Marco Pannella (Teramo, 1930 – Roma, 2016), fondatore del Partito Radicale, era figlio della vodese Andrée Estachon e dell’ingegnere abruzzese Leonardo Pannella. La sua storia svizzera, le origini familiari, il bilinguismo e le radici transalpine.
Giacinto Marco Pannella: nascita a Teramo, Via Giacinto Pannella
A quasi nove anni dal suo decesso, vi proponiamo un contributo sulla figura dello “svizzero” Marco Pannella. Un nome che, per generazioni di italiani, evoca immagini di battaglie politiche, digiuni, occupazioni di edifici pubblici e un’incessante lotta per i diritti civili. Una figura controversa, amata e odiata in egual misura, che ha lasciato un’impronta indelebile sulla storia della vicina penisola. La sua vita, costellata di successi e di sconfitte, è stata un lungo e appassionato percorso in difesa delle libertà individuali e della democrazia. Marco Pannella era appunto anche in un certo modo svizzero, dato che la madre era nata nel Canton Vaud. In questo breve studio cerchiamo di ricostruire la sua storia “svizzera”.
Nasce a Teramo, in Via Giacinto Pannella (negli Abruzzi, vicino a Pescara) il 2 maggio 1930. La via porta il nome del prozio paterno, il sacerdote e letterato Giacinto Pannella (1847–1927), in onore del quale gli fu imposto il nome di battesimo Giacinto. Padre italiano, Leonardo Pannella (1898-1986), un ingegnere appartenente ad una famiglia dell’agiata borghesia agraria abruzzese, e da madre vodese, Andrée Estachon (1900-1983).

Marco Pannella fin da giovane dimostrò una spiccata sensibilità sociale e un forte desiderio di cambiamento. Pannella cresce anche completamente bilingue italiano-francese, come lo mostra questa rara intervista della Televisione Svizzera Francese realizzata l’11 settembre 1970 a riguardo della situazione del divorzio in Italia.
Andrée Estachon: la madre vodese
Il francese padroneggiato da Marco Pannella si distingue per la sua raffinatezza e complessità, caratterizzato da un vocabolario sofisticato e particolarmente ricco, soprattutto nell’ambito della terminologia giuridica. Contrariamente a quanto si potrebbe supporre, il suo accento non riflette tanto le inflessioni tipiche della Svizzera francofona, in particolare del Canton Vaud, quanto piuttosto le cadenze della Francia metropolitana.
Questa peculiarità linguistica si allinea con le origini familiari di Pannella: sua madre, pur essendo nata in Svizzera da una famiglia di albergatori, porta il cognome Estachon, che non ha radici tipicamente elvetiche. L’analisi onomastica rivela infatti che il cognome Estachon ha una distribuzione e un’origine marcatamente francesi, con una presenza significativa nel Sud-Est della Francia, in particolare nei dipartimenti delle Alpi Marittime (06), delle Alpi dell’Alta Provenza (04) e delle Bouches-du-Rhône (13). In queste regioni si riscontra anche la variante Estachy, diffusa nelle Hautes-Alpes (05).
Sebbene inizialmente si possa ipotizzare una derivazione diminutiva dal nome proprio Eustache, approfondimenti etimologici suggeriscono una probabile origine toponimica. Il termine sarebbe infatti riconducibile alla parola occitana “estaca”, che designa un palo, spesso utilizzato per legare gli animali, e per estensione potrebbe riferirsi a un recinto.
A supporto di questa tesi, si noti che Estachy è il nome di una frazione del comune di Rambaud nelle Hautes-Alpes, mentre Estachon identifica una località nel comune di Saint-Geniez, nelle Alpi dell’Alta Provenza. Queste correlazioni geografiche e linguistiche gettano nuova luce sulle radici culturali di Pannella, evidenziando un intreccio tra la sua eloquenza in francese durante l’intervista della TSR e un retaggio familiare profondamente legato al territorio transalpino.

