Giovedì 25 febbraio 2027 la Società Dante Alighieri e la Società Storica Locarnese propongono la conferenza del Dr. Raphael Rues «Dal 1922 al 1945: come il fascismo e la guerra hanno toccato il Ticino». Il relatore ripercorre i ventitré anni che separano la marcia su Roma dalla fine della Seconda guerra mondiale dal punto di vista di un Cantone di confine, dove la vicinanza con l’Italia ebbe conseguenze dirette sulla vita politica e sociale.

Case d’Italia, consolato e Dante Alighieri a Locarno
La prima parte è dedicata alle Case d’Italia e al ruolo che la Società Dante Alighieri dell’epoca fu costretta ad assumere, diventando un vettore involontario dell’italianità e dell’ideologia fascista. Al centro dell’analisi vi è la presenza consolare fascista a Locarno: le persone principali, il loro modus operandi e i mezzi impiegati per obbligare la popolazione italiana residente a rimanere fedele al regime.

La marcia su Bellinzona e il declino del fascismo ticinese
La conferenza affronta poi il fascismo di matrice ticinese, a partire dalla marcia su Bellinzona del 1934 guidata dal conte Nino Rezzonico, il «Ducetto di Porza». Il movimento si autoeliminò in breve tempo a causa delle controversie interne, che ne impedirono un radicamento nel Cantone.

Ticino e Locarnese tra ambivalenza e Resistenza (1943–1945)
La seconda parte tratta il periodo 1943–1945 e mette in evidenza l’ambivalenza della Svizzera, divisa tra la neutralità ufficiale e la realtà del confine. Nel Locarnese molti cittadini aiutarono la Resistenza italiana, offrendo rifugio, medicinali e sostegno logistico ai partigiani attivi a pochi chilometri dal confine, in particolare nell’Ossola, dove nell’autunno 1944 nacque una repubblica partigiana. Diversi di loro furono condannati per questo aiuto; le Camere federali hanno approvato la legge sulla loro riabilitazione il 19 giugno 2026, ricordata a Locarno con la cerimonia dell’11 agosto 2026.

Epilogo: l’epurazione politica nel dopoguerra
La serata si conclude con un epilogo dedicato all’epurazione politica avvenuta in Ticino dopo il conflitto, quando il Cantone dovette confrontarsi con chi aveva aderito al fascismo o ne aveva sostenuto le organizzazioni.
Raphael Rues è storico, con un dottorato all’Università di Leicester sull’occupazione tedesca dell’Italia settentrionale 1943–1945. È coautore di «Kampfzone Ossola» (con Andrej Abplanalp, Hier und Jetzt, Zurigo 2026) e di «Schmuggellandschaften» (Rotpunktverlag, Zurigo 2026) e cura il blog Insubrica Historica.
Data: giovedì 25 febbraio 2027
Luogo e orario: 18:00 – luogo esatto segue
Organizzazione: Società Dante Alighieri e Società Storica Locarnese
Relatore: Dr. Raphael Rues
Cronologia: il Ticino tra fascismo e guerra
| Data | Evento |
|---|---|
| Ottobre 1922 | Marcia su Roma e presa del potere di Mussolini |
| 1934 | Marcia su Bellinzona guidata da Nino Rezzonico |
| Settembre 1943 | Inizio dell’occupazione tedesca dell’Italia settentrionale |
| Autunno 1944 | Repubblica partigiana dell’Ossola, sostenuta anche dal Locarnese |
| 1945 | Fine della guerra ed epurazione politica in Ticino |
| 19.6.2026 | Le Camere federali approvano la legge di riabilitazione |
| 25.2.2027 | Conferenza di Raphael Rues |
Domande frequenti
Che cos’era la marcia su Bellinzona?
Un’azione dei fascisti ticinesi del 1934 guidata dal conte Nino Rezzonico, detto il «Ducetto di Porza».
Che ruolo ebbe la Società Dante Alighieri durante il fascismo?
Fu costretta a diventare un vettore involontario dell’italianità e dell’ideologia fascista, accanto alle Case d’Italia.

