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1291 o 1848? Quando nacque la Svizzera?

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Il 52 % degli svizzeri indica nel 1848 l’anno di nascita del proprio Stato. Solo il 21 % sceglie il 1291. I dati provengono dall’edizione speciale del Barometro della coesione in Svizzera, pubblicata il 26 luglio 2026 dall’istituto Sotomo su mandato di Feldschlösschen. Un risultato che, guardato dalla Svizzera italiana, racconta molto più di una preferenza per una data piuttosto che un’altra.

Un Patto che non ci riguardava

Il documento del 1291 — il Patto federale redatto in latino e conservato al Museo dei Patti federali a Svitto — fu un’alleanza difensiva tra le comunità di Uri, Svitto e Untervaldo, conclusa probabilmente dopo la morte di Rodolfo I d’Asburgo il 15 luglio di quell’anno. Si trattò di un accordo tra comunità alpine della Svizzera centrale, volto a garantire la certezza del diritto e la difesa comune. Le valli a sud del Gottardo non vi ebbero parte alcuna.

I territori dell’attuale Canton Ticino appartenevano al Ducato di Milano. La conquista confederata procedette per tappe: la Leventina passò sotto il controllo di Uri già nel corso del XIV secolo, mentre i baliaggi meridionali — Locarno, Vallemaggia, Lugano e Mendrisio — vennero acquisiti nel 1512, quando l’esercito confederato cacciò i francesi dalla Lombardia e impose Massimiliano Sforza sul trono ducale. La sconfitta di Marignano nel 1515 pose fine all’espansione militare, ma gli svizzeri mantennero il controllo dei territori transalpini.

Per quasi tre secoli, dal 1512 al 1798, le popolazioni a sud del Gottardo rimasero suddite. I dodici cantoni (Appenzello escluso) governavano congiuntamente i baliaggi di Locarno, Vallemaggia, Lugano e Mendrisio; Uri, Svitto e Nidvaldo quelli di Bellinzona, Blenio e Riviera; Uri da solo la Leventina. I balivi, spesso nominati in base alla somma pagata per la carica, esercitavano il potere giudiziario, mentre l’amministrazione locale restava in mano alle comunità. Gli «Illustrissimi Signori Svizzeri», come li chiamavano i sudditi, non costruirono scuole, strade né ospizi. L’immobilismo garantiva le autonomie locali, ma teneva le popolazioni separate e arretrate.

La Svizzera che nacque nel 1291 era un’alleanza di comunità germanofone. I territori italofoni ne facevano parte come possedimenti, non come membri.

Il 1803 e la nascita del Canton Ticino

Il cambiamento arrivò con Napoleone. Nel 1798 i baliaggi si dissolsero sull’onda della Rivoluzione. La reazione delle comunità ticinesi fu tutt’altro che unitaria: la Val Maggia rimpianse i vecchi padroni, Riva San Vitale guardava alla Repubblica Cisalpina, la Leventina voleva tornare sotto Uri. L’Atto di mediazione del 1803 unificò questi territori nel Canton Ticino, aggregando regioni che per secoli erano rimaste reciprocamente estranee. Il preambolo della Costituzione cantonale del 1830 avrebbe poi definito il «compito storico» del popolo ticinese: «interpretare la cultura italiana nella Confederazione elvetica».

La situazione della Confederazione nel 1789.
La situazione della Confederazione nel 1789. L’attuale Ticino ancora controllato dai cantoni confederati.

Il 1848: una Costituzione, tre lingue nazionali

La guerra del Sonderbund nel novembre 1847 fu l’ultima guerra civile sul suolo svizzero. Sette cantoni cattolico-conservatori — Lucerna, Uri, Svitto, Untervaldo, Zugo, Friburgo e Vallese — si erano alleati nel 1845 contro le riforme liberali. Il Ticino, cattolico ma governato dai liberali, si schierò con la Dieta federale. Le truppe del Sonderbund varcarono il Gottardo il 17 novembre 1847, ma la campagna del generale Dufour si concluse in 25 giorni con meno di 100 caduti.

