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Walther Rauff: la fuga del criminale nazista, su ARTE

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Rauff portrait Milan April 1945

Milano, 30 aprile 1945. Mentre la città è già nelle mani dell’insurrezione, le truppe americane arrestano nel suo quartier generale milanese il colonnello delle SS Walther Rauff, comandante della polizia di sicurezza e del servizio di sicurezza tedeschi (Sipo-SD) nell’Italia nordoccidentale. Per chi aveva subito la sua repressione, quell’arresto avrebbe dovuto preludere a un processo. Ne seguirono invece quasi quarant’anni di libertà, protezioni e nuovi incarichi, fino alla morte nel suo letto in Cile, nel 1984. È questa traiettoria che ricostruisce il documentario in due parti che ARTE trasmette martedì 10 novembre 2026, con la prima puntata alle ore 20.15 e la seconda alle ore 21.00. Tra gli storici che hanno contribuito al film figurano il dott. Raphael Rues e la dott.ssa Katia Rues, entrambi di Insubrica Historica.

Vista panoramica di Milano ripresa dalla cupola di San Carlo al Corso. In primo piano svetta l'abside del Duomo con la Guglia Maggiore, affiancata dalla ciminiera di via Chiaravalle. Sullo sfondo si distingue la cupola della Galleria Vittorio Emanuele II, immersa nel denso tessuto urbano storico d'epoca. Fonte: Archivio Insubrica Historica
Vista panoramica di Milano ripresa dalla cupola di San Carlo al Corso. In primo piano svetta l’abside del Duomo con la Guglia Maggiore, affiancata dalla ciminiera di via Chiaravalle. Sullo sfondo si distingue la cupola della Galleria Vittorio Emanuele II, immersa nel denso tessuto urbano storico d’epoca. Fonte: Archivio Insubrica Historica

Il titolo tedesco della prima puntata, «Ein NS-Verbrecher auf Jobsuche», un criminale nazista in cerca di lavoro, coglie un aspetto che la storiografia ha messo in luce solo negli ultimi decenni, grazie all’apertura degli archivi dei servizi segreti. Rauff non fu soltanto un fuggiasco. Dopo il 1945 si propose a chiunque potesse avere bisogno delle sue competenze maturate nelle SS e nella Gestapo, e trovò acquirenti in diversi paesi e in diversi campi politici.

Il cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal mostra la foto dell'ufficiale delle SS Walther Rauff (a sinistra) e di un autocarro carrozzeria chiusa (Gaswagen, a destra), sistema di sterminio a gas alla cui realizzazione Rauff contribuì direttamente. Wiesenthal ne denunciò a lungo la latitanza in Cile, sollecitandone invano l'estradizione per i crimini commessi durante la Seconda guerra mondiale. Fonte: Wikipedia
Il cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal mostra la foto dell’ufficiale delle SS Walther Rauff (a sinistra) e di un autocarro carrozzeria chiusa (Gaswagen, a destra), sistema di sterminio a gas alla cui realizzazione Rauff contribuì direttamente. Wiesenthal ne denunciò a lungo la latitanza in Cile, sollecitandone invano l’estradizione per i crimini commessi durante la Seconda guerra mondiale. Fonte: Wikipedia

Walther Rauff e i camion a gas

Nato il 19 giugno 1906 a Köthen, in Sassonia-Anhalt, Rauff servì per tredici anni nella marina militare tedesca, dove conobbe Reinhard Heydrich. Nel 1937 passò al servizio di sicurezza delle SS e all’interno dell’Ufficio centrale per la sicurezza del Reich divenne responsabile degli affari tecnici. In questa funzione, tra il 1941 e il 1942, curò la progettazione e l’impiego dei cosiddetti camion a gas. Quando le fucilazioni di massa condotte dalle Einsatzgruppen nei territori occupati dell’Europa orientale vennero giudicate «troppo gravose» per i soldati che le eseguivano, a Rauff fu chiesto di trovare una soluzione più «efficiente». Il risultato furono autocarri chiusi nei quali i gas di scarico venivano convogliati nel vano di carico: camere a gas mobili in cui le vittime, in grande maggioranza ebree, morivano durante il trasporto. Sotto la sua supervisione furono allestiti e inviati al fronte circa venti di questi veicoli. Le stime sul numero delle vittime variano a seconda delle fonti tra circa 100’000 e oltre 200’000 persone.

