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Fascismo in Ticino e Locarnese 1922–1945

Date & Time:

February 25 @ 6:00 pm - 7:00 pm

Giovedì 25 febbraio 2027 la Società Dante Alighieri e la Società Storica Locarnese propongono la conferenza del Dr. Raphael Rues «Dal 1922 al 1945: come il fascismo e la guerra hanno toccato il Ticino». Il relatore ripercorre i ventitré anni che separano la marcia su Roma dalla fine della Seconda guerra mondiale dal punto di vista di un Cantone di confine, dove la vicinanza con l’Italia ebbe conseguenze dirette sulla vita politica e sociale.

I Fasci Italiani all’Estero, diretti da Piero Parini – coniugato con la ticinese Rosa Colombi –, miravano a inquadrare gli emigrati italiani nella rete propagandistica del regime. L’immagine ritrae il breve esperimento del Fascio di Locarno, composto quasi interamente da cittadini italiani, evidenziando il tentativo di penetrazione ideologica e politica nel Canton Ticino negli anni Trenta. Fonte: Fondazione Pellegrini Canevascini
I Fasci Italiani all’Estero, diretti da Piero Parini – coniugato con la ticinese Rosa Colombi –, miravano a inquadrare gli emigrati italiani nella rete propagandistica del regime. L’immagine ritrae il breve esperimento del Fascio di Locarno, composto quasi interamente da cittadini italiani, evidenziando il tentativo di penetrazione ideologica e politica nel Canton Ticino negli anni Trenta. Fonte: Fondazione Pellegrini Canevascini

Case d’Italia, consolato e Dante Alighieri a Locarno

La prima parte è dedicata alle Case d’Italia e al ruolo che la Società Dante Alighieri dell’epoca fu costretta ad assumere, diventando un vettore involontario dell’italianità e dell’ideologia fascista. Al centro dell’analisi vi è la presenza consolare fascista a Locarno: le persone principali, il loro modus operandi e i mezzi impiegati per obbligare la popolazione italiana residente a rimanere fedele al regime.

Gli edifici della ex-Casa d'Italia fotografia presa nel 2024. Fonte: Archivio Insubrica Historica
Gli edifici della ex-Casa d’Italia fotografia presa nel 2024. Fonte: Archivio Insubrica Historica

La marcia su Bellinzona e il declino del fascismo ticinese

La conferenza affronta poi il fascismo di matrice ticinese, a partire dalla marcia su Bellinzona del 1934 guidata dal conte Nino Rezzonico, il «Ducetto di Porza». Il movimento si autoeliminò in breve tempo a causa delle controversie interne, che ne impedirono un radicamento nel Cantone.

Effimera pubblicazione fascista ticinese: L'Azione Fascista. Il Partito Fascista Ticinese: Nato negli anni Trenta in un contesto di crisi economica e di forte polarizzazione politica, il movimento tentò di imitare i modelli d'oltralpe e italiani, beneficiando in parte dell'interesse e del sostegno finanziario proveniente dall'Italia fascista. Fonte: Archivio Federale Berna.
Effimera pubblicazione fascista ticinese: L’Azione Fascista. Il Partito Fascista Ticinese: nato negli anni Trenta in un contesto di crisi economica e di forte polarizzazione politica, il movimento tentò di imitare i modelli d’oltralpe e italiani, beneficiando in parte dell’interesse e del sostegno finanziario proveniente dall’Italia fascista. Fonte: Archivio Federale Berna.

Ticino e Locarnese tra ambivalenza e Resistenza (1943–1945)

La seconda parte tratta il periodo 1943–1945 e mette in evidenza l’ambivalenza della Svizzera, divisa tra la neutralità ufficiale e la realtà del confine. Nel Locarnese molti cittadini aiutarono la Resistenza italiana, offrendo rifugio, medicinali e sostegno logistico ai partigiani attivi a pochi chilometri dal confine, in particolare nell’Ossola, dove nell’autunno 1944 nacque una repubblica partigiana. Diversi di loro furono condannati per questo aiuto; le Camere federali hanno approvato la legge sulla loro riabilitazione il 19 giugno 2026, ricordata a Locarno con la cerimonia dell’11 agosto 2026.

Luigi Bovi residente a Losone, venne dopo la fine del conflitto espulso dal Ticino. Il Bovi prese domicilio a Cannobio. Il Console Fabrizio Arlotta fù l’unico diplomatico italiano in Svizzera a rimanere fedele alla Repubblica Sociale Italiana. Fonte: Archivio Federale Berna

Epilogo: l’epurazione politica nel dopoguerra

La serata si conclude con un epilogo dedicato all’epurazione politica avvenuta in Ticino dopo il conflitto, quando il Cantone dovette confrontarsi con chi aveva aderito al fascismo o ne aveva sostenuto le organizzazioni.

Raphael Rues è storico, con un dottorato all’Università di Leicester sull’occupazione tedesca dell’Italia settentrionale 1943–1945. È coautore di «Kampfzone Ossola» (con Andrej Abplanalp, Hier und Jetzt, Zurigo 2026) e di «Schmuggellandschaften» (Rotpunktverlag, Zurigo 2026) e cura il blog Insubrica Historica.

Data: giovedì 25 febbraio 2027
Luogo e orario: 18:00 – luogo esatto segue
Organizzazione: Società Dante Alighieri e Società Storica Locarnese
Relatore: Dr. Raphael Rues

Cronologia: il Ticino tra fascismo e guerra

Data Evento
Ottobre 1922 Marcia su Roma e presa del potere di Mussolini
1934 Marcia su Bellinzona guidata da Nino Rezzonico
Settembre 1943 Inizio dell’occupazione tedesca dell’Italia settentrionale
Autunno 1944 Repubblica partigiana dell’Ossola, sostenuta anche dal Locarnese
1945 Fine della guerra ed epurazione politica in Ticino
19.6.2026 Le Camere federali approvano la legge di riabilitazione
25.2.2027 Conferenza di Raphael Rues

Domande frequenti

Che cos’era la marcia su Bellinzona?
Un’azione dei fascisti ticinesi del 1934 guidata dal conte Nino Rezzonico, detto il «Ducetto di Porza».

Che ruolo ebbe la Società Dante Alighieri durante il fascismo?
Fu costretta a diventare un vettore involontario dell’italianità e dell’ideologia fascista, accanto alle Case d’Italia.