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Torre Eiffel: una scoperta (quasi) elvetica

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La Torre Eiffel di Parigi potrebbe benissimo essere chiamata Torre Koechlin. Questo perché l’ingegnere Maurice Koechlin, francese di nascita ma svizzero di adozione, ebbe l’idea originale di concepire questa torre. Parigi inoltre è sempre stata una forza di attrazione per personaggi e artisti insubrici; sono centinaia quelli che lavorarono nella Ville Lumière e dei quali abbiamo scritto nel passato: Ernest Guglielminetti, Pietro Maria Ferino, oppure ancora il generale onsernonese Carlo Francesco Remonda.

La Torre Eiffel prende il nome dall’imprenditore e ingegnere Alexandre Gustave Eiffel. Ma il vero inventore del simbolo parigino fu uno svizzero: Maurice Koechlin, all’epoca ingegnere capo dell’azienda di Eiffel. Fu lui ad avere l’idea, a disegnare il progetto strutturale e a calcolare la statica della torre. Si tratta comunque di un binomio che aveva già costruito diverse strutture simili in tutta Europa, dal Portogallo all’Ungheria.

Il ponte Maria Pia è un ardito ponte ad arco in ferro che varca il fiume Douro alla periferia della città portoghese di Porto. Oggi non più in funzione. Dedicato a Maria Pia di Savoia, regina del Portogallo, fu progettato dall’ingegnere francese Gustave Eiffel insieme a Maurice Koechlin dal 1875 al 1877. Fonte: Wikipedia.

Maurice Koechlin nasce l’8.3.1856 a Buhl (Alsazia) da una famiglia alsaziana molto benestante. Studiò ingegneria durante il periodo 1873–1877 al Politecnico federale di Zurigo, come Piero Puricelli. Lo studio a Zurigo gli permise di acquisire la cittadinanza della città. Allora il sistema di naturalizzazione, nonostante vi fosse la Costituzione del 1848, era lasciato ai singoli cantoni. Nel caso di Koechlin, egli divenne quindi innanzitutto cittadino della città di Zurigo. Il giovane “zurighese” fu dapprima ingegnere presso le Ferrovie orientali francesi (1877–1879).

Ritratto di Maurice Koechlin, data imprecisata.

Dal 1879 entrò a far parte dell’impresa di costruzioni di Alexandre Gustave Eiffel, specializzata tra l’altro nella costruzione di ponti e viadotti. Assunse subito la direzione del settore della ricerca; dal 1900 divenne direttore e in seguito presidente del consiglio di amministrazione. Nel 1884 formulò l’idea di una torre alta 300 m per l’Esposizione universale di Parigi del 1889, in seguito ripresa e diffusa da Eiffel, che nel 1887 stipulò il contratto di costruzione con lo Stato francese e la città di Parigi.

Le varie fasi della costruzione progettate da Maurice Koechlin.

Lo stesso Eiffel inizialmente reagì con scetticismo al progetto di una torre alta 300 metri. Tuttavia la portò avanti intuendo che la Torre Eiffel poteva diventare il simbolo di progresso e modernità per la Francia. La torre fu concepita non solo come puro oggetto espositivo per l’Esposizione universale del 1889, ma anche come importante strumento di ricerca, ad esempio in meteorologia e aerodinamica. Tuttavia, la Torre Eiffel non fu quasi mai utilizzata a questo scopo.

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Vi sono diversi aspetti della Torre Eiffel che si possono ricondurre all’esperienza di Koechlin:

  • Design a traliccio: La caratteristica più evidente della torre è la struttura a traliccio. Questa intricata rete di travi in ferro battuto forma una struttura piramidale su ciascuna delle quattro gambe della torre. Il traliccio consente di ottenere un telaio resistente e leggero, in grado di sopportare la forza del vento.
  • Gambe curvate: Le gambe della torre non sono dritte, ma si curvano verso l’interno man mano che salgono. Questa scelta, apparentemente estetica, ha un ruolo strutturale fondamentale. La curva verso l’interno permette alle gambe di agire come enormi mensole, trasferendo i carichi del vento verso la base dove le gambe si incontrano, aumentando la stabilità.
  • Archi: Il posizionamento strategico di grandi archi al primo e al secondo livello contribuisce ulteriormente alla stabilità. Questi archi fungono da gigantesche travi orizzontali, collegando le gambe e impedendone lo svergolamento sotto il proprio peso.
  • Giunzioni rivettate: I componenti della torre non sono saldati, ma uniti meticolosamente mediante rivetti. Anche se i rivetti possono sembrare antiquati, all’epoca della costruzione erano il metodo di giunzione più resistente disponibile e offrivano un grado di flessibilità che poteva aiutare la struttura a sopportare il vento e l’espansione termica.
  • Fondamenta profonde: Una fondazione solida è fondamentale per qualsiasi struttura alta. La Torre Eiffel poggia su enormi piloni di cemento che si estendono in profondità nel sottosuolo, garantendo la capacità di sopportare il proprio peso e di resistere a forti venti.

In sostanza, la struttura a traliccio riduce al minimo il peso, le gambe curve e gli archi massimizzano la stabilità, mentre le giunzioni rivettate e le fondamenta profonde forniscono una resistenza duratura. Queste caratteristiche combinate fanno della Torre Eiffel una meraviglia dell’ingegneria, ma anche dell’architettura gotica e del simbolismo nazionale. La Torre Eiffel è un esempio emblematico di come l’ingegneria e l’architettura possano fondersi per creare una struttura non solo funzionale, ma anche esteticamente straordinaria.


Il ruolo decisivo di Koechlin rimase a lungo dimenticato, pur essendo egli responsabile dei calcoli strutturali necessari all’erezione della torre. La sua esperienza con la Torre Eiffel gli permise di collaborare alla costruzione della Statua della Libertà di New York. Koechlin ebbe sei figli e morì nel 1946 a Veytaux (Vaud), presso Vevey, sulle rive del lago Lemano. Le memoria di Maurice, rimane immortalata ancora fino ai nostri giorni in un interessante sito web: https://www.koechlin.net/, gestito dai discendenti di questa famiglia.

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