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Villa Caramora: storia della villa e di Ernst Weis

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Uno degli aspetti più interessanti nella presenza delle forze tedesche e fasciste nella regione del Lago Maggiore, è l’uso che viene fatto di un’imponente villa, conosciuta come Villa Caramora, posta all’ingresso della città di Verbania, se si viene dalla statale di Cannobio-Ghiffa. In questo breve articolo riportiamo la storia di questa villa, ma anche del suo occupante nel giugno 1944, cioè il capitano della SS-Polizei Ernst Weis. Su di lui avevamo già scritto precedentemente in Insubrica Historica.

La famiglia Caramora e la costruzione della villa

La villa prende il nome dalla famiglia Caramora, di cui è possibile – grazie ad un contributo di Giovanni Silengo apparso su Verbanus 2001 – ricostruire l’intreccio di matrimoni e successioni a partire dal XVI secolo, con un capostipite noto, Giovanni Giacomo, attivo nel 1530. La linea che interessa la storia della villa parte da Pietro Luigi Caramora (1796-1855), che dalla moglie Caterina Francetti ebbe nove figli; tra questi si distinguono Vittore (1827-1891), ingegnere e uomo d’affari rimasto scapolo, ed Edoardo (1835-1896), che nel 1861 sposò Margherita Cannetta.

Vittore Caramora fu il personaggio più noto della famiglia: collaborò con Antonio Rossi, capo dell’Ufficio del Genio Civile di Pallanza, ed ebbe rapporti anche con Massimo d’Azeglio; lavorò come libero professionista in ambito idraulico e stradale e partecipò, dal 1872 al 1876, alla costruzione del Canale Türr in Ungheria su incarico del generale Stefano Türr, eroe del Risorgimento ungherese.

Canale Türr, nell'immagine alla pos.7. Nel 1900, la chiusa elettrificata Türr a Ó-Becse completò la modernizzazione del Canale Francesco tra Danubio e Tibisco. L'opera prende il nome da István Türr, celebre generale garibaldino ed eroe dei Mille. Rientrato dall'Italia, il patriota ungherese applicò la sua geniale visione ingegneristica alla canalizzazione della Bácska, unendo idealmente il risorgimento italiano al progresso idraulico danubiano.
Canale Türr, nell’immagine alla pos.7 (sul centro-destra dell’immagine). Nel 1900, la chiusa elettrificata Türr a Ó-Becse completò la modernizzazione del Canale Francesco tra Danubio e Tibisco. L’opera prende il nome da István Türr, celebre generale garibaldino ed eroe dei Mille. Rientrato dall’Italia, il patriota ungherese applicò la sua geniale visione ingegneristica alla canalizzazione della Bácska, unendo idealmente il risorgimento italiano al progresso idraulico danubiano. Fonte: ResearchGate

Con i profitti ottenuti investì, insieme a Giuseppe Castelli e Giovanni Franzi, nell’acquisto di terreni di provenienza ecclesiastica messi all’asta nel Viterbese; nel gennaio 1877 gli fu assegnata la tenuta di San Giuliano di Toscanella, di 1363,54 ettari, dove morì nel 1891, lasciando la propria fortuna in usufrutto al fratello Edoardo e in eredità al nipote Giovanni. Fu proprio Giovanni Caramora (1865-1917), figlio di Edoardo, a ideare la villa nei minimi dettagli: la domanda di licenza edilizia risale al 9 marzo 1901, i lavori iniziarono il 25 aprile dello stesso anno e l’edificio fu consegnato alla sposa nel luglio 1903, in occasione del matrimonio di Giovanni con Amalia, figlia dello storico Carlo Müller e appartenente alla famiglia dei Müller di Andermatt.

