Insubrica Historica aveva già potuto scrivere di Lodrino a riguardo dell’epico volo di Giovanni Bassanesi. Giovanni Bassanesi, antifascista italiano, l’11 luglio 1930 partì da Bellinzona con un aereo Farman F.200, fece scalo a Lodrino – allora un campo neanche qualificato come aerodromo – per caricare 150’000 volantini antifascisti e volò su Milano dove li lanciò sulla città. Riatterrò a Lodrino nel pomeriggio per rifornirsi, ma ripartendo verso Zurigo si schiantò al Passo del Gottardo – presso l’ospizione del Passo – a causa del maltempo. Gravemente ferito, fu arrestato dalle autorità e condannato a quattro mesi di prigione a Lugano, poi espulso in Francia. L’impresa avvenne dieci anni prima della costruzione dell’aerodromo militare di Lodrino (1941-1943). Bassanesi morì nel 1947.
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Nella storia dell’aviazione militare ticinese (vedi nostro contributo sull’aviazione nel Locarnese) e svizzera, l’aerodromo di Lodrino rappresenta un capitolo fondamentale che si estende per oltre mezzo secolo. Situato in Valle Leventina nel Canton Ticino, questo complesso aeronautico ha attraversato diverse fasi di sviluppo, passando da semplice campo di volo a moderna installazione militare, per poi concludere il suo percorso con una trasformazione in impresa privata.
Gli Anni della Fondazione (1941-1944)

La storia dell’aerodromo di Lodrino inizia nel contesto drammatico della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1941, mentre l’Europa era attraversata dal conflitto, la Svizzera neutrale rafforzava le proprie difese aeree. Fu in questo clima che Lodrino venne identificato come sito ideale per un nuovo campo d’aviazione militare. Entro la fine del 1941, l’aerodromo era già ultimato e agibile, dotato della sua prima aviorimessa, un traguardo notevole considerando le difficoltà del periodo bellico.
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L’anno successivo, il 1942, vide l’espansione delle capacità operative con la costruzione di un’officina di riparazione. Questo edificio, che sarebbe diventato noto come edificio “montaggio”, rappresentava un passo importante verso l’autosufficienza nella manutenzione degli aeromobili. La presenza di strutture di riparazione in loco significava che i velivoli potevano essere mantenuti operativi senza dover essere trasferiti altrove, un vantaggio cruciale in tempi di potenziale emergenza militare.
Il 1943 segnò una svolta decisiva nello sviluppo dell’aerodromo. Mentre Locarno veniva designato come centro per la formazione iniziale dei piloti, Lodrino si preparava a diventare una base operativa di prim’ordine. I lavori per la costruzione di una pista pavimentata di 800 metri per 40 iniziarono proprio in quell’anno, sostituendo la precedente pista in erba e permettendo operazioni in qualsiasi condizione meteorologica. Parallelamente, l’infrastruttura si arricchì di un secondo edificio officine dedicato ai motori, una mensa per il personale e un accantonamento per la truppa strategicamente posizionato dove oggi la strada nazionale N2 incrocia l’accesso a Lodrino.
L’aspetto più significativo del 1943 fu la costruzione di quattro bunker U-43 per la protezione degli aeroplani. Queste strutture in cemento armato, progettate inizialmente per ospitare i caccia C-36 e i Messerschmitt ME-109, testimoniano l’importanza strategica attribuita alla protezione degli aeromobili. La scelta di investire in bunker sotterranei rifletteva la dottrina difensiva svizzera dell’epoca, che privilegiava la protezione e la dispersione delle risorse militari.
Nel 1944, mentre la guerra volgeva al termine, Lodrino continuava il suo sviluppo. Le officine furono equipaggiate per eseguire controlli e piccole riparazioni sui velivoli, aumentando ulteriormente l’autonomia operativa della base. La costruzione di altri quattro rifugi tipo U-43 portò a quattro il numero totale di questi bunker protetti. Significativamente, la Confederazione Svizzera acquistò 238.000 metri quadrati di terreno a Lodrino, dimostrando l’impegno a lungo termine per lo sviluppo dell’aerodromo.
L’Era del Dopoguerra e l’Espansione (1949-1980)
Con la fine del conflitto mondiale, Lodrino non perse la sua importanza strategica. Nel 1949, la costruzione dell’aviorimessa 2 segnalò l’inizio di una nuova fase di espansione. Gli anni ’60 videro la modernizzazione delle strutture amministrative con la costruzione di un nuovo edificio nel 1963, seguito nel 1969 da una nuova autorimessa che migliorava la logistica terrestre della base.