L'Hotel Regina in via Silvio Pellico a Milano fu, tra il 1943 e il 1945, la sede del comando del Sicherheitsdienst (SD) e della Sicherheitspolizei in Lombardia, guidato dall'SS-Standartenführer Walther Rauff. Walther Rauff: Ufficiale delle SS, fu uno dei principali responsabili dello sviluppo e dell'impiego dei Gaswagen (autocarri a gas) per lo sterminio. A Milano diresse la repressione antipartigiana e la deportazione degli ebrei. Catturato nel 1945, fuggì in Sudamerica, stabilendosi in Cile, dove morì nel 1984 senza mai essere estradato. Fonte: Wikipedia
L’Hotel Regina in via Silvio Pellico a Milano fu, tra il 1943 e il 1945, la sede del comando del Sicherheitsdienst (SD) e della Sicherheitspolizei in Lombardia, guidato dall’SS-Standartenführer Walther Rauff. Walther Rauff: Ufficiale delle SS, fu uno dei principali responsabili dello sviluppo e dell’impiego dei Gaswagen (autocarri a gas) per lo sterminio. A Milano diresse la repressione antipartigiana e la deportazione degli ebrei. Catturato nel 1945, fuggì in Sudamerica, stabilendosi in Cile, dove morì nel 1984 senza mai essere estradato. Fonte: Wikipedia

Tunisia e Italia settentrionale, 1942–1945

Nel novembre 1942 Rauff giunse in Tunisia alla testa di un commando delle SS, come capo della polizia di sicurezza e del servizio di sicurezza. Organizzò la persecuzione della minoranza ebraica tunisina attraverso il terrore individuale, l’isolamento sociale, il lavoro forzato e la spoliazione economica, e pianificò la deportazione degli ebrei nordafricani. Il progetto non fu realizzato soltanto perché le forze dell’Asse furono sconfitte in Nordafrica nella primavera del 1943.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 Rauff fu trasferito in Italia. Con sede a Milano, guidò la polizia di sicurezza nell’Italia nordoccidentale, un territorio che comprendeva anche le regioni di confine con la Svizzera (vedi questo nostro approfondimento). Sotto il suo comando si svolsero operazioni brutali contro il movimento partigiano e la persecuzione della popolazione ebraica. Per chi studia la storia dell’Insubria in quegli anni, il suo nome appartiene all’apparato che determinò la vita quotidiana tra Milano, i laghi e le valli alpine, nel periodo in cui migliaia di persone cercarono rifugio oltre la frontiera ticinese e vallesana.

Quando la sconfitta divenne inevitabile, Rauff cambiò strategia. Nelle ultime settimane di guerra fu coinvolto nella fase finale delle trattative segrete per la resa delle forze tedesche in Italia, condotte dalla Svizzera da Allen Dulles, allora responsabile a Berna dell’Office of Strategic Services americano e più tardi direttore della CIA. Allo stesso tempo coltivò contatti con ambienti della Chiesa cattolica, tra cui il vescovo austriaco Alois Hudal, rettore del collegio di Santa Maria dell’Anima a Roma. Come mostra il documentario, i servizi americani dimostrarono scarso interesse per una sua incriminazione. Con l’avvio della guerra fredda, ex nazisti dotati di esperienza nei servizi segreti e nella lotta contro i comunisti cominciarono a essere considerati alleati utili contro l’Unione Sovietica.

Targa commemorativa situata a Milano in via Silvio Pellico, luogo dove sorgeva l'Albergo Regina, sede del quartiere generale delle SS e della Gestapo dal 13 settembre 1943. La lapide ricorda gli antifascisti, resistenti ed ebrei qui reclusi, torturati e deportati verso i campi di concentramento e sterminio. Fonte: Archivio Insubrica Historica
Targa commemorativa situata a Milano in via Silvio Pellico, luogo dove sorgeva l’Albergo Regina, sede del quartiere generale delle SS e della Gestapo dal 13 settembre 1943. La lapide ricorda gli antifascisti, resistenti ed ebrei qui reclusi, torturati e deportati verso i campi di concentramento e sterminio. Fonte: Archivio Insubrica Historica

La fuga da Rimini a Roma e Damasco

Dopo l’arresto del 30 aprile 1945, Rauff fu trasferito in un centro britannico per gli interrogatori a Firenze e in seguito internato in un campo di prigionia a Rimini. Riuscì a evadere, si nascose in conventi italiani e trovò rifugio a Roma. Da lì contribuì a organizzare la fuga di altri criminali nazisti verso il Medio Oriente. Alla fine degli anni Quaranta divenne consigliere personale del dittatore siriano Husni az-Za’im. In questa fase, documenta il film, perfino i servizi segreti israeliani entrarono in contatto con lui per ottenere informazioni sull’esercito siriano. Il rovesciamento di Za’im con un nuovo colpo di stato mise fine a questa parentesi; Rauff passò per Beirut, rientrò in Italia e nel 1949 partì per l’America latina.

