Come avevamo annunciato lo scorso giugno, l’11 agosto 2026 Locarno ha ospitato la giornata dedicata alla memoria dei cittadini svizzeri che, durante la Seconda guerra mondiale, sostennero la Résistance francese e la Resistenza italiana e per questo furono condannati dalla giustizia militare elvetica. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Memoria 1943-1945, si è articolata nei due momenti previsti: la conferenza mattutina nella Sala della Corporazione Borghese e la commemorazione di mezzogiorno al Cimitero di Locarno. L’affluenza è stata considerevole per un appuntamento di questo genere: circa 70 persone hanno seguito la conferenza, mentre circa 50 hanno preso parte alla commemorazione al cimitero.
La conferenza mattutina e i relatori
La conferenza, aperta alle 09:30, ha riunito quattro relatori, ciascuno con un taglio distinto. Nelly Valsangiacomo, dell’Università di Losanna, ha aperto l’incontro con un incipit di carattere storico, inquadrando il tema all’interno del rapporto tra la Svizzera italiana e il fascismo. Paul Rechsteiner, che nel dicembre 1999, allora consigliere nazionale, aveva depositato la prima iniziativa parlamentare in questo ambito, ha ripercorso il precedente costituito dalla riabilitazione degli aiutanti di rifugiati, entrata in vigore il 1° gennaio 2004 — la prima di una serie di riabilitazioni che nell’arco di un venticinquennio ha poi interessato i volontari svizzeri della guerra civile spagnola e, da ultimo, i sostenitori della Résistance e della Resistenza.

Peter Huber si è invece concentrato sui volontari elvetici che parteciparono alla guerra civile spagnola tra il 1936 e il 1939, tema al quale ha dedicato gran parte della propria ricerca. La conferenza si è chiusa con l’intervento di Raphael Rues, che ha riportato il tema direttamente al Canton Ticino e al Locarnese, mettendo in evidenza i tratti di alcune delle figure ticinesi coinvolte nella riabilitazione: cittadini e cittadine che, tra il 1943 e il 1945, prestarono aiuto dall’interno del confine, esponendosi a un rischio concreto senza che il loro gesto trovasse in seguito alcun riconoscimento pubblico. La riabilitazione approvata dal Parlamento riguarda, secondo le ricerche attualmente disponibili, una novantina di cittadini ticinesi che agirono in questo modo, prevalentemente nel Locarnese, e almeno dieci di loro ricevettero condanne dal tribunale militare. Restituire un nome a queste persone, dopo decenni in cui la vicenda era rimasta confinata negli archivi della giustizia militare, è stato uno dei fili conduttori dell’intervento di Rues.
Maria Comandini, il volto della riabilitazione
Tra le figure richiamate durante la giornata vi è quella di Maria Comandini, locarnese, alla quale è stata dedicata la commemorazione pomeridiana. Comandini ospitò in casa propria partigiani ed esuli italiani, tra cui, secondo quanto ricostruito dalle ricerche di Rues, Umberto Terracini, poi presidente dell’Assemblea Costituente italiana nel dopoguerra.
Per questo aiuto fu condannata a una multa di 50 franchi, una somma allora rilevante per l’economia familiare. Della vicenda non aveva mai parlato apertamente nemmeno con i propri nipoti, che ne sono venuti a conoscenza solo grazie al lavoro storiografico condotto sugli archivi militari.

La commemorazione al Cimitero di Locarno
La commemorazione al cimitero, dalle 12:00 alle 12:30, si è aperta con un omaggio floreale sulla tomba di Comandini ed è proseguita con una serie di interventi. Ruth Dreifuss, ex consigliera federale, ha richiamato il tema della neutralità intesa non come posizione comoda, ma come rinuncia a un giudizio morale, sottolineando il valore di chi scelse invece di assumersi una responsabilità. La presidente del Gran Consiglio Daria Lepori ha ripreso la distanza semantica e storica tra “esistere” e “resistere”. Il consigliere nazionale Simone Gianini ha ricordato il proprio intervento alla Camera del popolo, nel quale aveva definito la Resistenza non solo un fatto militare, ma anche una scelta di coscienza, fatta anche di piccoli gesti quotidiani.
L'Ossola in Guerra: La resistenza al confine sud della Svizzera 1943-1945
Il libro «L’Ossola in Guerra: La resistenza al confine sud della Svizzera 1943–1945» fa luce sul ruolo della Svizzera – in particolare del Ticino e del Vallese – nella lotta di resistenza al confine meridionale durante gli ultimi anni di guerra 1943–1945. Mostra come la neutralità svizzera nella pratica fu ben più di un semplice stare in disparte: attraverso l’accoglienza dei profughi e il sostegno ai partigiani nell’Ossola furono salvate migliaia di vite umane. A 80 anni di distanza, l’opera colma una lacuna nella storiografia svizzera e fornisce un importante contributo al dibattito parlamentare in corso sulla riabilitazione di quelle svizzere e quegli svizzeri che sostennero la resistenza nel Nord Italia.
Marina Carobbio Guscetti, presidente del Consiglio di Stato e direttrice del Dipartimento educazione, cultura e sport, ha sottolineato come le storie di chi tese una mano, ottant’anni fa, meritino di essere raccontate e, soprattutto, imitate di fronte ai conflitti e ai climi di ostilità del presente. La conclusione della giornata è spettata a Pietro Majno-Hurst, dell’Associazione Memoria 1943-1945, che ha ricordato come solo attraverso la memoria sia possibile misurare fino in fondo ciò di cui furono capaci, in anni difficili, le generazioni precedenti. Hanno preso la parola anche i familiari di Maria Comandini, che hanno letto un testo dedicato al ricordo della nonna.

