Considerazioni sugli eventi di Villadossola del 8.11.1943

Uno degli aspetti più interessanti nella ricerca sulla presenza tedesca e fascista fatta dal sottoscritto, è anche quello di cercare di analizzare con nuovi fonti, ma anche con un certo distacco storico e analitico, i diversi avvenimenti avvenuti nella regione dell’Ossola durante il periodo 1943-1945.

Il primo sollevamento della popolazione Ossolana contro i tedeschi e fascisti lo si ebbe nell’abitato di Villadossola il lunedi 8 novembre 1943. Alle dieci del mattino, un gruppo composto da almeno 20 persone, presumibilmente partigiani, lasciò l’Alpe Vezzo (520 mt) per scendere da Pianasca e penetrare a Villadossola da sud.

Articolo apparso nel quotidiano elvetico Libera Stampa il 12.11.1943 a riguardo della rappresaglia tedesca su Villadossola.

L’intenzione, mai appurata con certezza, dopo aver bloccato le strade di accesso al paese, era di occupare il presidio dei Carabinieri e quello della guardia di Finanza; bloccare la produzione nei seguenti stabilimenti: «Pietro Maria Ceretti» (uno con portineria in piazza Bagnolini e uno in Piazza Stazione), SISMA (Società Industrie Siderurgiche Meccaniche e Affini); ed «Elettro Chimica del Toce-Montecatini». I partigiani avevano inoltre intenzione di fermare anche le attività della Stazione ferroviaria di Villadossola.

Vi sono comunque alcuni particolari interessanti su quanto successe a Villadossola in questo inizio di novembre:

  • è appurato che il “gruppo partigiano” si concentrò a Villadossola piuttosto nell’attaccare il locale istituto di credito e l’ufficio postale, facendo in seguito perdere le proprie tracce;
  • le perdite di questo “gruppo partigiano” furono sul momento limitate;
  • la reazione tedesca portò invece ad una spirale di violenza che colmerà nel bombardamento aereo – fatto da due Junkers Ju-88 – di alcune case a Villadossola, con la conseguente uccisione di civili;
  • vi furono diverse rappresaglie e fucilazioni – come a Pallanzeno il 11.11.1943 – contro ignare persone civili, ma anche contro partigiani catturati essenzialmente su atti di delazione – addirittura molte settimane più tardi;
  • buona parte degli arresti ed interrogatori furono condotti dal Primo Tenente Herbert Andorfer (1911-1997), comandante dell’omonimo «Kommando Andorfer», un’unità della Sicherheitsdienst dipendente dal Befehlshaber der Sicherheitspolizei und des Sicherheitsdienstes il Tenente Generale Dr. (in Giurisprudenza) Wilhelm Harster (1904-1991);
  • Villadossola vide anche la presenza del capitano della Gendarmerie Augustus Burmeister, il quale parteciperà all’uccisione di Filippo Beltrami, ma verrà ucciso a Baveno il 20 giugno 1944;
  • i tedeschi persero almeno tre anziani doganieri, i fascisti invece sette militi e due civili. Una decina di doganieri e militi della ferrovia tedesca vennero invece curati all’ospedale di Domodossola, per le ferite riportate durante i combattimenti;
  • Con Villadossola vi sono altri interventi partigiani, sul quale si può speculare se avvennero in maniera coordinata. A Montecrestese, il comandante partigiano Mario Muneghina (1900-1987) assalì una non meglio identificata colonna di tedeschi. Il capitano Filippo Beltrami (1908-1944), al suo primo battesimo del fuoco, attaccò invece il presidio fascista di Gravellona.
Villadossola circa 1900

Villadossola fu una situazione interamente gestita dalla Zollgrenzschutz tedesca. La presenza della Gendarmeriezug di Novara e della Sicherheitsdienst di Andorfer, furono verosimilmente limitate alla fase investigativa e di rappresaglia.

Solo una settimana dopo a questi fatti, si ebbe il rastrellamento della SS-Polizia sul Monte San Martino. Due eventi separati, ma che dimostrano come già nel novembre 1943, le prime attività partigiane nella zona del Verbano ed Ossola, iniziavano a preoccupare le forze tedesche e fasciste.

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