Raphal Rues in colloquio con il regista Jean-Christophe Klotz durante la realizzazione del documentario su Walther Rauff presso il CDEC di Milano. Fonte: Archivio Insubrica Historica
Raphal Rues in colloquio con il regista Jean-Christophe Klotz durante la realizzazione del documentario su Walther Rauff presso il CDEC di Milano. Fonte: Archivio Insubrica Historica

Rauff in Cile, tra BND e Pinochet

La seconda puntata segue Rauff oltre l’Atlantico. In Ecuador, dove si stabilì dapprima, conobbe il giovane ufficiale cileno Augusto Pinochet e Manuel Contreras, due uomini che avrebbe ritrovato anni dopo in Cile. Nel 1958 si trasferì in Cile, ottenendo l’anno seguente la residenza permanente. Dalla sua nuova patria, nel sud del paese, rimase in contatto con diversi servizi segreti interessati alla sua «competenza» acquisita nelle SS e nella Gestapo. Gli atti della CIA e del Bundesnachrichtendienst (BND), il servizio d’informazioni esterno della Repubblica federale di Germania, permettono di seguirne il percorso con una precisione che fino a pochi anni fa non era possibile.

Kampfzone Ossola: Der Widerstand an der Schweizer Südgrenze 1943–1945

Das Buch «Kampfzone Ossola» beleuchtet die Rolle der Schweiz – insbesondere des Tessins und des Wallis – im Widerstandskampf an der Südgrenze während der letzten Kriegsjahre 1943–1945. Es zeigt, wie die Schweizer Neutralität in der Praxis weit mehr war als blosses Abseits­stehen: Durch die Aufnahme von Flüchtlingen und die Unterstützung der Partisanen im Ossolagebiet wurden Tausende Menschenleben gerettet. 80 Jahre danach schliesst das Werk eine Lücke in der Schweizer Geschichtsschreibung und liefert einen wichtigen Beitrag zur laufenden parlamentarischen Debatte um die Rehabilitierung jener Schweizerinnen und Schweizer, die den Widerstand in Norditalien unterstützten.

Più Informazioni

Nel quadro della lotta anticomunista, il BND reclutò Rauff come informatore tra il 1958 e il 1962. Protetto da ex nazisti presenti nelle amministrazioni della Germania occidentale, poté recarsi nella Repubblica federale nonostante un mandato d’arresto per crimini nazisti. La situazione cambiò con il processo contro Adolf Eichmann a Gerusalemme nel 1961, durante il quale emerse pubblicamente il suo ruolo decisivo nell’impiego dei camion a gas. Per timore di essere accusate di complicità, le autorità tedesche presentarono una domanda di estradizione. Il 19 dicembre 1962 Rauff fu arrestato in Cile, ma la procedura si protrasse fino a quando i suoi crimini risultarono prescritti secondo il diritto cileno. La Corte suprema respinse l’estradizione e Rauff tornò in libertà. Solo all’inizio del 1963, dopo che la domanda tedesca era diventata di dominio pubblico, il BND interruppe il rapporto.

Nel 1959, la Repubblica Federale Tedesca (BRD) rilasciò a Walther Rauff un passaporto ufficiale valido. Questo fu possibile perché, dal 1958 al 1962, il servizio segreto della Germania Ovest (BND) reclutò Rauff in Sudamerica come agente informativo con lo pseudonimo "Enrico Gomez", stipendiarlo ed emettendo documenti che ne agevolarono la latitanza e i viaggi. Fonte: ArteTV
Nel 1959, la Repubblica Federale Tedesca (BRD) rilasciò a Walther Rauff un passaporto ufficiale valido. Questo fu possibile perché, dal 1958 al 1962, il servizio segreto della Germania Ovest (BND) reclutò Rauff in Sudamerica come agente informativo con lo pseudonimo “Enrico Gomez”, stipendiarlo ed emettendo documenti che ne agevolarono la latitanza e i viaggi. Fonte: ArteTV

Dopo il colpo di stato di Pinochet dell’11 settembre 1973, Rauff trovò un nuovo impiego. Come uomo di fiducia di Manuel Contreras, capo della polizia segreta della dittatura, partecipò attivamente alla persecuzione degli oppositori. Il documentario ne ricostruisce i legami con il campo di detenzione sull’isola Dawson e con la Colonia Dignidad, la setta fondata da ex nazisti tedeschi nel sud del Cile, dove furono commessi torture e abusi su minori. Le richieste internazionali di estradizione, ripresentate negli anni successivi, rimasero senza esito.

