Tra il 1902 e il 1904 il giovane Mussolini visse in Svizzera come emigrato, fu arrestato a Losanna e a Ginevra, espulso da Berna e salvato dal parlamento ticinese. Questo contributo propone la cronologia completa del suo soggiorno con indirizzi, foto segnaletiche e fonti d’archivio.
Biografia generale e giovinezza di Benito Mussolini
Dal luglio del 1902 al novembre del 1904, eccetto una breve parentesi di un paio di mesi passati a Dovia di Predappio (Romagna) per assistere la madre Rosa Maltoni (1858-1905) gravemente malata, Benito Mussolini (1883-1945), svolgeva un’incessante attività politica in Svizzera. È un breve periodo di due anni e due mesi nella vita di Mussolini, ma che gli permette di fare qualche esperienza, come vedremo, anche con la polizia e giustizia elvetica.

Mussolini termina gli studi nel 1901, ottenendo il diploma di maestro di scuola elementare. Assume la sua prima cattedra – e non a fatica non avendo superato diversi concorsi – a Pieve Saliceto, frazione di Gualtieri in Emilia, ma molto presto nel giugno 1902, è costretto a lasciare il posto per avere intrattenuto un rapporto con una donna sposata, il cui marito era sotto le armi. La situazione in famiglia è difficile, soprattutto vi sono scontri con l’autoritario padre, Alessandro Mussolini (1854-1910). Senza troppi indugi, trovandosi comunque in una situazione di lavoro difficile dopo il suo licenziamento, optò di emigrare in Svizzera.
Confine di Sangue - I fatti dei Bagni di Craveggia 18-19 ottobre 1944
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Emigrazione e clandestinità di Benito Mussolini in Svizzera
Un desiderio di avventura, magari anche di ribellione lo spinge a prendere la decisione di lasciare l’Italia. È pur vero che ci troviamo in una situazione economica dove l’emigrazione italiana verso la Confederazione accresce vieppiù. Mussolini a differenza di altri emigrati, forte della sua preparazione scolastica, trova ben presto “lavoro” nella politica, emancipandosi gradualmente dal semplice lavoro come manovale.
La prima stazione elvetica di Mussolini è Losanna. Vi abita – ma sarebbe più preciso vi vagabonda – per qualche mese, a cavallo fra l’estate del 1902 e il marzo 1903. Appena quattro giorni dopo il suo arrivo in Svizzera, viene arrestato da un poliziotto vodese di nome Louis Emery-Bonnet (1874-1960) nella prima mattina del 24 luglio 1902 nei pressi del Grand-Pont che porta a Place St. Francois a Losanna.
Giuseppe Dongo: il federale fascista esperto di mercato nero
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Mussolini viene sorpreso nel sonno, mentra aveva trovato un rifugio fra dei cartoni d’imballaggio. Rimane per qualche ora in prigione, una sorte di preambolo su quanto succederà più tardi. Rilasciato, Mussolini si fa ben presto un nome all’interno degli ambienti socialisti degli emigrati italiani. Redige articoli rivoluzionari e antiriformisti e si fa vedere spesso presso il “Café Torlaschi” sito in Ruelle du Grand-Pont 7, in prossimità dell’attuale quartiere du Flon.
A Losanna Mussolini – non ancora ventenne – viene ospitato per un breve periodo da Emilio Marzetto, un giornalista italiano redattore dell’ “Avvenire dei Lavoratori” organo del movimento socialista, conosciuto fra gli emigrati italiani in Svizzera. Marzetto aveva un modesto appartamento in Rue de l’Industrie 6, sempre a Losanna. Secondo certe fonti Mussolini sembra anche vivere per un certo periodo a Avenue de la Rochettaz presso Pully, sempre nei dintorni di Losanna.