Villa Caramora e il capitano Ernst Weis

Ernst Weis nasce a Stettino il 20.6.1894. Non è noto se Weis partecipa alla Prima Guerra Mondiale. Il fatto che avesse 20 anni nel 1914, lascia presupporre che vi abbia partecipato, perlomeno viene decorato con una Croce di Ferro. Dopo il conflitto mondiale, è probabile che passi un periodo difficile, come diversi altri tedeschi della sua età. Le sanzioni alleate combinate alla crisi economica e politica della Repubblica di Weimar, fanno si che diversi giovani reduci assumano facilmente un orientamento politico di estrema destra.

Immagine di Ernst Weis con i gradi di tenente colonello, fotografia probabilmente del 1940. Fonte: Insubrica Historica
Immagine di Ernst Weis con i gradi di tenente colonello, fotografia probabilmente del 1940. Fonte: Insubrica Historica

Di Weis sappiamo per certo che segue una formazione nella Polizei a Recklinghausen (zona della Ruhr) e che aderisce all’NSDAP già nel 1933. Un dettaglio interessante, è che proprio a Recklinghausen, abbiamo un altro ufficiale della Waffen-SS Italiana e della SS-Polizei attivo in Ossola. Ovvero il capitano Hauptsturmführer SS Friedrich Noweck, il quale ritornerà a Recklinghausen addirittura dopo il conflitto, ricoprendo fino al suo pensionamento attorno al 1970, il grado di commissario di polizia nella Repubblica Federale Tedesca.

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Daniel J. Goldhagen - famoso quanto discusso - storico umano, il primo a mettere in evidenza l'operato dei battaglioni di polizia sul fronte orientale.
Daniel J. Goldhagen – famoso quanto discusso – storico umano, il primo a mettere in evidenza l’operato dei battaglioni di polizia sul fronte orientale.

Ritornando a Weis, sappiamo che ottiene il grado di ufficiale – secondo certe fonti Major maggiore – della Schutzpolizei. Viene poi nominato primo comandante del Polizei-Bataillon 65 (Colonia) dal settembre al novembre 1939. Più tardi viene trasferito al comando del Polizei-Ausbildungs-Bataillon “A”309: con questa unità serve a Radom, Polonia centro orientale, dal settembre 1940 al maggio 1941.

La carriera di Weis nella Polizei e sul fronte orientale

Weis, al comando del Pol.Btl.309 sul fronte orientale nella zona di Bialystok (oggi Polonia nord-orientale, al confine con la Bielorussia), si fa una reputazione sterminando ebrei e civili; viene decorato per i massacri ordinati con la Croce di Ferro di II Classe. Lo storico americano Daniel Goldhagen ne riporta nel suo lavoro “i volenterosi carnefici” brevemente i dettagli degli eccidi commessi da questo ufficiale sul fronte polacco.

"Una pattuglia della Ordnungspolizei si è imbattuta in armi e attrezzature belliche nascoste". (Serie di cartoline: Kriegs-Winter-Hilfswerk 1939/40). Fonte: Insubrica Historica
“Una pattuglia della Ordnungspolizei si è imbattuta in armi e attrezzature belliche nascoste”. (Serie di cartoline: Kriegs-Winter-Hilfswerk 1939/40). Fonte: Insubrica Historica

Un dettaglio non trascurabile è il luogo geografico di questi eccidi. In Occidente abbiamo la tendenza ad associare la Shoah, l’eccidio di ebrei prevalentemente con i campi di sterminio, a noi conosciuti, come per esempio Auschwitz-Birkenau, Dachau oppure Bergen-Belsen. Lo sterminio di ebrei avviene però per almeno l’80% altrove. Direttamente sulla cintura che parte dai paesi baltici per raggiungere il Mar Nero. È in questo lembo di territorio che almeno 4-5 Milioni di ebrei, rimasti quasi tutti senza identità, vengono sterminati.

