato di ebrezza e danneggiamento di materiale militare. Secondo altre fonti aveva anche lavorato nelle Poste.

La cittadina di Mendrisio come appariva negli anni 1950. Fonte: Insubrica Historica

Fu dopo il divorzio dalla moglie, da cui ebbe tre figli, che Castoldi prese la decisione che avrebbe cambiato radicalmente la sua vita: l’arruolamento nella Legione Straniera francese. In questo corpo d’elite, noto per la sua rigida disciplina e le missioni ad alto rischio, il ticinese trovò la sua vera dimensione. Durante il servizio nella Legione, partecipò a numerose operazioni militari, dalla Guyana francese al Ciad, dove non mancarono momenti di grande pericolo che lo videro anche ferito in combattimento. Rimase probabilmente nella Legione Straniera per almeno 5 anni.

La notizia del decesso di Vittorino Castoldi come venne pubblicata il 5 maggio 1988 nel quotidiano Eco di Locarno.

La sua carriera nella Legione Straniera fu costellata di successi: raggiunse il grado di sergente, anche se alcune fonti riferirono che ottenne il grado di tenente. Durante questo periodo, Castoldi mantenne sempre vivi i legami con i suoi ex colleghi della polizia cantonale, con i quali conservò rapporti di stima reciproca.

Bandiera del Karen National Liberation Army

Dopo il servizio nella Legione Straniera in Corsica e in altri territori francesi, Castoldi decise di intraprendere una nuova sfida. Congedatosi dalla Legione, si trasferì in Thailandia, dove la sua esperienza militare veniva apprezzata. Nel paese del sud-est asiatico, ottenne il grado di tenente istruttore e fu assegnato ad incarichi di responsabilità: il controllo delle regioni di confine con il Laos, operando nelle truppe elitrasportate.

Mercenario europeo con le forze Karen, fotografia presa attorno al 1988.

Tuttavia, alcune fonti dell’epoca riportarono una versione differente della sua attività in quei territori. Secondo queste testimonianze, Castoldi fu attivo in Birmania, collaborando con i ribelli Karen nella regione del Triangolo d’Oro, un’area nota per la sua instabilità politica e per essere uno dei principali centri di produzione dell’oppio a livello mondiale. Se fosse il caso, più che di mercenario bisognerebbe piuttsto scrivere di volontario straniero. Molti occidentali combatterono in Birmania perché la giunta birmana era reputata come un governo molto brutale. Regolarmente vennero fatte dalla giunta militare delle vere e proprie pulizie etniche che toccavano regioni intere, uccidendo oltre 10.000 persone e lasciando centinaia di migliaia di rifugiati. Molte delle minoranze etniche in Birmania sono cristiane, mentre la maggioranza dei Bamar è buddista, il che rappresenta un fattore per alcuni occidentali. I monaci buddisti incoraggiano l’odio religioso contro le minoranze etniche in Birmania.

Fotografia presa nel 1988 di un mercenario soi-disant francese, apparentemente ex Legione Straniera. Il mercenario al centro della fotografia indossa una mimetica francese con il pattern di lucertola e un giubbotto EPHOD israeliano.

Confine di Sangue - I fatti dei Bagni di Craveggia 18-19 ottobre 1944

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Più Informazioni

Nonostante la distanza e i pericoli della sua professione, Castoldi non dimenticò mai le sue radici ticinesi. Mantenne contatti regolari con la famiglia, come dimostrò la sua ultima telefonata del 24 aprile, pochi giorni prima della sua morte. La sua ultima visita a Mendrisio risaliva al novembre precedente, quando ebbe l’opportunità di riabbracciare i suoi cari e di rivedere la città che gli aveva dato i natali.

Fotografia di mercenario europeo nelle forze Karen, attorno al 1988. La tenuta mimetica è probabilmente di origine Yugoslava, tipo M98. Fonte:

Le circostanze esatte della sua morte rimasero avvolte nel mistero. Il Dipartimento federale degli affari esteri si limitò a classificare l’evento come “incidente militare”, una definizione che lasciò spazio a numerose interpretazioni e interrogativi mai completamente chiariti. Nello stesso periodo altri tre volontari francesi del KNLA vennero uccisi in azioni di combattimento per conto del KNLA: Jean-Phillipe Courreges con un passato nell’estrema-destra francese (ucciso nel 1985), Olivier Thiriat (ucciso nel 1989) e Guillaume Oillic (ucciso nel 1990).La scelta di Vittorino Castoldi di celebrare i funerali in Thailandia, terra che aveva eletto come sua seconda patria, pose un ulteriore velo di mistero sulla sua fine.

Mercenario europeo con le truppe ribelli dei Karen, fotografia presa attorno al 1988. La tenuta mimetica è probabilmente di origine Yugoslava, tipo M98. Fonte:

Per saperne di più conviene consultare il lavoro di Anderson. Jon Lee Anderson ricorda nel suo libro “Guerrillas Journey in the Insurgent World” che, quando visitò i guerriglieri del KNLA, nel 1989, l’esistenza del conflitto e la situazione dei guerriglieri era molto poco conosciuta al di fuori del sud-est asiatico, il che spingeva alcuni leader dei guerriglieri a prendere in considerazione tattiche più “sporche” come il terrorismo o addirittura i dirottamenti aerei, al fine di dare visibilità alla loro causa nel mondo. Forse la rivolta studentesca del 1988 ha messo l’accento sulla Birmania, ma la presenza di mercenari stranieri era già stata notata prima di allora, il che fa pensare che fossero lì per le loro idee piuttosto che per una paga. È quindi fortemente probabile che Castoldi – se effettivamente sia deceduto con i Karen – combattesse per una buona causa.

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