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Storia dei ticinesi morti per la Francia e i particolari di Eric Maria Remarque durante la Prima Guerra Mondiale

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Continuamo la nostra serie di appronfondimenti sulla figura di Eric Maria Remark, più conosciuto come Eric Maria Remarque vissuto a Porto Ronco e deceduto all’Ospedale di Locarno nel 1970. Abbiamo già scritto per esempio un contributo sul padre Remark. Sono diversi i volontari ticinesi che si uniscono alla Francia per combattere i tedeschi. Il motivio principale di questi idealisti era quello di risparmiare alla Svizzera la sorte che era appunto toccata al Belgio, invaso e occupato dall’Esercito Imperiale Tedesco.

 

Remarque, allora ancora Erich Remark, fu chiamato alle armi il 21 novembre 1916. Il diciottenne, studente del Seminario Cattolico Reale degli Insegnanti, interruppe la sua formazione e divenne una recluta sostitutiva nel battaglione di sostituzione del Reggimento di Fanteria 78, I Deposito Reclute.

Ricevette la formazione militare nella caserma Caprivi di Osnabrück e a Celle. Il 20 gennaio 1917 ricevette il certificato di idoneità per un anno di servizio volontario e il 5 maggio 1917 fu trasferito alla I Compagnia, I Battaglione di rimpiazzo, Reggimento di fanteria 78.

In alto a sinistra il fronte di Ypres, dove Eric Maria Remark venne ferito ed ambientò il suo romanzo “Niente di nuovo sul fronte occidentale”. Fonte: NZHistory

Il 12 giugno 1917, la recluta Remark fu trasferita sul fronte occidentale al deposito di reclute da campo della 2ª Compagnia della 2ª Divisione di riserva delle Guardie a Ham-Lenglet (Belgio). Alla fine di giugno 1917 era con Schanztrupp Bethe, 2a Compagnia, Reggimento di Fanteria di Riserva 15, tra Torhout e Houthulst (Belgio). Il 31 luglio 1917 fu colpito da schegge nella gamba sinistra e nel braccio destro, oltre che da una pallottola nel collo.

Immagine di Torhout nelle Fiandre (Belgio) all’inizio del 1900, una delle località dove Eric Maria Remarque prestò servizio con l’Esercito Imperiale Tedesco. Fonte: Insubrica Historica.

La situazione militare nella zona tra Torhout e Houthulst durante l’agosto 1917 fu segnata da intense operazioni di combattimento nell’ambito della Terza battaglia di Ypres, nota anche come battaglia di Passchendaele. Questa offensiva, iniziata il 31 luglio 1917, rappresentò uno dei principali tentativi britannici di sfondare le linee difensive tedesche nelle Fiandre. La tempistica del ferimento di Eric Maria Remark con lo Schanztrupp Bethe coincise proprio con il giorno di apertura di questa massiccia offensiva.

La regione era strategicamente cruciale in quanto proteggeva le posizioni tedesche lungo la costa belga. Le forze tedesche, compreso il Reggimento di Fanteria di Riserva 15, mantennero posizioni difensive in questo settore, sfruttando in particolare la copertura naturale fornita dalla foresta di Houthulst. La presenza di unità di ingegneria come lo Schanztrupp indica il continuo lavoro per mantenere e rafforzare queste posizioni difensive contro il previsto assalto alleato.

L’impatto del conflitto nella foresta di Houthulst. Fonte: Insubrica Historica.

L’agosto 1917 si rivelò particolarmente impegnativo per entrambe le parti. Il tempo era diventato eccezionalmente brutto, con forti piogge che avevano trasformato il campo di battaglia in un pantano. Le forze britanniche e francesi continuarono a premere sulle linee tedesche, lanciando ripetuti attacchi volti a sfondare le posizioni difensive. Le forze tedesche dovettero affrontare non solo la sfida di respingere questi attacchi, ma anche il costante compito di mantenere le trincee e le fortificazioni sotto il pesante bombardamento dell’artiglieria e il deterioramento delle condizioni meteorologiche.

