Carl Gustav Jung, rinomato psicoanalista svizzero, ha svolto un ruolo significativo non solo nel campo della psichiatria ma anche negli eventi politici che hanno caratterizzato il secolo scorso. La sua influenza si è estesa ben oltre l’ambito clinico psichiatrico, arrivando a toccare la politica estera americana, in particolare durante gli anni 1940-1950. Jung collaborò strettamente con Allen W. Dulles, autonominatosi Masterspy, e dopo il conflitto mondiale primo direttore della CIA.
Nato nel 1875 a Kesswil, Carlo Gustav Jung completò la sua formazione a Basilea e visse in prima persona gli eventi della Prima guerra mondiale come capitano del corpo medico dell’esercito svizzero. Nel 1916-1917 gestì un campo di internamento per soldati feriti provenienti dai paesi belligeranti, un’iniziativa umanitaria del Consiglio Federale che rafforzò la posizione neutrale della Svizzera nel contesto internazionale e bellico della Prima guerra mondiale.
Il rapporto di Jung con il nazionalsocialismo è stato oggetto di controversie. Fino al 1940, mantenne legami con la Germania nazista, ma successivamente cambiò radicalmente posizione, tagliando ogni connessione con il regime nazista. Questa svolta si rivelò strategicamente vantaggiosa quando, nel novembre 1942, iniziò a collaborare con i rappresentanti alleati in Svizzera.

Le circostanze della guerra portarono quindi all’incontro, nella primavera del 1943, tra C.G. Jung e Allen W. Dulles (nato nel 1893), rappresentante in Svizzera del servizio segreto statunitense Office of Strategic Services (OSS), l’attuale CIA. Dulles operò a partire dal novembre 1942 dalla Herrengasse 23 di Berna, nelle immediate vicinanze del Palazzo Federale, con il titolo di “Rappresentante speciale del governo americano a Berna” e con il mandato di organizzare l’intelligence operativa americana. Dulles di fatto ha plasmato l’intero servizio di intelligence alleato in Europa. Fu in grado di farlo perché non era solo un uomo d’affari e un avvocato, ma era anche già un diplomatico. Era stato presente ai negoziati di resa a Versailles nella Prima Guerra Mondiale e aveva incontrato personalmente il Cancelliere del Reich Adolf Hitler diverse volte a Berlino negli anni Trenta.

A seguito degli sbarchi alleati in Nord Africa nel novembre 1942, la Germania e l’Italia lanciarono l’Operazione Anton, invadendo e occupando la Francia di Vichy. Questo segnò la fine dell’autonomia di tale stato fantoccio e portò all’autoaffondamento della flotta francese a Tolone per impedire che cadesse in mani nemiche. Per Allen W. Dulles e la Svizzera, l’occupazione della Francia meridionale ebbe conseguenze dirette: il paese si ritrovò completamente circondato dalle potenze dell’Asse. Questo accerchiamento intensificò la pressione sulla Svizzera, spingendola a rafforzare la sua politica di difesa, in particolare la strategia del “ridotto nazionale”, per proteggere la sua neutralità e sovranità in un’Europa ormai totalmente dominata dall’Asse. Allen W. Dulles dal novembre 1942 viveva completamente isolato in Svizzera.
Allen Dulles riuscì immediatamente a stabilire contatti dalla Svizzera con i movimenti di resistenza europei, che poi tentarono di realizzare il famoso assassinio di Adolf Hitler il 20 luglio 1944 con Hans Bernd Gisevius e Klaus Schenk von Stauffenberg, tra gli altri, o addirittura di guidare una repubblica partigiana di breve durata in Ossola nel settembre-ottobre 1944. Con l’aiuto di numerose spie e agenti, le attività dell’OSS si intensificarono rapidamente, senza incontrare molta resistenza da parte delle autorità svizzere. I risultati del lavoro di Dulles in questo Paese, tuttavia, sono molto modesti secondo le conoscenze odierne. Dulles non riuscì a stabilire un fronte nell’Italia settentrionale con la repubblica partigiana dell’Ossola (si veda il nostro articolo Nascita e morte della repubblica partigiana dell’Ossola) e ottenne la resa ufficiale dell’esercito tedesco in Italia – la famosa Operazione Sunrise (si veda il nostro articolo Incontro segreto ad Ascona) – ancora una volta troppo tardi, solo il 2 maggio 1945, quando la guerra era effettivamente – almeno in Italia – finita da tempo.

