Ca’ di Ferro Minusio — Storia della caserma dei Lanzi sul Verbano. Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei castelli e fortificazioni della regione locarnese. Quasi una tradizione, dato che uno dei primissimi contributi di Insubrica Historica era proprio su questo tema ovvero il castello di Magadino. Vi ritorniamo con piacere, dato che sono luoghi ricchi di storia, i quali sono facilmente accessibili. Per questa volta vi parleremo della “caserma dei Lanzi” anche chiamata della Cà di Ferro posta sul lungolago a Minusio.
La Ca’ di Ferro si trova sul lungolago di Minusio, nel comune omonimo del distretto di Locarno, sulla sponda occidentale del Lago Maggiore, in vista dello sbocco del fiume Ticino nel Verbano (coordinate: 46°10’39″N, 8°48’12″E). Dalla stazione FFS di Minusio si raggiunge a piedi in circa cinque minuti: si scende verso il lago lungo Via San Gottardo e si prosegue sul sentiero del lungolago in direzione est. L’edificio, classificato come bene culturale d’importanza regionale, è riconoscibile dalla torre quadrata e dalla cappelletta (Madonna dei Sette Dolori) che lo precede sul lato meridionale.



Un edificio tra castello e caserma
La “Ca’ di ferro” o anche “Caserma dei Lanzi” o ancora “Vignaccia” è uno dei più significativi monumenti storici che si affacciano sul lungolago di Minusio. Si trova nel Locarnese, nella parte elvetica della sponda occidentale del Verbano in vista dello sbocco del fiume Ticino nelle acque del Lago Maggiore.
La “Ca’ di ferro” è un edificio quadrangolare irregolare con i tratti del castello medievale, eretto tuttavia nella seconda metà del Cinquecento. Il complesso presenta una massiccia torre nel lato sud-est e una torretta incorporata nell’angolo diagonalmente opposto. Il cortile interno è dotato di una loggia al piano nobile dell’ala residenziale, sormontata da un piccolo campanile sul tetto. La facciata è scandita da finestre con inferriate in ferro e da diverse feritoie; sopra il portone principale si trova un affresco della Madonna con Bambino, datato 1929. A sud è preceduto da una cappelletta visibile tutt’ora dalla stradina pedonale, a nord invece si trova una torre quadra, sul lato est mostra l’ingresso difeso da feritoie moschettiere, sul lato ovest la muraglia con torretta quadra.
All’interno, il salone del piano nobile è decorato con dipinti di Bruno Nizzola, risalenti al secondo quarto del Novecento. La sala attigua conserva pitture del 1929. Lo studio che collega il salone alla torre presenta eleganti stucchi con scene della Creazione e delle Quattro Età del mondo. La torre, munita in sommità di un cammino di ronda pensile, ospita al primo piano un piccolo ambiente anch’esso decorato a stucco: sul soffitto campeggia lo stemma della famiglia A Pro, circondato dalle figure di san Nicolao della Flüe e delle Virtù, mentre sopra il camino si trovano stucchi raffiguranti Muzio Scevola e Guglielmo Tell.
Le origini: Orelli o Peter a Pro?
La costruzione venne eretta nel tardo Medioevo, vi sono due ipotesi sui primi proprietari. La prima ipotesi assegna la costruzione come residenza estiva degli Orellì, che possedevano gran parte di quella zona, avendola in precedenza acquistata dai canonici di San Vittore. Gli Orelli vennero poi cacciati da Locarno perchè protestanti.
L’amico storico Marino Viganò avanza una seconda ipotesi, collocando la data di costruzione tra il 1558 e il 1580:
Costruzione insolita per terre nelle quali a governanti e sudditi sono vietate le fortificazioni, si fa risalire con cautela a un progetto di Giovanni Beretta (Incella/Brissago ±1505 – Brissago post 1578) e del figlio Pietro (Incella/Brissago 1537 – Brissago post 1607), architetti di fabbriche di carattere religioso dell’area.
Peter a Pro — condottiero e mercante urano
Se così fosse, è molto probabile che “Cà di Ferro” fu proprio commissionata dal condottiero Urano Peter a Pro (Altdorf? ±1510 – Altdorf 19.11.1585). Dopo aver studiato all’Università di Friburgo in Brisgovia, diventa Landscriba (Landschreiber) del baliaggio di Lugano (1542-43). In seguito Peter a Pro divenne ufficiale nel reggimento Fröhlich al servizio della Francia dal 1543.
Si distingue notevolmente presso la corte francese, tanto che il re di Francia Francesco I lo insignì del titolo nobiliare (1544) e l’imperatore Carlo V lo insignì del titolo di cavaliere. Dal 1551 al 1558 Peter a Pro partecipa alle campagne francesi contro gli Asburghi d’Austria in Piemonte, divenendo colonnello e titolare dell’ex reggimento Hug (1557).
Da caserma di reclutamento a deposito commerciale
Da questo momento “Cà di Ferro” diventa una caserma di reclutamento di mercenari destinati al Piemonte sino alla pace di Cateau-Cambrésis (3 aprile 1559). Accanto al servizio straniero, Peter a Pro sviluppa un redditizio commercio di grano e vino; nell’ambito di questa attività utilizza la “Cà di Ferro” quale deposito per le mercanzie. Tali vengono acquistate a Milano e destinate ai cantoni della Confederazione.
La famiglia a Pro ha avuto tra l’altro un secondo castello, molto particolare. Esiste tutt’ora a Seedorf vicino a Flüelen nel Canton Uri, adibito oggi a ristorante nel quale si mangia anche molto bene.

