Josef Diefenthal: SS-Stadtkommandant di Verbania nel settembre 1943

Uno degli aspetti interessanti nel ricercare la storia del periodo 1943-1945 nella regione del Lago Maggiore, è quello di poter anche risalire a persone, ricostruendo il loro percorso e operato nella regione e dopo l’ottobre 1943, da un semplice nome. Vi presentiamo per questo contributo la figura Josef Diefenthal.

Foto segnaletica di Josef Diefenthal scattata probabilmente durante il processo per il massacro di Malmedy a Dachau nel 1947
Fonte: dettagli su Malmedy sono disponibili su questo documento

Chi ci ha portato a scrivere questo contributo è Leonardo Parachini, caro amico e segretario della società storica dei Verbanisti. A suo tempo Leonardo mi aveva trasmesso per email questa immagine.

Si tratta di un particolare di un proclama stampato dal I battaglione Panzer-Grenadier Regiment 2 della divisione Leibstandarte SS Adolf Hitler durante la loro presenza sul Lago Maggiore. Una nefasta presenza che aveva portato all’uccisione di almeno una quarantina di ebrei, di questi fatti ne avevamo già parlato in precedenza in diversi contributi, in particolare quello storia di questa unità delle Waffen-SS.

Il podestà Pirola che appare nel volantino, in basso a sinistra, si tratta di Ernesto Pirola. Podestà di Verbania probabilmente dal 1941 e fino all’8.9.1944. Pirola era stato presidente della Banca Popolare di Intra dal 1941 e sindaco di lunga data della città di Verbania. Rimase in carica dopo l’8.9.1943, anche se si allontanò molto dal neofascismo della Repubblica Sociale Italiana. Nel 1944 cercò più volte di dare le dimissioni senza approvare l’opera e si dimostrò estremamente critico nei confronti dei prefetti Tuninetti e Barbera. Pirola ebbe anche problemi con il comandante della V.a. Compagnia Brigata Nera “Augusto Cristina” Giovanni “Nino” Pozzi (Dongo 1902-Cambiasca 1945). Finalmente riuscì a dare le dimissioni dall’incarico l’8.9.1944 e fu sostituito dall’industriale Enrico Albertini.

Cosa sappiamo di Josef Diefenthal
Josef Diefenthal nasce nel 1915 come figlio di un ispettore della Reichsbahn. Fin dalla giovane età si arruola nella Hitlerjugend a Euskirchen (Renania Settentrionale-Vestfalia). Profondamente nazista partecipa al sesto congresso del partito del Reich nel 1934 e consegue la Maturità nel 1935.

Diefenthal, dal 15 ottobre 1935 entrato a tempo pieno nel guardia del corpo delle SS “Adolf Hitler” (era nella 5° compagnia di Wilhelm Mohnke). Si distinse particolarmente nella campagna di Polonia, nella campagna occidentale del 1940, sul fronte orientale (nel 1941 come aiutante del II battaglione sotto Theodor Wisch), in Normandia e nella battaglia delle Ardenne, nonché nella difesa del Reich.

Jochen Peiper, che conosceva Diefenthal dal 1936, scrisse più tardi che “il coraggio di Diefenthal, la sua personalità e la sua leadership erano stati un modello per l’intero gruppo di combattimento”. Il SS-Standartenführer Rudolf Sandig lo ha valutato come segue:

“Un leader a prova di crisi, indurito dalla battaglia, che sa come portare via i leader, i subalterni e gli uomini che gli sono stati affidati in tutte le situazioni”.

Dopo l’esperienza delle Ardenne, Diefenthal come il resto del battaglione viene schierato in Ungheria, protagonista della ritirata che porterà poi l’unità a raggiungere l’Austria alla fine di Aprile 1945. In quell’occasione viene gravemente ferito, non è chiaro se gli venne anche amputata l’estremità dalla gamba sinistra.

Dopo il conflitto venne fatto prigioniero di guerra e finì come criminale di guerra a Landsberg. Comparve al processo di Malmedy, unitamente a Jochen Peier, dove venne inizialmente condannato a morte; in seguito la sentenza fu tramutata in “ergastolo” e nel 1956 venne infine rilasciato, insieme a Joachim Peiper e Georg Preuß, uno degli ultimi membro della LSSAH ad essere messo in libertà.

Condusse una vita molto appartata e tranquilla come consulente fiscale a Euskirchen, il luogo dove era nato.

Decisione del tribunale di Dachau e condanna alla pena di morte di Diefenthal
Fonte: NARA National Archives Washington DC, 111-ADC-6089

Il ruolo negli eccidi di ebrei del Lago Maggiore e soprattutto della famiglia Ovazza a Intra
Diefenthal non compare negli atti del processo di Osnabrück a carico del gruppo della LSSAH che uccide la maggior parte di ebrei tra Baveno e Meina. Non compare neanche come testimone allo stesso processo. Non è appurato quale ruolo invece ricopre nel processo al capitano della LSSAH Gottfried Meir (6.5.1911-5.1970).

Gottfried Meir (6.5.1911-5.1970)
Fonte: Casa della Resistenza Fondotoce

Meir era nato a Weiern in Carinzia. Per certe fonti responsabile del presidio Intra durante il periodo settembre-ottobre 1944. Meir termina illeso alla fine del conflitto. Nonostante la condanna all’ergastolo inflitta dal Tribunale militare di Torino nel 1955 e nonostante sia stato accusato di aver ucciso la famiglia ebrea Ovazza e di aver bruciato i loro corpi nella stufa di una scuola a Intra dove erano stati rinchiusi, Meir non fu mai estradato. Rimase, nonostante i numerosi tentativi della giustizia austriaca di giudicarlo, un diligente direttore scolastico di scuola primaria nella Carinzia.

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