Il ponte tra Jung e Dulles fu Mary Bancroft Rüfenacht, un’agente dell’OSS che lavorava come scrittrice e traduttrice. La collaborazione tra i due si sviluppò attraverso incontri ad Ascona e una corrispondenza regolare. Jung, allora sessantottenne, mise le sue competenze psicologiche al servizio della causa alleata, producendo analisi psichiatriche dei leader nazisti.

L’impatto delle intuizioni psicopolitiche di Jung fu tale che Dulles gli assegnò un numero di agente OSS, il numero 488. Le analisi di Jung sulla leadership nazista e sul popolo tedesco influenzarono significativamente i rapporti di Dulles a Washington, inclusa la corretta previsione del suicidio di Hitler. Il generale Eisenhower stesso ringraziò personalmente Jung per il suo contributo alla vittoria alleata.

Dopo la fine della guerra, Allen W. Dulles, il cui fratello John Foster era stato Segretario di Stato nell’amministrazione del Presidente Dwight Eisenhower, riuscì nel 1953 a diventare il primo direttore della CIA. Da allora fino al suo licenziamento nel 1961, dopo il fallito tentativo di sbarcare gli esuli cubani a Cuba, nella cosiddetta invasione della Baia dei Porci, Allen Dulles rimase l’eminenza grigia della politica estera durante la Guerra Fredda. Sotto la guida di Dulles, le attività di spionaggio della CIA crebbero in modo esponenziale.
Allen W. Dulles, in qualità di direttore della CIA, giocò quindi un ruolo centrale nel rovesciamento del presidente guatemalteco – di origini elvetiche vedasi il nostro precedente contributo – Jacobo Árbenz nel 1954, un’operazione segreta nota come Operation PBSuccess. Questa azione fu motivata da una combinazione di preoccupazioni della Guerra Fredda riguardo alla presunta influenza comunista nel governo di Árbenz e, in modo significativo, dagli interessi economici della United Fruit Company (UFCO). La politica di riforma agraria di Árbenz, che prevedeva l’espropriazione di vaste aree di terreni incolti per ridistribuirli ai contadini, colpiva direttamente la UFCO, che deteneva enormi possedimenti in Guatemala. Dulles, che in passato aveva ricoperto il ruolo di avvocato e membro del consiglio di amministrazione della compagnia, fu decisivo nel convincere il presidente statunitense Dwight D. Eisenhower a supportare il colpo di stato. La CIA, sotto la sua direzione, finanziò e addestrò un piccolo esercito di ribelli guidato dal colonnello Carlos Castillo Armas, utilizzando anche una massiccia campagna di guerra psicologica via radio per seminare il panico e demoralizzare le forze fedeli ad Árbenz, portando infine alle sue dimissioni.

Il legame tra Jung e Dulles continuò anche dopo la guerra su un piano personale. La moglie di Dulles, Clover, si trasferì temporaneamente a Zurigo per ricevere cure da Jung, mentre la figlia Joan divenne una psicoanalista junghiana. Documenti d’archivio americani, resi pubblici quasi ottant’anni dopo, confermano definitivamente la collaborazione di Jung con gli Alleati, rivelando un intreccio unico tra psicanalisi, spionaggio e politica internazionale che ha contribuito a plasmare la storia del ventesimo secolo.

Il contributo segreto di Carl Gustav Jung, all’OSS durante la Seconda guerra mondiale offre una prospettiva unica sul conflitto, dimostrando come il conflitto bellico contro il nazifascismo non fosse combattuto solo sui campi di battaglia, ma anche sul piano psicologico e intellettuale. L’opera di Jung, che unì l’acume analitico della psicologia del profondo all’intelligence militare, non solo fornì agli Alleati preziose intuizioni sui leader nazisti e sulla mentalità tedesca, ma servì anche a riabilitare la sua reputazione, allontanando le accuse di simpatie naziste e confermandolo come un alleato fondamentale.