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Il 1973 rappresentò un punto di svolta con l’introduzione delle operazioni elicotteristiche. La creazione di una piazza d’impiego per elicotteri trasformò Lodrino in una base multiruolo. Quell’anno stesso, la versatilità della nuova configurazione fu dimostrata con 598 voli eseguiti durante 31 azioni di spegnimento incendi, evidenziando il ruolo crescente dell’aviazione militare nel supporto civile.
L’importanza degli elicotteri culminò nel 1977 con l’inaugurazione di un’aviorimessa dedicata e di un edificio per la sicurezza di volo. Queste strutture moderne riflettevano l’evoluzione della dottrina militare svizzera verso operazioni più flessibili e diversificate.
L’Era Tecnologica (1980-1996)
Gli anni ’80 segnarono l’ingresso di Lodrino nell’era della tecnologia avanzata. Nel 1980, la base mise in servizio un nuovo banco di prova per gli aggregati d’avviamento RST-90 dei velivoli Tiger, diventando il centro responsabile per questo sistema. Questa specializzazione tecnica elevò il profilo di Lodrino all’interno dell’aviazione militare svizzera.
Il 1984 vide l’inaugurazione di un nuovo edificio officine, continuando il processo di modernizzazione. Dal 1988, i voli di puntamento per la difesa contraerea iniziarono a utilizzare i nuovi Pilatus PC-9, inizialmente noleggiati direttamente dal costruttore, segnando l’adozione di tecnologie più moderne per l’addestramento.
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Un momento cruciale arrivò nel 1989 quando Lodrino assunse la responsabilità tecnica del propulsore Adour che equipaggiava il nuovo aviogetto d’addestramento Hawk, insieme al propulsore Makila degli elicotteri Super-Puma. Questa doppia responsabilità confermava Lodrino come centro di eccellenza tecnica per i sistemi di propulsione più avanzati dell’aviazione militare svizzera.
La Trasformazione del 1996
Il 1996 segnò la fine di un’era e l’inizio di una nuova fase nella storia di Lodrino. L’aerodromo militare divenne un’impresa privata, riflettendo i cambiamenti geopolitici seguiti alla fine della Guerra Fredda e le nuove priorità della difesa svizzera. Questa trasformazione rappresentava non solo un cambio di gestione, ma anche un ripensamento del ruolo delle infrastrutture militari in un’epoca di pace.
Conclusione
La storia dell’aerodromo di Lodrino come installazione militare è emblematica dell’evoluzione della difesa aerea svizzera nel ventesimo secolo. Nato dall’urgenza della Seconda Guerra Mondiale, l’aerodromo si è continuamente adattato alle mutevoli esigenze strategiche e tecnologiche. Dalla protezione dei caccia in bunker di cemento armato all’addestramento con jet moderni, dalla manutenzione di motori a pistoni alla gestione di turbine avanzate, Lodrino ha attraversato praticamente tutte le fasi dell’aviazione militare moderna.
La sua trasformazione finale nel 2023 in impresa e aeroporto privato (Riviera Airport Lodrino) non diminuisce l’importanza storica di questo sito. Per oltre cinquant’anni, Lodrino ha rappresentato un pilastro della difesa aerea svizzera, un centro di competenza tecnica e un esempio di come le infrastrutture militari possano evolversi per servire le mutevoli esigenze nazionali. La sua storia rimane un capitolo miliare nella cronaca dell’aviazione militare svizzera, testimoniando la capacità di adattamento e innovazione che ha sempre caratterizzato le forze armate elvetiche. Nel ventunesimo secolo la superfice dell’aerodromo di Lodrino si è nuovamente trasformata, diventando il polo tecnologico e innovativo, non da ultimo nel campo dei droni.
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L’aerodromo di Lodrino (LSPR) rappresenta oggi un importante polo aeronautico ticinese che genera occupazione qualificata. Le sei aziende presenti offrono servizi diversificati: dalla manutenzione aeronautica specializzata di RUAG AG alla formazione piloti di EOS Helicopter e Air Evolution, dal trasporto commerciale di Heli TV e Karen SA all’innovazione tecnologica del Swiss Drone Base Camp. Questo ecosistema aeronautico crea posti di lavoro per piloti, tecnici di manutenzione, istruttori di volo, ingegneri aeronautici e personale amministrativo. La presenza di queste realtà imprenditoriali ha trasformato l’ex base militare in un centro d’eccellenza per l’aviazione civile, contribuendo significativamente all’economia locale e mantenendo viva la tradizione aeronautica di Lodrino.