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Il Sansepolcrista – ovvero il fascista della prima ora – di Intra: la storia di Sebastiano Nino Fabbianini

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Il titolo di questo breve contributo, per i meno addetti alla storia moderna italiana, ha poco senso. Ripercorriamo, dopo aver già scritto di Amedeo Belloni, un’altra figura fascista della regione Ossola-Lago Maggiore. È un breve contributo che ci riporta indietro di quasi cento anni, alla genesi del fascismo locale.

Nino Fabbianini, insieme ad Amedeo Belloni,  è per la regione del Lago Maggiore una delle figure più importanti dell’inizio del fascismo; tuttavia, dopo cento anni, rimangono poche informazioni sulla sua vita.

La prima riunione dei Fasci di Combattimento del 23 marzo 1919
presso piazza San Sepolcro a Milano.

Di Fabbianini sappiamo appunto molto poco, praticamente niente sulla sua infanzia. Era probabilmente originario di Intra, anche se a partire dagli anni Trenta lo si trova domiciliato ad Arona. Il momento di gloria nel fascismo italiano Fabbianini lo ebbe partecipando, il 23 marzo 1919, all’adunata costitutiva dei Fasci italiani di combattimento in piazza San Sepolcro a Milano — da qui il nome di sansepolcrista.

Uomo di fiducia di Benito Mussolini per la provincia di Novara, venne spedito dal futuro Duce in quella che era considerata una «provincia rossa» all’inizio del 1919. La missione, quasi impossibile, era quella di creare la prima sede dei Fasci di combattimento di Novara.

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Fabbianini, che di mestiere sembra fosse un semplice burattinaio, incontrò diversi problemi: violenze fisiche, agguati e incomprensioni politiche. Vane furono le sue suppliche a Benito Mussolini affinché lo assegnasse altrove, per esempio nella più tranquilla e fascista città di Milano. Anzi, a partire dal 22 maggio 1919 gli venne affiancato Michele Piana, primo segretario dei Fasci di combattimento novaresi.

https://youtu.be/J7ttMv7XMnw
Dai Fasci di combattimento risulterà pochi anni più tardi il Partito Nazionale Fascista.

Durante tutto il corso del 1920 vi fu un intenso scambio di lettere con Mussolini. Il tono delle missive spedite dal Duce era molto amichevole: «Caro Fabbianini» oppure «Caro Compagno». Sicuramente una dimostrazione di come Fabbianini fosse comunque vicino a Mussolini

Confine di Sangue - I fatti dei Bagni di Craveggia 18-19 ottobre 1944

Edizione in italiano. Di Raphael Rues (Curatore e Autore). Vasco Gamboni, Alexander Grass, Nicola Guerini e Fiorenzo Rossinelli (Autori). CHF /EUR 15.00 Insubrica Historica, 2025.
ISBN: 978-88-3196-902-4 – Editore: Insubrica Historica Minusio

Più Informazioni

I due riuscirono con molta fatica a riunire un primo gruppo di 70 fascisti, quasi tutti appartenenti al ceto medio della provincia. Fra loro vi erano il già citato Amedeo Belloni e anche l’intransigente Giuseppe Dongo. Fabbianini ebbe non pochi problemi con il suo operato; come se non bastasse, dovette affrontare anche l’opposizione da parte degli ultranazionalisti come Ezio Maria Gray, durante il periodo 1943-1945 fervente fascista. Gray, nel dopoguerra, fu con Giorgio Almirante fondatore del Movimento Sociale Italiano. Rimasto incolume nonostante il suo fascismo oltranzista, Gray lasciò per molto tempo Novara, preferendo la più sicura Roma.

Fabbianini era camerata del fascista Luigi Coppa (Laveno 1898 – Novara 1922), ucciso da esponenti comunisti a Novara nel luglio 1922; si veda per questo importante periodo di violenza fascista-comunista un nostro recente contributo. Fu così che per diversi anni, puntualmente quando il fascismo della regione ricordava i suoi «martiri», Fabbianini venne invitato a tenere discorsi. Lo fece perlomeno fino al 1932, sia a Laveno con Amedeo Belloni sia a Varese.

A partire dal 1932 si perdono però le tracce di Fabbianini. Non compare più nei giornali fascisti e scompare praticamente dalla circolazione. L’unico dettaglio che ci porta fino al 1937 è un’opera teatrale in due atti, intitolata Spolverare il manganello, accettata dal Ministero della cultura popolare, che sembra essere scritta proprio da Fabbianini. È probabile che fosse presente anche durante la Repubblica Sociale Italiana, sebbene non vi siano fonti certe.

Un paltò fuori stagione. Settembre 1944 – Maggio 1945

Edizione in italiano. Di Carlo Bava (Autore), Raphael Rues (Curatore).
CHF /EUR 15.00 Insubrica Historica, 2024.

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Fonti: La maggior parte delle informazioni su Fabbianini sono tratte dal lavoro “Novara in orbace”  di Italo Ferrandi e Saverio Sardone.

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