L’arresto di Mussolini a Berna
Nel marzo 1903 lascia Losanna per arrivare a Berna. Il motivo più plausibile di questo spostamento fu per aiutare una parte del proletariato italiano impegnato in uno sciopero dei falegnami. La sua situazione economica è più precaria che mai, tanto che Mussolini – per sopravvivere – ritorna per alcuni mesi a lavorare come manovale, pur non smettendo di svolgere un’intensa attività politica e sindacale: pubblica articoli e tiene comizi. Trova lavoro temporaneo presso la ditta Froidevaux & Co situata nella città vecchia della Medievale Berna, il quartiere chiamato Fischermätteli. Mussolini visse presso il numero 20 della Cäcilienstrasse. Non è chiaro dove esattamente lavorò Mussolini a Berna, vi sono fonti che riportano come lavorò ad Ostermundingen, nella costruzione della case del quartiere Morosoli.

L’attività di Mussolini è senza sosta, quasi frenetica, tanto che il 18 giugno viene arrestato con l’imputazione di essere un agitatore politico. Viene rapidamente incarcerato, detenuto per nove giorni, per poi essere espulso definitivamente dal Canton Berna. L’allora direttore della Polizia Louis Joliat (1846-1922) ebbe fretta di sbarazzarsi di Mussolini, ironia della sorte Joliat perderà poi il suo incarico nel 1904, accusato di essere un capo della polizia troppo poco intraprendente. Mussolini viene quindi espulso, lascia Berna con un sola valigia e si ferma per due giorni a Lucerna. Il viaggio fatto con il treno viene fatto su semplici carri di bestiame. Viene consegnato a Chiasso dalla polizia ticinese a quella italiana, essendo il Mussolini munito di passaporto riesce però entro breve tempo – dieci giorni – a ritornare a Lugano.

Da Lugano Mussolini si reca dapprima a Bellinzona ove viene ospitato dalla famiglia Barboni. Riprende qui la sua incessante attività di oratore, tenendo diverse conferenze in tutto il Canton Ticino. Mussolini, energico uomo di azione, parla dove può: agli scalpellini di Claro e Cresciano, oppure i socialisti di Bellinzona.
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Mussolini predica dove può, per esempio nella centrale birreria Hass . Mentre è a Bellinzona, Mussolini trova anche il tempo per gettarsi nell’attività editoriale, scrivendo per alcune settimane diversi articoli per la pubblicazione socialista “Avvenire del Lavoratore”.

Mussolini clandestino in Svizzera
Mussolini arrivò in Svizzera nel luglio 1902 come emigrato tra emigrati. Non era un caso isolato: nel solo biennio 1902–1903 la Confederazione registrava oltre 100’000 lavoratori italiani sul proprio territorio, la maggior parte impiegati nei cantieri ferroviari e stradali. Mussolini si distingueva dalla massa per la formazione scolastica, ma non per la condizione giuridica. Come migliaia di connazionali, lavorava in nero, cambiava frequentemente alloggio e dipendeva dalla solidarietà di altri emigrati per un tetto e un pasto. La sua situazione peggiorò nel corso del 1903: dopo l’espulsione dal Canton Berna, rientrò in Svizzera grazie al passaporto ancora valido, ma nell’inverno successivo quel passaporto scadde. Dal tardo 1903 Mussolini si trovava di fatto in Svizzera senza permesso, un immigrato irregolare che nel tentativo di risolvere la propria situazione tentò di falsificare il documento, venendo scoperto e arrestato a Ginevra nell’aprile 1904. Per circa sei mesi, il futuro capo del fascismo italiano fu a tutti gli effetti un clandestino nel paese che oggi più di ogni altro associa la propria immagine al controllo dell’immigrazione.