In un’intervista del 1975 rilasciata a Playbox Italia (sic) Marco Pannella riconferma, pur essendo “svizzero” di madre, passò diverso tempo della sua infanzia in Francia. Il papà Leonardo aveva studiato ingegneria a Torino e Grenoble. Lì aveva conosciuto la futura sposa Andrée Estachon, di nazionalità francese ma nata in Svizzera da una famiglia di albergatori.
Un paltò fuori stagione. Settembre 1944 – Maggio 1945
Edizione in italiano. Di Carlo Bava (Autore), Raphael Rues (Curatore).
CHF /EUR 15.00 Insubrica Historica, 2024.
Le battaglie politiche
La sua formazione intellettuale, nutrita da una profonda conoscenza della storia e del pensiero politico, lo portò ben presto a impegnarsi attivamente nella vita pubblica. Fu così che, negli anni Sessanta, aderì al Partito Radicale, una piccola formazione politica che si proponeva di portare avanti battaglie civili e di riformare radicalmente lo Stato. Pannella, con la sua energia e la sua determinazione, divenne ben presto il volto più noto e rappresentativo del partito.

La figura di Marco Pannella è stata spesso al centro di polemiche e di accuse. Le sue azioni di disobbedienza civile, come i digiuni e le occupazioni di edifici pubblici, lo misero più volte a confronto con le istituzioni e con l’opinione pubblica. Molti lo accusarono di essere un provocatore e di voler screditare le istituzioni democratiche. Tuttavia, Pannella ha sempre sostenuto che le sue azioni erano giustificate dalla necessità di far emergere questioni cruciali e di stimolare il dibattito pubblico. Per maggiori dettagli sulle sue battaglie politiche vedi l’appendice di questo contributo.

Mirella Parachini: la compagna di una vita
Accanto a Pannella, per quasi quattro decenni, ci fu Mirella Parachini. Nata a Bruxelles da madre italiana e padre belga, la Parachini era ginecologa di professione e militante storica del Partito Radicale. Fu al fianco di Pannella nella campagna per la legalizzazione dell’aborto del 1978, portando nella battaglia politica la competenza medica e l’esperienza diretta di chi conosceva le conseguenze degli aborti clandestini sulla salute delle donne.

I due convissero per circa trent’anni in una relazione che Pannella, con la franchezza che lo caratterizzava, definì sempre aperta. “Potevamo avere, e avevamo, anche altre storie”, dichiarò nel 2010 alla rivista Chi. “Ne parlavamo prima e durante, senza che nulla ci abbia potuto mai dividere.” La separazione, avvenuta dopo i trent’anni di convivenza, fu da Pannella definita “solo logistica, forse perché stiamo troppo bene insieme”. La Parachini rimase al suo fianco fino alla morte, nel maggio 2016. Non ebbero figli insieme; Pannella dichiarò nel 2015 di ritenere possibile di aver avuto un figlio da una relazione con un’altra donna, sposata, di cui aveva perso le tracce.
La morte e l’eredità
Marco Pannella è stato un personaggio complesso e controverso, ma indubbiamente ha lasciato un segno profondo nella storia della Repubblica. Grazie al suo impegno instancabile, l’Italia è oggi un paese più libero e più democratico. Il suo metodo politico, basato sulla nonviolenza e sulla disobbedienza civile, ha ispirato generazioni di attivisti. Tuttavia, è importante sottolineare che la sua eredità è ambivalente. Alcune delle sue battaglie sono state vinte, ma altre restano ancora aperte. Sta a noi raccogliere il suo testimone e continuare a lottare per un mondo più giusto e più equo.
Pannella muore poco prima delle 14:00 del 19 maggio 2016, all’età di 86 anni, presso la clinica Nostra Signora della Mercede a Roma, dove era ricoverato dal giorno prima per il peggiorare delle condizioni di salute. Sulla madre di Marco Pannella non vi sono molte notizie, qui si può trovare una rara fotografia della madre Andrée Estachon con il padre Leonardo Pannella. Sappiamo che morì nel 1983, all’età di 81 anni, nelle vicinanze di Losanna (Canton Vaud). Già da diverso tempo viveva in Svizzera con il marito, Leonardo Pannella.