Ignaz Paul Vital Troxler (Beromünster, 1780 – Aarau, 1866) è stato un medico, filosofo e politico svizzero. Docente a Basilea e Berna, figura di spicco del liberalismo, concepì il sistema bicamerale della Costituzione federale del 1848, ispirandosi al modello americano. In campo scientifico scoprì l'omonimo effetto visivo.
Ignaz Paul Vital Troxler (Beromünster 1780 – Aarau 1866) è stato un medico, filosofo e politico svizzero. Docente a Basilea e Berna, figura di spicco del liberalismo, concepì il sistema bicamerale della Costituzione federale del 1848, ispirandosi al modello americano. In campo scientifico scoprì l’omonimo effetto visivo. Fonte Wikipedia

La Costituzione del 12 settembre 1848 trasformò la Confederazione da un’alleanza di stati sovrani in uno Stato federale. Il modello istituzionale si ispirò in parte alla Costituzione degli Stati Uniti, come teorizzò il filosofo e medico lucernese Ignaz Paul Vital Troxler, che a inizio 1848 pubblicò un testo programmatico dal titolo eloquente: «La Costituzione degli Stati Uniti nordamericani è l’immagine esemplare cui la riforma federale elvetica si ispira». Insieme al ginevrino James Fazy, Troxler promosse l’adozione del sistema bicamerale americano. L’Assemblea federale nacque su quel modello: il Consiglio nazionale come camera del popolo (sul tipo della Camera dei rappresentanti) e il Consiglio degli Stati come camera dei cantoni (sul tipo del Senato), con due rappresentanti per ogni cantone e uno per semicantone. Le due camere furono dotate degli stessi diritti — un principio di parità che garantiva ai cantoni più piccoli, compreso il Ticino, una voce proporzionalmente più forte nella camera alta. La Svizzera si discostò dal modello americano sul piano dell’esecutivo: al posto di un sistema presidenziale adottò il Consiglio federale, organo collegiale di sette membri con presidenza a rotazione, una forma direttoriale senza equivalenti nel mondo.

Kampfzone Ossola: Der Widerstand an der Schweizer Südgrenze 1943–1945

Das Buch «Kampfzone Ossola» beleuchtet die Rolle der Schweiz – insbesondere des Tessins und des Wallis – im Widerstandskampf an der Südgrenze während der letzten Kriegsjahre 1943–1945. Es zeigt, wie die Schweizer Neutralität in der Praxis weit mehr war als blosses Abseits­stehen: Durch die Aufnahme von Flüchtlingen und die Unterstützung der Partisanen im Ossolagebiet wurden Tausende Menschenleben gerettet. 80 Jahre danach schliesst das Werk eine Lücke in der Schweizer Geschichtsschreibung und liefert einen wichtigen Beitrag zur laufenden parlamentarischen Debatte um die Rehabilitierung jener Schweizerinnen und Schweizer, die den Widerstand in Norditalien unterstützten.

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Per la Svizzera italiana, la Costituzione portò un’acquisizione fondamentale: l’italiano — insieme al tedesco e al francese — fu riconosciuto lingua nazionale con pari dignità. Molto di tutto ciò lo si deve a Giovanni Antonio Marcacci di Locarno. Il romancio avrebbe ottenuto lo stesso statuto solo nel 1938. In un’Europa dove gli stati nazionali si costruivano sulla base di identità culturali e linguistiche omogenee, la Svizzera del 1848 compì una scelta controcorrente: fondò la propria legittimità non su una lingua o un’etnia comuni, ma su un ordinamento politico condiviso. Per i territori italofoni, quel riconoscimento significò il passaggio da possedimenti amministrati in una lingua straniera a componenti costitutive di uno Stato che ne tutelava l’identità linguistica. La Costituzione del 1997 avrebbe poi specificato che il Ticino è «una repubblica democratica di cultura e lingua italiane», ma la base giuridica risaliva al 1848.