Mandato di cattura emesso nel 1961 dal Tribunale distrettuale di Hannover (Amtsgericht Hannover) nei confronti di Walther Rauff per i crimini commessi durante la Seconda guerra mondiale. Fonte: Archivio federale svizzero, Berna.
Mandato di cattura emesso nel 1961 dal Tribunale distrettuale di Hannover (Amtsgericht Hannover) nei confronti di Walther Rauff per i crimini commessi durante la Seconda guerra mondiale. Fonte: Archivio federale svizzero, Berna.

Walther Rauff morì a Santiago del Cile il 14 maggio 1984. Al suo funerale gli ultimi sostenitori lo salutarono con il saluto hitleriano. L’immagine chiude un arco che dalla Milano liberata del 1945 porta alla dittatura cilena degli anni Ottanta: un uomo responsabile di un nuovo metodo di uccisione di massa che non fu mai processato, non perché fosse introvabile, ma perché per decenni diversi governi, servizi segreti e istituzioni lo ritennero più utile in libertà che davanti a un tribunale.

Milano, 30 aprile 1945: un primo piano dell'SS-Standartenführer Walther Rauff durante le fasi della resa dell'Albergo Regina. Dopo aver condotto la repressione e le deportazioni in Lombardia, Rauff si consegnò alle truppe americane per scampare alla giustizia partigiana e al linciaggio della folla. Fonte: ArteTV
Milano, 30 aprile 1945: un primo piano dell’SS-Standartenführer Walther Rauff durante le fasi della resa dell’Albergo Regina. Dopo aver condotto la repressione e le deportazioni in Lombardia, Rauff si consegnò alle truppe americane per scampare alla giustizia partigiana e al linciaggio della folla. Fonte: ArteTV

Il documentario ARTE del 10 novembre 2026

Il valore del documentario risiede nella quantità e nella qualità del materiale d’archivio, che permette di seguire non solo la fuga di un singolo criminale, ma anche la rete di aiuti, complicità e calcoli politici che la resero possibile. Per il pubblico svizzero e insubrico la vicenda ha un interesse particolare: passa per la Milano occupata, per le trattative condotte da Berna nell’ultima fase della guerra e per le vie di fuga attraverso l’Italia che, dopo il 1945, furono percorse da numerosi esponenti del regime nazista.

La prima puntata va in onda su ARTE martedì 10 novembre 2026 alle ore 20.15, la seconda lo stesso giorno alle ore 21.00. Il documentario è trasmesso in tedesco e in francese ed è di norma disponibile anche sulla piattaforma ARTE.tv.

Milano, 30 aprile 1945: l'SS-Standartenführer Walther Rauff (al centro) all'esterno dell'Hotel Regina poco prima della resa. Rauff trattò la consegna del comando delle SS direttamente con i rappresentanti del Comitato di Liberazione Nazionale e delle forze alleate per evitare il linciaggio da parte della popolazione. Fonte: ArteTV
Milano, 30 aprile 1945: l’SS-Standartenführer Walther Rauff (al centro) all’esterno dell’Hotel Regina poco prima della resa. Rauff trattò la consegna del comando delle SS direttamente con i rappresentanti del Comitato di Liberazione Nazionale e delle forze alleate per evitare il linciaggio da parte della popolazione. Fonte: ArteTV

FAQ su Walther Rauff

Chi era Walther Rauff?
Walther Rauff (1906–1984) era un colonnello delle SS che tra il 1941 e il 1942 curò lo sviluppo dei camion a gas, guidò la polizia di sicurezza in Tunisia e nell’Italia nordoccidentale e morì in Cile senza essere mai processato.

Che cosa erano i camion a gas nazisti?
Erano autocarri chiusi nei quali i gas di scarico venivano convogliati nel vano di carico, così che le vittime morivano durante il trasporto; sotto la supervisione di Rauff ne furono allestiti circa venti.

Come riuscì Walther Rauff a sfuggire alla giustizia?
Evase da un campo di prigionia a Rimini, trovò aiuto in ambienti ecclesiastici, tra cui il vescovo Alois Hudal, e lavorò in seguito per diversi servizi segreti; in Cile la Corte suprema respinse nel 1962 l’estradizione perché i reati erano prescritti.

Quando va in onda il documentario di ARTE su Walther Rauff?
Martedì 10 novembre 2026, con la prima puntata alle ore 20.15 e la seconda alle ore 21.00.

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