Scheda biografica di Marco Pannella
Nome completo: Giacinto Marco Pannella. Il nome Giacinto gli fu imposto in onore del prozio, il sacerdote e letterato Giacinto Pannella (Teramo, 1847–1927). Fu noto pubblicamente con il nome di Marco per tutta la vita. Nascita: 2 maggio 1930 a Teramo, in Via Giacinto Pannella, la strada intitolata al prozio. Morte: 19 maggio 2016 a Roma, presso la clinica Nostra Signora della Mercede, all’età di 86 anni. Causa della morte: tumore al fegato con metastasi al polmone. Padre: Leonardo Pannella (1898–1986), ingegnere, originario della borghesia agraria abruzzese; si formò al Politecnico di Torino e all’Università di Grenoble, dove conobbe la futura moglie. Madre: Andrée Estachon (1900–1983), nata in Svizzera nel Canton Vaud da una famiglia di albergatori di origine provenzale; morta il 27 luglio 1983 nei pressi di Losanna. Sorella: Liliana Pannella (1932–2015). Studi: liceo classico Giulio Cesare a Roma; iscritto nel 1948 alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma; laureato nel 1954 all’Università di Urbino. Stato civile: mai sposato. Compagna: Mirella Parachini, ginecologa di origine belga, militante storica del Partito Radicale; i due convissero per circa trent’anni prima di una separazione che Pannella definì “solo logistica”. Figli: nessun figlio riconosciuto; Pannella dichiarò nel 2015 di ritenere possibile di aver avuto un figlio da una relazione con una donna sposata, di cui aveva perso le tracce. Orientamento sessuale: nel 2010, in un’intervista alla rivista Chi, Pannella si dichiarò bisessuale: “Ho amato nella mia vita tre o quattro uomini. E ho amato quattro o cinque donne.” Lingue: italiano e francese (bilingue dalla nascita, per via della madre vodese). Carriera politica: membro della Gioventù Liberale Italiana (1948–1955); cofondatore del Partito Radicale (1955, insieme a Eugenio Scalfari e altri); segretario del Partito Radicale dal 1963; deputato alla Camera (1976–1992); europarlamentare (1979–2009). Corrispondente da Parigi per Il Giorno (1960). Principali battaglie: referendum sul divorzio (1974), legalizzazione dell’aborto (1978), obiezione di coscienza, abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, antiproibizionismo, amnistia, abolizione della pena di morte nel mondo. Metodo politico: nonviolenza gandhiana, disobbedienza civile, digiuni (oltre 100 nel corso della vita), scioperi della sete. Autodefinizione: “Sono radicale, liberale, federalista europeo, anticlericale, antiproibizionista, antimilitarista, nonviolento e gandhiano.”
Le principali battaglie politiche di Marco Pannella (1955–2016)
| Anno | Battaglia | Esito |
|---|---|---|
| 1955 | Cofondazione del Partito Radicale, nato dalla scissione della corrente di sinistra del Partito Liberale Italiano. Tra i fondatori: Mario Pannunzio, Nicolò Carandini, Leopoldo Piccardi, Eugenio Scalfari. | Il partito nasce l’11 dicembre 1955 a Roma. |
| 1966–1974 | Campagna per l’introduzione del divorzio in Italia. Pannella è tra i fondatori della Lega Italiana per il Divorzio (LID). La legge Fortuna-Baslini viene approvata nel 1970. Nel 1974 la DC e il MSI promuovono un referendum abrogativo. | Il referendum del 12–13 maggio 1974 si conclude con la vittoria del No (59,3%): la legge sul divorzio resta in vigore. |
| 1975 | Campagna per la depenalizzazione delle droghe leggere. Pannella fuma pubblicamente uno spinello durante una manifestazione, venendo arrestato. | La battaglia antiproibizionista proseguirà per decenni senza esito legislativo. |
| 1976 | Prima elezione alla Camera dei Deputati nelle circoscrizioni di Torino e Roma. Pannella opta per Torino. | Eletto deputato. Resterà parlamentare (con interruzioni per rotazione) fino al 1992. |