Giovanni Antonio Marcacci (Locarno, 1769 – Milano, 1854) è stato un politico, diplomatico e giurista svizzero. Figura di rilievo della storia ticinese ed elvetica, ricoprì importanti cariche nella Repubblica Elvetica e servì come rappresentante diplomatico svizzero a Milano dal 1804 al 1835. Alla sua morte lasciò il proprio patrimonio alla Città di Locarno.
Giovanni Antonio Marcacci (Locarno, 1769 – Milano, 1854) è stato un politico, diplomatico e giurista svizzero. Figura di rilievo della storia ticinese ed elvetica, ricoprì importanti cariche nella Repubblica Elvetica e servì come rappresentante diplomatico svizzero a Milano dal 1804 al 1835. Alla sua morte lasciò il proprio patrimonio alla Città di Locarno. Fonte: Insubrica Historica.

Il costo del 1848: la fine dei dazi sul Gottardo

Il nuovo ordinamento federale portò però anche un costo concreto. La Costituzione trasferì alla Confederazione la sovranità in materia doganale, abolendo le dogane interne tra i cantoni e concentrando la riscossione dei dazi ai confini nazionali. Per il Canton Ticino la perdita fu pesante. Come documentato dal Dizionario Storico della Svizzera, i proventi doganali avevano costituito di gran lunga la voce più importante delle entrate statali sia per Uri sia per il giovane Canton Ticino fin dalla sua creazione nel 1803. La posizione del cantone lungo l’asse del Gottardo — via di transito tra il nord Europa e l’Italia — aveva generato per secoli un flusso costante di pedaggi e dazi. Dopo il 1848 quella fonte di entrate scomparve. La prima tariffa doganale federale, introdotta nel 1849, mirava in parte a compensare le perdite cantonali, ma i cantoni dovettero riconvertirsi alla fiscalità diretta, tassando sostanza e reddito dei propri cittadini — un passaggio che nella seconda metà dell’Ottocento ridisegnò il sistema tributario della Svizzera. Per un cantone periferico e prevalentemente rurale come il Ticino, la transizione fu più gravosa che per i cantoni della Svizzera interna, dove l’industrializzazione creava una base imponibile in crescita.

Urnerloch: realizzato nel 1707-1708 dall'ingegnere ticinese Pietro Morettini presso Andermatt, l'Urnerloch fu il primo traforo stradale alpino. Lungo 64 metri, sostituì la precaria passerella nella gola della Schöllenen, garantendo un transito sicuro attraverso il San Gottardo e permettendo al Canton Uri di incrementare la riscossione dei dazi commerciali sul valico.
Urnerloch: realizzato nel 1707-1708 dall’ingegnere ticinese Pietro Morettini presso Andermatt, l’Urnerloch fu il primo traforo stradale alpino. Lungo 64 metri, sostituì la precaria passerella nella gola della Schöllenen, garantendo un transito sicuro attraverso il San Gottardo e permettendo al Canton Uri di incrementare la riscossione dei dazi commerciali sul valico.

Le differenze nel sondaggio

Il Barometro Sotomo del 2026 rivela differenze significative tra le regioni linguistiche. Nella Svizzera tedesca il 58 % degli interpellati ha indicato il 1848 e solo il 18 % il 1291. Nella Svizzera italiana le quote scendono al 40 % e al 30 %, nella Romandia al 35 % e al 29 %.