Il ritorno di Mussolini in Svizzera
Nel luglio 1903 riparte per Losanna, dove prende alloggio in una pensione presso Rue Caroline 13. Quanto gli succede a Losanna dà a Mussolini un immagine mitica, soprattutto rispetto ai suoi proletari compatrioti. Ma di sola fama, non si può vivere. Si mantiene facendo lavori saltuari e precari: garzone per un vinaio e macellaio, e continuando senza pausa nella sua attività di oratore, spingendosi fino a Basilea. Il lavoro lo ottiene da un connazionale, un certo Nicolà Depaulis il quale presso la Rue de la mercerie, nella città vecchia di Losanna, ha un piccola macelleria. Dopo poche settimana lavora per un certo Antonio Tedeschi, il quale aveva un commercio di vino sito a Rue du Prè.

Nell’ottobre 1903 Mussolini fece brevemente ritorno a Varano nei pressi di Forlì, dato che la mamma si era nel frattempo gravemente ammalata. È una sosta di poche settimane, dato che Mussolini per evitare il servizio militare, decide di ripartire nuovamente alla volta della Svizzera.
Mussolini nel frattempo parla discretamente il francese, tanto che una volta ritornato in Svizzera, nell’inverno del 1903, cerca per alcune settimane di fondare ad Annemasse nella Savoia, non molto distante da Ginevra, una rivista socialista con il nome I tempi nuovi. Il progetto editoriale realizzato con il connazionale Salvatore Donatini, fallisce e ritroviamo Mussolini dal marzo 1904 a Ginevra. La situazione per Mussolini non è facile, dato che nel frattempo gli è scaduto il passaporto e non può quindi ottenere un permesso di dimora per restare in Svizzera. Vive per alcune settimane presso il calzolaio Pietro Losio in Rue de Savoises, in prossimità di Planpalais. Il Losio era anche segretario di un locale sindacato proletario.
Benito Mussolini in Locarno Ticino
Mussolini arriving in Locarno Villa Farinelli in 2018 The Locarno Treaties were seven agreements negotiated in Locarno from October 5 till October 16 1925 and were formally ratified in London on 1…
Mussolini e Lenin a Ginevra: marzo 1904
Mentre si trova a Ginevra, Mussolini assiste il 18 marzo 1904 ad una festa organizzata dai socialisti ginevrini per commemorare la Commune de Paris, il governo insurrezionale che resse la capitale francese dal 18 marzo al 28 maggio 1871, nato dalla rivolta della Guardia Nazionale contro il governo di Adolphe Thiers dopo la sconfitta nella guerra franco-prussiana. Ironia della sorte, anche un altro esule assistette alla medesima festa: un rivoluzionario russo allora ancora sconosciuto, che faceva per nome Wladimir Iljitsch Uljanow, oggi conosciuto come Lenin.

Mussolini nuovamente arrestato ed espulso
Mussolini, da scaltro rivoluzionario cerca di falsificare il passaporto, ma viene presto scoperto da parte delle autorità ginevrine, arrestato il 9 aprile e espulso dal Cantone il 15 aprile, dopo aver passato nuovamente sei giorni in prigione.

Questo volta la situazione per Mussolini è grave, dato che a differenza dell’anno precedente, non dispone più di un passaporto valido per poter rientrare rapidamente in Svizzera. Il fatto di essere consegnato all’autorità italiana, gli comporta anche l’obbligo di prestare il servizio militare, cosa che Mussolini voleva evitare a tutti i costi.

Viene una volta di più salvato da compagni socialisti ginevrini e ticinesi, ma anche dai liberali. In particolare Antonio Fusoni. Il Fusoni – avvisato dal ginevrino Dr. Adrien Wyss – tempestivamente presenta nella seduta di apertura della sessione primaverile del Gran Consiglio ticinese, un’interpellanza. Il Fusoni riesce a far scalpore, interrogando il governo ticinese su quale modo l’apparato di polizia elvetico abbia abusato delle proprie competenze nell’espulsione di Musolino [sic]. Il nome di Mussolini viene storpiato dalla stampa ticinese, dato che troviamo anche Mussellini, Musolini e ancora Mosolino.