Pattuglia della SS-Polizei e Ordnungspolizei sul fronte Orientale. (Serie di cartoline: Il giorno della polizia tedesca 1942). Fonte: Insubrica Historica
Pattuglia della SS-Polizei e Ordnungspolizei sul fronte Orientale. (Serie di cartoline: Il giorno della polizia tedesca 1942). Fonte: Insubrica Historica

Ritornando a Weis, sappiamo che dall’1.8.1942 fino al suo arrivo all’SS-Pol.Rgt.15, rimane a Vienna come coordinatore e comandante della protezione aerea al comando della Schutzpolizei. Weis si unisce all’SS-Pol.Rgt.15 primavera del 1944. È un trasferimento forzato, dato che Weis reclama per diversi mesi una posizione operativa presso i superiori. A malavoglia gli viene affidato il SS-Pol.Rgt.15. Il motivo, di questa assegnazione, è quello di portare esperienza pratica nello Stato Maggiore di questo reggimento di Polizei. Weis, pur avendo sterminato ebrei, aveva sulla carta più esperienza pratica, che l’allora comandante del Reggimento, Ludwig Buch. In questo modo l’arrivo di Weis permette a Buch di passare un periodo di più mesi direttamente nello Stato Maggiore del Bandenbekämpfungsstab Italien West, comandato da Willy Tensfeld.

Rastrellamento Val Grande – La morte dei fratelli Vigorelli

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L’arrivo a Villa Caramora e il rastrellamento del giugno 1944

Per conto di Willy Tensfeld, Weis dirige le seguenti operazioni a livello di reggimento: “Habicht”, 10-13 maggio 1944, zona Sangone, valle del Sangonetto (impiegati 50 ufficiali e 2000 uomini); “Amburgo”, 27 maggio-3 giugno 1944, zona Susa, Chisone e Germanasco (impiegati 110 ufficiali e 3000 uomini); “Colonia”, 11-22 giugno 1944, zona Intra, lago Maggiore (impiegati 200 ufficiali e 4200 uomini).
In Ossola, e in particolare a Villa Caramora, appare solo temporaneamente sempre in veste di tenente colonnello dell’SS-Pol.Rgt.15. L’unica volta che vi appare è proprio durante il grande rastrellamento del giugno 1944, conosciuto come operazione Köln. In questa occasione soggiorna direttamente presso Villa Caramora.

Immagine di Villa Caramora presa dalla strada statale. Fonte: Insubrica Historica
Immagine di Villa Caramora presa dalla strada statale. Fonte: Insubrica Historica

Momentaneamente disabitata, la Villa viene usata dai tedeschi come luogo di comando, ma anche di tortura. Nello stesso scantinato della Villa, durante il periodo 19-20 giugno 1944, vengono portati una cinquantina di partigiani e civili precedentemente catturati in Val Grande.

Elementi della SS-Polizei scortano nel pomeriggio del 20.6.1944 il gruppo di partigiani che verrà poi fucilato dopo poche ore, nel tardo pomeriggio, a Fondotoce. Fonte: Casa della Resistenza
Elementi della SS-Polizei scortano nel pomeriggio del 20.6.1944 il gruppo di partigiani che verrà poi fucilato dopo poche ore, nel tardo pomeriggio, a Fondotoce. Fonte: Casa della Resistenza

Il gruppo partigiano appartiene in sostanza ad un gruppo più numeroso che era stato gestito dal comandante partigiano Mario Muneghina. Trovandosi in difficoltà durante il rastrellamento, lo stesso Muneghina con pochi subalterni, aveva abbandonato il gruppo, e riuscendo a mettersi in salvo sopra le gallerie di Finero, direttamente a ridosso del confine elvetico con le Centovalli.