Strada della Tremola: Progettata e realizzata tra il 1827 e il 1832 dall'ingegnere ticinese Francesco Meschini (1762–1840), la celebre strada della Tremola aprì una moderna via rotabile attraverso la gola della Tremola sul passo del San Gottardo. Superando un dislivello di circa 1'000 metri da Airolo con 24 suggestivi tornanti rivestiti in pietra, l'opera consentì il transito regolare di carrozze e merci tra il Canton Ticino e la Svizzera centrale.Il costo di costruzione per l'intera tratta ticinese della strada del Gottardo ammontò a circa 1,65 milioni di lire milanesi (poi aggiustato nei consuntivi), un'enorme impresa finanziaria che segnò la nascita della moderna rete viaria cantonal-alpina.
Strada della Tremola: Progettata e realizzata tra il 1827 e il 1832 dall’ingegnere ticinese Francesco Meschini (1762–1840), la celebre strada della Tremola aprì una moderna via rotabile attraverso la gola della Tremola sul passo del San Gottardo. Superando un dislivello di circa 1’000 metri da Airolo con 24 suggestivi tornanti rivestiti in pietra, l’opera consentì il transito regolare di carrozze e merci tra il Canton Ticino e la Svizzera centrale. Il costo di costruzione per l’intera tratta ticinese della strada del Gottardo ammontò a circa 1,65 milioni di lire milanesi (poi aggiustato nei consuntivi), un’enorme impresa finanziaria che segnò la nascita della moderna rete viaria cantonal-alpina.

Il dato ticinese è il più equilibrato tra le tre regioni. Una possibile lettura: nella Svizzera italiana il 1291 conserva un peso simbolico maggiore rispetto a quanto accade Oltralpe, proprio perché — paradossalmente — quell’alleanza originaria non includeva i territori italofoni. Il Patto del 1291 è il racconto fondativo nazionale, insegnato nelle scuole, celebrato il 1° agosto con i falò sulle montagne. Per una regione di minoranza linguistica, la partecipazione a quel mito serve anche come affermazione di appartenenza. Nel contempo, il 1848 resta meno presente nella memoria collettiva ticinese rispetto alla Svizzera tedesca, dove la nascita dello Stato federale moderno coincise con l’affermazione del movimento liberale nelle sue tradizionali regioni di forza.

Le differenze generazionali confermano questa complessità: tra gli ultrasessantacinquenni il 59 % ha indicato il 1848, tra i 18-35enni solo il 43 %. La generazione più giovane è anche quella che più spesso indica un altro anno di fondazione (29 %), segno di una percezione più fluida delle origini nazionali.

Tell, i miti e la Seconda guerra mondiale

Il sondaggio ha sondato anche il rapporto con Guglielmo Tell. Per il 37 % degli svizzeri si tratta di un personaggio della tradizione popolare, per il 28 % del protagonista del dramma di Friedrich Schiller. Solo il 27 % lo considera un combattente per la libertà contro gli Asburgo, il 5 % un fondatore della Confederazione. Nella Svizzera latina — Romandia e Ticino — Tell è percepito come combattente per la libertà più spesso (31 %) che nella Svizzera tedesca (25 %), dove prevale l’associazione con l’opera di Schiller (33 % contro il 14-16 % nelle regioni latine). Il dato suggerisce che nelle aree minoritarie Tell mantiene una funzione più politica che letteraria.

Henri Guisan (Mezières, 1874 – Jorat-Mézières, 1960) è stato un generale svizzero, comandante supremo dell'esercito durante la Seconda guerra mondiale. Con la celebre strategia del Ridotto nazionale e il rapporto del Rütli (1940), divenne un fondamentale simbolo di unità, fermezza e resistenza per la popolazione elvetica.
Henri Guisan (Mezières, 1874 – Jorat-Mézières, 1960) è stato un generale svizzero, comandante supremo dell’esercito durante la Seconda guerra mondiale. Con la celebre strategia del Ridotto nazionale e il rapporto del Rütli (1940), divenne un fondamentale simbolo di unità, fermezza e resistenza per la popolazione elvetica. Fonte: Wikipedia

Sui motivi per cui la Svizzera fu risparmiata nella Seconda guerra mondiale, il 56 % ha indicato il ruolo di centro finanziario neutrale al servizio della Germania nazista. Seguono la collaborazione e l’adeguamento al regime (36 %), l’abilità diplomatica (34 %) e l’importanza strategica dell’asse del Gottardo (31 %). Il Ridotto nazionale del generale Guisan — simbolo tradizionale della volontà di resistenza — convince solo il 22 %, la neutralità il 23 %. La popolazione sembra aver interiorizzato, almeno in parte, la revisione storiografica avviata negli anni Novanta con il rapporto della Commissione Bergier.

