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La Befana Fascista a Casa d’Italia di Locarno

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Sfogliando l’archivio del quotidiano Eco di Locarno ci siamo imbattutti in questa notizia del 4 gennaio 1938. Una testimonianza di come (fortunatement) i tempi sono cambiati. La notizia è comunque un’opportunità per fare un breve punto storico sulla presenza fascista nel Locarnese, soprattutto nel periodo precedente all’inizio della Seconda Guerra Mondiale.

Il piccolo articoletto riporta la “ormai tradizionale celebrazione della Befana Fascista”. Il luogo d’incontro era la tutt’oggi ancor esistente Casa d’Italia di Locarno. Questa era diventata il punto di riferimento per la comunità fascista locarnese. Con l’avvento di Mussolini al potere nel Novembre 1922, il partito fascista aveva aperto diverse Casa d’Italia, a Lugano ma anche Bellinzona.

Tali case erano diventato il perno della propoganda fascista nel cantone. L’attività non si riduceva ad un solo luogo d’incontro, ma nella casa d’Italia vi erano anche diverse istituzioni, tutte naturalmente in sintonia con il fascismo. Dalla Società Dante Alighieri per la cultura e lingua italiana, fino al dppo-lavoro e la filarmonica, queste società venivano ospitate presso Casa d’Italia.

Casa d’Italia a Locarno, di proprietà dell’omonimo municipio come si presenta nel 2024. Fonte: Insubrica Historica.

Il fascismo a Locarno aveva comunque fino al 1935 una notevole presenza. Mussolini e Dino Grandi, erano venuti a Locarno nell’Ottobre 1925, mentro l’aviatore Italo Balbo vi era addirittura atterrato quache anno più tardi con il suo idrovolante. Forte era il contributo della diaspora italiana, rimasta nella regione, che si legava appunto al fascismo. Era anche per diverse famiglie, la maggior meno abbienti, l’unico sistema per poter beneficiare di un dopo-scuola per i figli, oppure di colonie estive. Fu cosi che diverse famiglie povere italiane furono a gioco-forza costrette ad associarsi con il fascismo.

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Casa d’Italia fascista non ebbe una lunga vita. Con la decisione del 25 luglio 1943 da parte di Dino Grandi, che solo 18 anni prima era stato uno dei protagonisti italiani alla Conferenza di Pace di Locarno, Casa d’Italia smise di essere fascista. Nonostante l’avvento della Repubblica Sociale Italiana (RSI) nel autunno del 1943, la Casa passò in mano al governo Bonomi, impegnato nel combattere la RSI. Fu necessario un po di tempo affinché d’Italia lasciò ufficialmente il fascismo. Un documento interessante del giugno 1944 ci permette anche di fare un breve censimento delle famiglie fasciste locarnesi. Dai firmati di questo documento si può evincere che la maggior parte erano comunque famiglia italiane, residenti nella regione.

Lettera di Luigi al Console fascista Arlotta spedita il 9 aprile 1944. Sono le ultime settimane che Arlotta, fervente fascista risiede ancora a Locarno. Luigi Bovi verrà espulso dal locarnese e Svizzera nell’estate 1945. Fonte: Archivio Federale Berna.

Diverse di queste famiglie verrano poi epurate ed espulse dalla Svizzera nel corso dell’estate 1945. Nell’ambito di un fenomeno quasi giacobino, dal quale abbiamo già scritto in precedenza, vi fu una vera e propria caccia al fascista-nazista della regione. La situazione peggiorò rapidamente dal 8 Maggio 1945 con i festeggiamenti per la fine del conflitto. Diverse centinaia di cittadini che avevano subito il sopruso dei fascisti locarnesi si riversarono in piazza e nei dintorni e iniziarono a distruggere tutto quello che si presumeva essera fascista. Naturalmente i presunti “fascisti” vennero anche rincorsi e duramente picchiati. Di questo aspetto ne avevamo ampliamento discusso in questo contributo.

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