Il percorso legislativo della riabilitazione
La giornata dell’11 agosto si inserisce in un percorso parlamentare che, come avevamo ricostruito in un precedente contributo, non è stato lineare: dall’iniziativa depositata da Stéfanie Prezioso Batou nel 2021 fino al voto finale delle Camere federali il 19 giugno 2026, passando per un dibattito che ha opposto, quasi esclusivamente all’interno dell’Unione Democratica di Centro, argomenti di natura giuridica, procedurale e storiografica a una maggioranza trasversale favorevole al provvedimento. Si tratta, come avevamo osservato in un altro contributo dedicato al contesto elvetico di queste riabilitazioni, di un riconoscimento che arriva troppo tardi per le persone direttamente coinvolte, tutte scomparse. Il suo valore resta storico-politico: fissa un punto di riferimento per le generazioni successive su ciò che, ottant’anni fa, significò scegliere da che parte stare lungo un confine che separava l’occupazione dalla libertà.
Per approfondire il percorso legislativo che ha portato alla legge del 19 giugno 2026, rimandiamo al nostro contributo «Dalla mozione alla legge: le fasi parlamentari della riabilitazione dei sostenitori della Resistenza». Per il contesto storico più ampio, comprese le cifre relative ai cittadini ticinesi coinvolti, rimandiamo a «Riabilitare chi ha combattuto il fascismo: una lunga attesa svizzera».
Rassegna Stampa della commemorazione
- 10.8.2026: Intervista RSI Alphaville con Raphael Rues: Riabilitare la resistenza
Una conferenza per commemorare chi sostenne i partigiani (9min 23sec) - 11.8.2026: Tio.ch «Aprire la porta a un perseguitato salvò l’onore dell’umanità»
- 11.8.2026: RSI Ricordato chi aiutò i partigiani, “oggi sappiamo che erano nel giusto”
- 11.8.2026: RSI Seidisera Celebrati a Locarno i sostenitori riabilitati della Resistenza (5min 11sec)
- 11.8.2026: LaRegione.ch Sostenitori della Resistenza
- 11.8.2026: Corrriere del Ticino «Il loro impegno civile va raccontato e imitato»
Deutsche Zusammenfassung
Am 11. August 2026 fand in Locarno der von der Associazione Memoria 1943-1945 organisierte Gedenktag für jene Schweizer Bürgerinnen und Bürger statt, die während des Zweiten Weltkriegs die französische Résistance und die italienische Resistenza unterstützten und dafür von der Schweizer Militärjustiz verurteilt wurden. Die Veranstaltung gliederte sich in eine Vormittagskonferenz in der Sala della Corporazione Borghese mit rund 70 Teilnehmenden und eine Mittagsgedenkfeier auf dem Friedhof von Locarno mit rund 50 Teilnehmenden. Als Rednerinnen und Redner traten Nelly Valsangiacomo, Paul Rechsteiner, Peter Huber und Raphael Rues auf; Letzterer stellte den Bezug zum Tessin und Locarnese her und dokumentierte rund neunzig involvierte Tessiner Bürger, von denen mindestens zehn militärgerichtlich verurteilt wurden. Im Zentrum der Gedenkfeier stand Maria Comandini aus Locarno, die Partisanen und italienische Flüchtlinge beherbergte, darunter den späteren Präsidenten der italienischen Verfassunggebenden Versammlung, Umberto Terracini, und dafür zu einer Busse von 50 Franken verurteilt wurde. Zu den weiteren Rednern zählten Ruth Dreifuss, Daria Lepori, Simone Gianini, Marina Carobbio Guscetti und Pietro Majno-Hurst. Der Anlass steht im Zusammenhang mit dem am 19. Juni 2026 vom Parlament verabschiedeten Rehabilitierungsgesetz, das auf eine 2021 eingereichte parlamentarische Initiative zurückgeht.