| 1978 | Campagna per la legalizzazione dell’aborto. La legge 194 viene approvata il 22 maggio 1978. Pannella conduce la battaglia insieme alla compagna Mirella Parachini, ginecologa. | Legge approvata. Il referendum abrogativo del 1981, promosso dal Movimento per la vita, si conclude con la vittoria del No (67,9%): la legge 194 resta in vigore. |
| 1979 | Prima elezione al Parlamento Europeo. Pannella è tra i primi europarlamentari radicali. | Eletto. Sarà europarlamentare in più legislature fino al 2009. |
| 1981 | Referendum sull’ergastolo e sulla legge sull’ordine pubblico (legge Reale). Pannella promuove anche il referendum sulla depenalizzazione del porto d’armi. | I referendum non raggiungono il risultato sperato: il corpo elettorale vota per il mantenimento dell’ergastolo e della legge Reale. |
| 1985 | Campagna contro il finanziamento pubblico ai partiti. Pannella raccoglie le firme per un referendum abrogativo. | Il referendum del 1993 (dopo anni di raccolta firme) si conclude con la vittoria del Sì (90,3%): il finanziamento pubblico diretto ai partiti viene abolito. |
| 1987 | Referendum sul nucleare civile, promosso dopo il disastro di Chernobyl (1986). Pannella è tra i promotori. | Il referendum si conclude con la vittoria del Sì: l’Italia esce dal nucleare civile. |
| Anni ’80–’90 | Campagna per la riforma della giustizia: responsabilità civile dei magistrati, separazione delle carriere, riforma del sistema carcerario. | Il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati (1987) viene approvato, ma svuotato dalla successiva legislazione. La battaglia carceraria proseguirà fino alla morte di Pannella. |
| 1988 | Trasformazione del Partito Radicale in partito transnazionale. Pannella estende le battaglie radicali al piano internazionale: lotta contro la pena di morte, diritti umani, fame nel mondo. | Il Partito Radicale Transnazionale ottiene lo status consultivo presso le Nazioni Unite. |
| 1993 | Referendum per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e per la riforma elettorale in senso maggioritario. | Entrambi i referendum passano con larghissima maggioranza (oltre il 90% di Sì). |
| 1995 | Distribuzione pubblica di hashish a Piazza Navona, Roma, vestito da Babbo Natale (il costume, giallo, fu procurato da Cinecittà). Azione dimostrativa antiproibizionista. | Pannella viene fermato dalle forze dell’ordine. La battaglia antiproibizionista non ottiene esito legislativo. |
| 1999 | Pacchetto di 20 referendum (“rivoluzione liberale“): abolizione dei finanziamenti pubblici a partiti, sindacati e chiese, riforma della giustizia, abolizione dell’ordine dei giornalisti. | I referendum non raggiungono il quorum o non superano il vaglio della Corte Costituzionale. |
| 2002 | Campagna mondiale per una moratoria universale sulla pena di morte, condotta con Emma Bonino e il Partito Radicale Transnazionale. | L’Assemblea Generale dell’ONU approva la moratoria il 18 dicembre 2007 (risoluzione 62/149). |
| 2005–2015 | Campagna per l’amnistia e per il miglioramento delle condizioni carcerarie in Italia, condotta con oltre 30 digiuni e scioperi della sete. Pannella denuncia il sovraffollamento cronico delle carceri italiane. | La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo condanna l’Italia nel 2013 (sentenza Torreggiani) per trattamento inumano dei detenuti. Nessuna amnistia viene concessa. |
| 2016 | Morte di Marco Pannella il 19 maggio, a 86 anni, dopo aver condotto oltre 100 digiuni nel corso della vita e dopo aver promosso 117 referendum, raccogliendo complessivamente oltre 60 milioni di firme. | — |
Cronologia compilata sulla base delle fonti della Fondazione Marco Pannella, dell’Enciclopedia Treccani e dell’Archivio Storico dell’Istituto Luce.