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Una rara fotografia di Amedeo Belloni. Grazie a Leonardo Parachini per averci trasmesso la fotografia e dettagli sulla sua biografia. Ricercare le vicende della presenza tedesca-fascista nella regione dell'Ossola e Verbano durante…
Fu quindi provvidenziale l’intervento di Antonio Fusoni (1857-1914), uno dei promotori e capi della frazione radicale del liberalismo ticinese denominata Estrema Sinistra. Membro del consiglio di amministrazione del quinto circondario delle FFS, fu socio fondatore e dal 1889 membro del consiglio di amministrazione della Banca popolare di Lugano e membro dei consigli di amministrazione delle Tramvie elettriche luganesi e del Crematorio di Lugano.
Ritornando a Mussolini, la sua odissea – questa volta – si fermò alla stazione di Bellinzona. Rilasciato dalla polizia, dato che la sua presenza aveva ricevuto un ampio eco nella stampa, venne accolto nuovamente dalla famiglia Barboni e dall’avvocato Giuseppe Rensi. Anche lui socialista, si era prodigato nell’intervento a favore di Mussolini.
Benito Mussolini evitò quindi grazie all’intervento del Governo del Canton Ticino una reclusione di diversi anni come renitente al servizio militare. Fatto che avrebbe certamente compromesso la sua futura attività politica, e magari avrebbe anche sostanzialmente cambiato i futuri eventi storici del ventesimo secolo.
A Bellinzona questa volta non ci rimase per molto tempo. Ritornò a Losanna, ritornando a svolgere lavori occasionali, ma questa volta iscrivendosi per alcuni corsi, all’università di Losanna. Seguì probabilmente i corsi del sociologo Vilfredo Pareto. Questo breve intermezzo accademico all’università di Losanna, gli permise nel 1937 di ricevere il Dottorato Honoris Causa dalla stessa università.
I mestieri di Mussolini in Svizzera
Nel corso dei suoi soggiorni elvetici Mussolini esercitò una serie di mestieri manuali che poco avevano a che fare con il suo diploma di maestro elementare. A Berna nel 1903 lavorò come manovale presso la ditta Froidevaux & Co. nel quartiere del Fischermätteli, e secondo alcune fonti contribuì alla costruzione di edifici residenziali nel quartiere Morosoli di Ostermundigen, anche se la cronologia di quel cantiere resta controversa. A Losanna, nella seconda metà del 1903, fu garzone del macellaio Nicolà Depaulis, che aveva bottega in Rue de la Mercerie, e poi del commerciante di vini Antonio Tedeschi in Rue du Pré. A Ginevra nel 1904 fu ospitato dal calzolaio e sindacalista Pietro Losio in Rue de Savoises, presso il quale trovò alloggio più che impiego. Nei ritorni successivi la situazione non cambiò di molto: tra il 1908 e il 1910 Mussolini lavorò come muratore sui cantieri stradali e ferroviari del Luganese, probabilmente alla costruzione del tunnel San Maurizio sulla linea Lugano–Tesserete presso Porza, e tra il 1911 e il 1913 alcune fonti lo segnalano, ancora come operaio edile, al cantiere del Halenbrücke a Berna. In nessuno di questi impieghi Mussolini rimase a lungo. I lavori erano precari, sottopagati e ottenuti quasi sempre tramite connazionali: la rete degli emigrati italiani funzionava come collocamento informale, e Mussolini ne dipendeva quanto chiunque altro.