Una data, due storie

Per chi vive nella Svizzera italiana, la questione «1291 o 1848?» non è solo un esercizio di storia. Le due date segnano due concezioni diverse del Paese. Il 1291 rappresenta un patto di comunità alpine germanofone, un’origine a cui i territori italofoni furono associati come possedimenti solo due secoli più tardi. Il 1848 segna il momento in cui l’italiano divenne lingua nazionale, in cui il Ticino — cantone nato appena 45 anni prima — entrò a pieno titolo in uno Stato che ne riconosceva l’identità.

La fotografia mostra un finemente intagliato rilievo ligneo situato sul Rütli, con una ghirlanda d'alloro che incornicia gli stemmi dei tre Urkantone fondatori della Svizzera: la testa di toro di Uri (in alto), lo stemma rosso con croce di Svitto e la chiave doppia di Untervaldo/Nidvaldo.
La fotografia mostra un finemente intagliato rilievo ligneo situato sul Rütli, con una ghirlanda d’alloro che incornicia gli stemmi dei tre Urkantone fondatori della Svizzera: la testa di toro di Uri (in alto), lo stemma rosso con croce di Svitto e la chiave doppia di Untervaldo/Nidvaldo. Fonte: Wikipedia

Che il 40 % dei ticinesi indichi il 1848 e il 30 % il 1291 dice che entrambe le date restano vive. Forse la specificità della Svizzera italiana sta proprio in questo: nell’appartenere a un mito fondativo a cui non si partecipò e, al tempo stesso, nel sapere che il riconoscimento formale della propria identità linguistica arrivò solo cinque secoli e mezzo dopo quel Patto sul Grütli.

C’è un dato cronologico che merita attenzione. Quando la Costituzione federale del 1848 elevò l’italiano a lingua nazionale della Svizzera, l’Italia come Stato non esisteva ancora. Il Regno d’Italia sarebbe nato solo il 17 marzo 1861, con la proclamazione di Vittorio Emanuele II. L’italiano ottenne dunque uno statuto costituzionale in Svizzera tredici anni prima che il Risorgimento portasse alla creazione dello Stato italiano. Per le comunità italofone a sud del Gottardo e nelle valli grigionesi, la lingua fu riconosciuta come patrimonio nazionale da uno Stato federale plurilingue prima ancora che diventasse la lingua ufficiale di uno Stato nazionale costruito attorno ad essa.

Il grafico illustra la struttura dei sistemi parlamentari nei diversi paesi: in arancione sono indicati gli Stati con un sistema monocamerale, mentre in verde quelli che affiancano al sistema monocamerale un organo consultivo. In azzurro-turchese sono evidenziati gli Stati caratterizzati da un sistema bicamerale, in nero quelli privi di un parlamento detentore del potere legislativo e infine in grigio le aree per le quali non sono disponibili dati.
Il grafico illustra la struttura dei sistemi parlamentari nei diversi paesi: in arancione sono indicati gli Stati con un sistema monocamerale (come il Liechtenstein o Andorra), mentre in verde quelli che affiancano al sistema monocamerale un organo consultivo. In azzurro-turchese sono evidenziati gli Stati caratterizzati da un sistema bicamerale, in nero quelli privi di un parlamento detentore del potere legislativo (come il Vaticano oppure UAE) e infine in grigio le aree per le quali non sono disponibili dati. Fonte: Wikipedia

Fonte dei dati: Barometro della coesione in Svizzera, edizione speciale 1° agosto 2026, istituto Sotomo per conto di Feldschlösschen. Campione rappresentativo di 2’495 persone maggiorenni, rilevazione 24 ottobre – 3 novembre 2025.

Un paltò fuori stagione. Settembre 1944 – Maggio 1945

Edizione in italiano. Di Carlo Bava (Autore), Raphael Rues (Curatore).
CHF /EUR 15.00 Insubrica Historica, 2024.

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