In primo piano a sinistra capitano della SS-Polizei con una staffetta, pomeriggio del 20.6.1944 il gruppo di partigiani verrà poi fucilato dopo poche ore, nel tardi pomeriggio, a Fondotoce. Fonte: Casa della Resistenza
In primo piano a sinistra capitano della SS-Polizei con una staffetta, pomeriggio del 20.6.1944 il gruppo di partigiani verrà poi fucilato dopo poche ore, nel tardi pomeriggio, a Fondotoce. Fonte: Casa della Resistenza

La fucilazione dei partigiani a Fondotoce

Weis, dopo aver ordinato la fucilazione dei 43 partigiani e civili a Fondotoce il 20 giugno 1944, ne approffittò anche per festeggiare, in pompa magna anche il suo 50esimo compleanno. Una festa di cattivo gusto, se si legge la testimonianza delle persone detenute nello scantinato, in particolare le memorie dell’ex giudice fascista Emilio Liguori, caduto nel frattempo in disgrazia, e catturato appunto dai tedeschi.

Elementi della SS-Polizei scortano nel pomeriggio del 20.6.1944 il gruppo di partigiani che verrà poi fucilato dopo poche ore, nel tardi pomeriggio, a Fondotoce. Dettaglio del cartellone, scritto in un italiano abbastanza particolare. Quasi fosse una diretta traduzione dal tedesco: Sind das die Befreier Italiens oder sind es die Banditen? Fonte: Casa della Resistenza
Elementi della SS-Polizei scortano nel pomeriggio del 20.6.1944 il gruppo di partigiani che verrà poi fucilato dopo poche ore, nel tardi pomeriggio, a Fondotoce. Dettaglio del cartellone, scritto in un italiano abbastanza particolare. Quasi fosse una diretta traduzione dal tedesco: Sind das die Befreier Italiens oder sind es die Banditen? Fonte: Casa della Resistenza

Terminata la festa di compleanno, Weis venne immediatamente trasferito il giorno dopo. Assunse dal 21 giugno 1944 il comando del Reggimento Gal.SS- Freiw.Rgt.7 (Polizia) presso Galatz (est della Romania). Nonostante abbia fatto di tutto per essere promosso a colonnello, rimane tenente colonnello fino alla fine delle ostilità, trascorrendo l’ultimo mese del conflitto in un ospedale di polizia a Karlovy Vary (Boemia).

Un paltò fuori stagione. Settembre 1944 – Maggio 1945

Edizione in italiano. Di Carlo Bava (Autore), Raphael Rues (Curatore).
CHF /EUR 15.00 Insubrica Historica, 2024.

Più Informazioni

Dopo il conflitto, si trasferisce a Mönchengladbach, chiedendo invano nel 1947 di essere reintegrato nella polizia. Il territorio della Ruhr e gestito dalle forze inglesi, che nonostante abbiano quasi totalmente integrato nella Polizei i gradi subalterni, hanno comunque il riflesso di non ammettere Weis nella Polizei.

Si puo immaginare che la vita di Weis in questo frangente fosse molto precaria. Mancanza di lavoro, pochi mezzi finanziari a disposizione, ma pur sempre vivo. Weis viene identificato grazie alle informazioni ottenute dalla Sonderkommission dell’LKA Baden-Württemberg, viene interrogato per la prima volta sui fatti di Bialystok nel 1960, negando naturalmente qualsiasi coinvolgimento nei massacri ed eccidi di ebrei.

Muore nell’agosto 1964, mentre è sotto inchiesta preliminare della Procura di Mönchengladbach.

Villa Caramora oggi: il Percorso della Speranza

Villa Caramora dall’ottobre 2023 è anche un punto storico del “Percorso della Speranza“. Un percorso fra Verbania, Cannobio, Brissago e Ascona, che permette di ripercorrere il tragitto di ebrei, partigiani e fuggiaschi tra gli anni 1943 e 1945. In quel periodo, partendo dall’Italia devastata dalla guerra e dalle leggi razziali, molte persone trovarono rifugio nella vicina Svizzera. La fratellanza e l’accoglienza che hanno caratterizzato le relazioni tra le popolazioni dei due paesi confinanti hanno consentito alla maggior parte delle persone giunte di essere ospitate nella Confederazione Elvetica, salvandosi la vita. Il “Percorso della Speranza” è un progetto concepito dalla Fondazione Monte Verità e Insubrica Historica.

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