Mussolini rimase legato alla Svizzera, tanto che vi ritornò più volte negli anni seguenti:
- Gennaio 1905: a Lugano, ospite per alcuni giorni di Luigi Fonti in Viale Cassarati
- 1906 a Rapperswil
- 1908 a Coira e Zurigo, tenendo tutta una serie di comizi e conferenze in più cittadine elvetiche
- 1908-1910 Mussolini compie altri soggiorni in Svizzera tra il 1908 e il 1910. A Lugano lavora come muratore sui cantieri stradali e ferroviari. In particolare sembra che lavori al tunnel San Maurizio della linea Ricordane-Belvedere lungo 68m e posto nella località di Porza. Il tunnel è stato chiuso nel 1967. Durante questo nuovo soggiorno in Ticino viene ospitato a casa del socialista Guglielmo Canevascini. Canevascini vedrà poi revocato il suo permesso di entrata in Italia nel 1937
- 1911-1913 certe fonti danno la presenza di Mussolini in incognito nuovamente a Berna, impegnato nella costruzione del Halenbrücke
- 1913 tiene un comizio a Flamatt Canton Friborgo vicino a Berna presso l’Hotel Moléson, tutt’oggi esistente. Il titolo della conferenza è “La rinascita del socialismo in Italia” e vede una folta partecipazione, almeno 400 persone. Mussolini parla a Flamatt dato che nel 1903 era stato espulso dal Canton Berna.
- 1922 a Montreux in occasione della Conferenza sul vicino-Oriente, vedi nostro precedente articolo. In quell’occasione, diventato Mussolini capo di stato, il governo svizzero tolse rapidamente ogni divieto di entrata a Mussolini. Tale divieto d’ingresso generale era stato applicato dalla polizia elvetica solo nel 1921
- 15-16 ottobre 1925 vide la presenza di Mussolini alle fasi finali della Conferenza di Pace di Locarno. Vi sono diverse fotografie che lo riprendono a fianco dell’allora sindaco di Locarno, il liberale Giovan-Battista Rusca.
Non vi sono altre tracce della presenza di Mussolini in Svizzera. È indubbio però che Mussolini conosceva bene il nostro paese, e quel poco di tedesco e francese che aveva imparato, lo doveva soprattutto al suo soggiorno in Svizzera. Rimane da appurare l’attitudine di Mussolini verso la Svizzera. Probabilmente non tanto felice, se crediamo a quanto Mussolini scrisse nella sua pubblicazione La mia vita:
Il mio soggiorno in Svizzera fu pieno di difficoltà. Non durò molto, ma fu pieno di momenti duri. Oggi ringrazio i momenti difficili. Erano più numerosi di quelli belli e felici, ma questi ultimi non mi diedero niente.
Benito Mussolini, La mia vita. Prefazione di Silvio Bertoldi. Milano, 1983. p.39
Le principali tappe del soggiorno elvetico di Benito Mussolini (1902–1925)
| Periodo | Luogo | Alloggio / Indirizzo | Attività e mestieri | Evento |
|---|---|---|---|---|
| Lug 1902 – Mar 1903 | Losanna (VD) | Presso Emilio Marzetto, Rue de l’Industrie 6; poi Avenue de la Rochettaz, Pully | Attività politica socialista, articoli per l’«Avvenire dei Lavoratori», frequenta il Café Torlaschi, Ruelle du Grand-Pont 7 | Arrestato il 24.7.1902 al Grand-Pont da Louis Emery-Bonnet; rilasciato dopo poche ore |
| Mar – Giu 1903 | Berna (BE) | Cäcilienstrasse 20 | Manovale presso Froidevaux & Co., Fischermätteli; forse operaio edile nel quartiere Morosoli, Ostermundigen (cronologia controversa) | Arrestato il 18.6.1903 come agitatore politico; detenuto 9 giorni; espulso dal Canton Berna. Foto segnaletica con nome errato «Benedetto Mussolini» |