Ospedale Italiano di Lugano, monumento ai caduti italiani e ticinesi durante la Prima Guerra Mondiale. Fonte: RSI

Il ruolo delle unità Schanztrupp, divenne sempre più vitale durante questo periodo, poiché lavoravano per riparare le difese danneggiate e creare nuove fortificazioni, spesso sotto il fuoco nemico. La natura intensa dei combattimenti è evidenziata dalle molteplici ferite riportate dal soldato citato – ferite da schegge sia alla gamba che al braccio, oltre a una ferita da proiettile al collo – che riflettono la natura feroce dei combattimenti in questo settore durante la fase iniziale dell’offensiva di Passchendaele.

Il ferito Remark fu portato all’ospedale da campo 309 di Geite-St. Josef e Torhout il 1° agosto 1917 e da lì trasferito all’ospedale St. Vincent di Duisburg nell’agosto 1917. Dopo la guarigione, lavorò nella sala di scrittura dell’ospedale. A Duisburg, Remark scrisse un romanzo sulla guerra; presumibilmente furono fatti i primi tentativi di Im Westen nichts Neues. Il 31 ottobre 1918 Remarque fu dimesso dall’ospedale militare e trasferito a Osnabrück presso il I Battaglione di rimpiazzo del Reggimento di Fanteria 78.

Durante la Prima Guerra Mondiale furono circa 500 i volontari ticinesi che combatterono non solo nell’Esercito Italiano, ma soprattutto anche in quello Francese. Alcuni dei volontari elvetici combatterono anche su questo fronte occidentale. La banca dati dell’esercito francese “Memoire des Hommes” recensisce 1950 svizzeri che morirono per la Francia durante la Prima Guerra Mondiale, la maggior parte decessi inutili, su un fronto franco-tedesco che per pochi kilometri arrivava ad uccidere decine di migliaia di soldati. Il sangue di questi ticinesi è ancora ricordato oggi all’Ospedale Italiano di Lugano, dove un momumento (soprattutto per i volontari ticinesi e svizzeri in Italia) è a loro dedicato.

La scheda per il decesso di Augusto Balzardi nato il 19 agosto 1884 a Sigirino vicino a Mezzovico. Fonte: Memoire des Hommes

Dopo la dichiarazione di guerra del Secondo Reich alla Francia, furono centinaia gli svizzeri che si riversarono a Parigi. A distanza di più di 110 anni è difficile stabilire il numero esatto di volontari, diversi erano anche francesi domiciliati e nati in Svizzera. Si pensa che la cifra più probabile sia di circa 800 volontari, 2/3 romandi e ticinesi, e un terzo circa svizzero-tedeschi.

Come già scritto precedentemente su Insubrica Historica durante la Prima guerra mondiale (vedi il contributo Volontari Ticinesi nella Prima Guerra Mondiale), la Francia annoverava tra i suoi migliori reggimenti quello che si chiamava semplicemente “Les Suisses”. Dal 1918, le bandiere della Legione Straniera portavano anche il motto dell’ex reggimento di Diesbach al servizio della Francia già dai tempi di Luigi XVI, “Honneur et fidélité” (“Onore e lealtà”), vedi per esempio il nostro appronfondimento su questo tema: le truppe Svizzere al servizio della Francia.

Complessivamente più di 10’000 svizzeri – 14’000 secondo Paul de Vallière ma la cifra sembra essere esagerata – si arruolarono con i francesi durante la Prima guerra mondiale e, secondo alcuni autori, tra i 7.000 e gli 8.000 di loro persero la vita. In realtà, la legione nel suo complesso sembra averne persi 8.000 tra il 1914 e il 1918, probabilmente almeno 800 erano appunto cittadini svizzeri oppure originare della Svizzera.

Un altro ticinese, (Victorio) Vittorio Bernasconi probabilmente di Arogno oppure Avegno nato il 18 ottobre 1881, soldato di 2a classe uccisi nei combattimento per la presa della penisola di Gallipoli (Turchia). Prestava servizio nel “Reggimento di Marcia Africano”. L’aspetto particolare del Bernasconi fu quello di essere arruolato a Saigon in Cocincina, attualmente Vietnam. Fonte: Fonte: Memoire des Hommes.


PS. Una lettrica, la Prof.ssa Vittoria Orlandi Balzari ci ha gentilmente indicato un’ulteriore ricerca di ricerca per i caduti italiani nella Prima guerra mondiale: https://www.cadutigrandeguerra.it/CercaNome.aspx. Purtroppo questa banca dati non permette di ricercare per caduti stranieri, in particolare ticinesi. Rimane comunque una risorsa interessante per l’Italia.


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