Verso il 1630 “Cà dì ferro” – il nome venne coniato dal poeta Angelo Baroffio – probabilmente fattore importante fu anche la peste nera che toccò pesantemente il Locarnese in quel periodo, “Cà di Ferro” passò alla famiglia urana del balivo (Landfogto) Walter Von Roll, alla quale si deve la bellissima chiesetta gotica dedicata alla Madonna dei sette dolori.
Un paltò fuori stagione. Settembre 1944 – Maggio 1945
Edizione in italiano. Di Carlo Bava (Autore), Raphael Rues (Curatore).
CHF /EUR 15.00 Insubrica Historica, 2024.
Sul finire del ‘600 la villa passa per la prima volta ad una famiglia ticinese. La famiglia Castoreo, che rende alla vecchia caserma la sua primitiva funzione di masseria: il corpo centrale verrà destinato all’alloggio dei padroni e attorno vengono realizzati ripostigli, stalle, cantine e addirittura una conceria.

La chiesetta della Madonna dei Sette Dolori
Di fronte alla Ca’ di Ferro sorge l’Oratorio della Vergine dei Sette Dolori, piccolo edificio barocco con coro poligonale, eretto intorno al 1630 per volontà della famiglia Von Roll, all’epoca proprietaria della Ca’ di Ferro. Il portico è retto da colonne gotiche e decorato con busti di santi dipinti entro clipei. Ai lati del portone d’ingresso si scorgono tracce di due figure raffiguranti san Rocco e san Sebastiano — santi invocati tradizionalmente contro la peste, il che conferma il legame tra la fondazione dell’oratorio e l’epidemia che colpì duramente il Locarnese proprio in quegli anni. Sul frontone campeggia lo stemma in stucco della famiglia Von Roll.

L’interno presenta una volta a botte con lunette, interamente rivestita di stucchi seicenteschi. Della decorazione pittorica originale si conserva invece ben poco. Nonostante le dimensioni ridotte, l’oratorio costituisce una testimonianza pregevole dell’architettura devozionale barocca nel Locarnese e forma con la Ca’ di Ferro un insieme monumentale unitario.
I Castoreo e il ritorno alla funzione di masseria
Dopo di allora la “Cà di ferro” passerà in diverse mani, perdendo via via parte delle sue proprietà. Nel 1980 apparteneva all’ing. Carlo Bacilieri. Nel corso del 1981 venne interamente rifatto il tetto in piode. Con il decesso dell’ultimo proprietario nel 2020, il Municipio ha avviato trattative con gli eredi alfine di poter ricuperare “Cà di Ferro”.
Visite guidate per il 2026
In occasione delle Giornate europee del patrimonio nei giorni di sabato 12 e domenica 13 settembre 2026, il Comune di Minusio e MinusioCultura organizzeranno una serie di visite guidate straordinarie alla storica Ca’ di Ferro. Il percorso storico e storico-artistico del monumento sarà illustrato da Marino Viganò, curatore delle visite guidate. Per permettere l’accesso e la fruizione ottimale degli spazi, il programma prevede cinque distinti turni della durata di un’ora ciascuno: tre sessioni nella giornata di sabato 12 settembre, con orari fissati alle 10:30, 13:30 e 15:30, e due nella giornata di domenica 13 settembre, con partenze alle 13:30 e 15:30.

Ciascun gruppo sarà limitato a un massimo di venti partecipanti, rendendo obbligatoria la prenotazione preventiva. Per i residenti in Ticino e nella Svizzera tedesca le iscrizioni si apriranno il 18 agosto alle ore 09:00, mentre per la Svizzera romanda il termine di apertura è fissato a mezzanotte del 26 agosto. Le informazioni relative alle modalità d’iscrizione e all’organizzazione sono rese disponibili dal Comune di Minusio tramite i canali ufficiali e il riferimento telefonico dedicato. La sede dell’evento è facilmente raggiungibile coi mezzi pubblici scendendo alla fermata ferroviaria FFS di Minusio, dalla quale la struttura dista soltanto tre minuti a piedi.