| Giu 1903 | Lucerna (LU) | — | Transito di 2 giorni, viaggio su carri bestiame | Consegnato a Chiasso alla polizia italiana; rientra in Svizzera dopo 10 giorni grazie al passaporto valido |
| Giu – Lug 1903 | Bellinzona (TI) | Presso la famiglia Barboni | Comizi (scalpellini di Claro e Cresciano, birreria Hass); articoli per l’«Avvenire del Lavoratore» | — |
| Lug – Ott 1903 | Losanna (VD) | Pensione in Rue Caroline 13 | Garzone del macellaio Nicolà Depaulis, Rue de la Mercerie; poi garzone del vinaio Antonio Tedeschi, Rue du Pré; comizi fino a Basilea | — |
| Mar – Apr 1904 | Ginevra (GE) | Presso il calzolaio Pietro Losio, Rue de Savoises (Planpalais) | Attività politica socialista | 18.3.1904: festa della Commune de Paris (presente anche Lenin). Falsifica il passaporto; arrestato il 9.4.1904, detenuto 6 giorni, espulso il 15.4.1904 |
| Apr 1904 | Bellinzona (TI) | Presso la famiglia Barboni; assistito dall’avv. Giuseppe Rensi | — | Interpellanza di Antonio Fusoni al Gran Consiglio ticinese; Mussolini evita la consegna all’Italia e la reclusione per renitenza alla leva |
| Apr – Nov 1904 | Losanna (VD) | — | Lavori saltuari; frequenta corsi all’Università di Losanna (probabilmente lezioni di Vilfredo Pareto) | Rientra in Italia nel novembre 1904 grazie all’amnistia per la nascita dell’erede Savoia. Nel 1937 riceverà il dottorato h.c. dall’Università di Losanna |
| Gen 1905 | Lugano (TI) | Presso Luigi Fonti, Viale Cassarate | — | Breve soggiorno |
| 1906 | Rapperswil (SG) | — | — | — |
| 1908 | Coira (GR), Zurigo (ZH) | — | Comizi e conferenze in più località | — |
| 1908–1910 | Lugano / Porza (TI) | Presso il socialista Guglielmo Canevascini | Muratore sui cantieri stradali e ferroviari; probabilmente alla costruzione del tunnel San Maurizio (linea Lugano–Tesserete, 68 m), chiuso nel 1967 | — |
| 1911–1913 | Berna (BE) | — | Forse operaio edile al cantiere del Halenbrücke (fonti incerte) | Presenza in incognito; formalmente ancora espulso dal Canton Berna |
| 1913 | Flamatt (FR) | — | Comizio all’Hotel Moléson: «La rinascita del socialismo in Italia», circa 400 partecipanti | Parla a Flamatt perché espulso dal Canton Berna |
| 1922 | Montreux (VD) | — | Conferenza sul Vicino Oriente | Mussolini è capo di Stato; il Consiglio federale revoca il divieto d’ingresso (in vigore dal 1921) |
| 15–16 Ott 1925 | Locarno (TI) | — | Fasi finali della Conferenza di Pace di Locarno | Fotografato con il sindaco liberale Giovan Battista Rusca |
Tabella compilata sulla base delle fonti citate nell’articolo. Le voci contrassegnate «arresto» indicano episodi di detenzione e/o espulsione documentati da fonti d’archivio. Raphael Rues – Insubrica Historica
Un raro discorso in tedesco fatto da Benito Mussolini nel 1937 a Berlino.
I dettagli di questo articolo sono soprattutto grazie ai seguenti lavori:
- Nazis! Fascistes! Fascisti!: Faschismus in der Schweiz – 1918-1945 di Yves Schumacher. Contiene diversi dettagli sul periplo oltre-Gottardo di Mussolini.
- Benito Mussolini: 1902-1904: Il periodo trascorso in Svizzera lasciò un solco profondo nel politico in “Eco di Locarno” del 10.12.1983 a cura di Giò Rezzonico
- Les tribulations de Mussolini en Suisse di Claude Cantini, apparso nel marzo del 2015 nella rivista Passé-simple
- Marcel Bezençon, Mussolini in der Schweiz. Zürich, 1938;
- Markus Mattmüller, Mussolini in Svizzera. Nuova Antologia 1981, pp. 196-212.

